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Osservatorio Perpethua: il 20% ha oltrepassato i 65. Più anziane le aziende del Nord e del Centro. “Senza una pianificazione successoria molte rischiano di non sopravvivere”
L’invecchiamento demografico che affligge l’Italia non risparmia le pmi. Gli imprenditori alla guida delle piccole e medie imprese del nostro Paese hanno infatti un’età media di 56,4 anni, nel 36% dei casi superano i 60, mentre addirittura uno su cinque è over 65. E la situazione è più critica al Nord e al Centro. Il quadro emerge dall’Osservatorio di Perpethua, società specializzata in passaggi generazionali e M&A, in collaborazione con Yuno AI, secondo cui senza un adeguato piano per il passaggio generazionale molte aziende rischiano di non sopravvivere.
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Più vecchie le pmi del Nord
L’indagine, che ha preso in esame 67mila imprese con fatturato tra i 2 e i 25 milioni di euro, evidenzia una tendenza che rischia di diventare centrale per il futuro dell’intero sistema produttivo nazionale. Le pmi costituiscono infatti il core business dell’economia italiana, dal momento che rappresentano il 99% delle imprese e generano oltre il 70% dell’occupazione. Secondo i dati, Liguria ed Emilia-Romagna registrano percentuali di imprenditori over 60 pari o superiori al 40%. Inoltre, gli over 75 superano il 10%, con punte di over 80 che sfiorano il 5%. In queste due regioni la media è rispettivamente di 58,9 e 58,5 anni. Situazione critica anche in Valle d’Aosta, dove le guide aziendali hanno mediamente 58,7 anni. Persino le due locomotive d’Italia, Lombardia e Veneto, non sono messe meglio: gli ultra sessantenni rappresentano rispettivamente il 40% e il 42%, mentre gli over 65 raggiungono il 25% e il 27%. Nel Lazio vive l’imprenditore più anziano: 99 anni.
Sud più giovane. Per ora
Va meglio nel Mezzogiorno dove le percentuali di imprenditori anziani risultano inferiori alla media nazionale. In Campania, ad esempio, gli over 60 sono il 26%, quelli oltre i 65 anni il 15% e gli over 75 il 4%. Qui l’età media è 52,2 anni. Valori più contenuti rispetto alla media nazionale in tutte le fasce d’età si registrano anche in Sicilia, Calabria, Puglia e Molise. Tuttavia il report avverte di non dare per scontata una traiettoria demografica che “potrebbe invertirsi in futuro”.
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L’urgenza della pianificazione
L’invecchiamento della classe imprenditoriale porta dunque al centro dell’attenzione il tema della successione. Senza una pianificazione chiara, infatti, molte pmi rischiano difficoltà nel momento in cui il fondatore decide di andare a riposo. E la prova è che in Italia solo il 13% delle aziende riesce a raggiungere la terza generazione. “L’invecchiamento degli imprenditori non è di per sé un problema, anzi spesso è sinonimo di esperienza e visione”, sottolinea Tobia Piovesan, ceo di Perpethua. Ma senza un piano per il passaggio di testimone, avverte, “l’impresa rischia di non sopravvivere alla sua prima generazione”. “Se da un lato i numeri mettono in luce una criticità, dall’altro evidenziano anche una straordinaria opportunità di rinnovamento, che non va sprecata”, conclude quindi l’esperto.
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