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Il nuovo anno dell’industria riparte con raccolta negativa ma masse in ulteriore ampliamento a 2.342 miliardi. Merito anche di un effetto mercato dello 0,3%. Gestioni di portafoglio stabili mentre, tra i fondi, crescono ancora gli obbligazionari
Dopo un anno segnato dai timori per la corsa dell’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse, l’industria italiana del risparmio gestito inaugura il 2024 registrando un aumento del patrimonio. È quanto emerge dall’ultima Mappa Mensile di Assogestioni, che evidenzia come gli asset under management siano saliti da 2.337 a 2.342 miliardi di euro a fronte di un raccolta in contrazione di 2,6 miliardi. Una dinamica influenzata da un effetto performance positivo per lo 0,3% e che, a livello di asset class, riconferma l’appetito degli investitori retail per il mercato obbligazionario.
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Tengono le gestioni di portafoglio
Esplorando in dettaglio le rilevazioni realizzate dall’Ufficio Studi dell’Associazione, si osservato come fondi aperti e chiusi abbiano sì registrato deflussi in aumento a complessivi 2,1 miliardi ma a fronte di gestioni di portafoglio sostanzialmente stabili a -429 milioni: +257 milioni, nello specifico, il dato di raccolta attribuibile al segmento retail, e -687 milioni quello relativo alle istituzionali.
C’è ancora fame di bond
A livello di asset allocation, l’anno appena iniziato si apre con la riconferma dell’appetito per i bond da parte dei piccoli risparmiatori. La categoria ha infatti attratto a sé capitali aggiuntivi per 5,5 miliardi di euro, in netto aumento rispetto agli 1,8 miliardi incamerati il mese precedente, mentre i fondi azionari hanno contribuito ad affossare il dato complessivo con riscatti per -2,2 miliardi. Male anche le linee bilanciate e flessibili, che si contraddistinguono per un rosso rispettivamente di -1,9 miliardi e 2,78 mld miliardi.
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La classifica degli operatori
Per quanto riguarda le performance delle singole società, i dati preliminari evidenziano come Gruppo Generali abbia registrato la raccolta netta migliore: +2,7 miliardi di euro. Seguono Deutsche Bank, con 327 milioni, e Mediolanum, con 206 milioni. Ai piedi del podio si posizionano Arca (+182 milioni di euro) e FinecoBank (+162 milioni). Tra chi ha registrato le performance peggiori, Gruppo Intesa Sanpaolo (-2,7 miliardi) ma anche Poste Italiane (-1,4 miliardi) e Anima Holding (-910 milioni). A proposito della classifica, il Leone di Trieste ha precisato in una nota che il risultato registrato si deve principalmente alla “riallocazione dei portafogli assicurativi ora gestiti da Generali Asset Management”. Si tratta, ha spiegato il gruppo, di “una nuova società di gestione che riunisce le due società di investimenti Generali Insurance Asset Management e Generali Investments Partners”.
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