Dopo un febbraio difficile, a marzo sono emersi segnali di ripresa. Azionari meglio degli obbligazionari. Pur in negativo, l’inflazione si conferma un tema vincente tra le soluzioni obbligazionarie. L’analisi di Fida
Il risparmio gestito accusa il colpo ma non va al tappeto, anzi mostra già segnali di ripresa. In un inizio d’anno segnato da un contesto a dir poco complicato, e dalle inevitabili conseguenze sui mercati finanziari, il mercato italiano dei fondi archivia infatti il primo trimestre 2022 con perdite diffuse ma senza tracolli.
Ranking categorie fondi
A certificarlo, il consueto Osservatorio Trimestrale targato Fida dal quale emerge che gli obbligazionari risultano più penalizzati rispetto agli azionari. “Turchia e Brasile rappresentano le chiavi di successo tra le categorie azionarie a specificazione geografica, con ritorni interessanti per gli investitori europei”, sottolinea l’analista finanziaria, Monica Zerbinati.
Tra i comparti a specializzazione settoriale a dominare sono invece le materie prime, in particolare metalli e minerali, sia ad uso industriale che preziosi, ma si difendono bene anche gli energetici. Da sottolineare, poi, come dai dati risulti evidente un miglioramento in marzo rispetto a febbraio.
La top ten generale del trimestre coincide quindi perfettamente con quella azionaria. In testa si piazza il DWS Invest Brazilian Equities LC Cap EUR, forte del suo +35,99% da inizio anno e di un ragguardevolissimo +18,44% solo a marzo. Seguono a brevissima distanza BNP Paribas Brazil Equity Clas EUR (+35,71% e +15,35%) e Fonditalia Eq. Brazil T (+35,10% e +16,1%).
L’America Latina è la protagonista anche tra le categorie sui bond, quasi tutte in perdita. “Pur in negativo, l’inflazione si conferma un tema vincente tra le soluzioni obbligazionarie”, osserva la Zerbinatti.
Passando ai prodotti, il podio degli obbligazionari è dominato da HSBC GIF Brazil Bond A Dis $, che mette a segno una performance positiva del 20,23% da gennaio e del 9,95% nell’ultimo mese. Al secondo posto troviamo invece AZ F.1 Bond Real Plus B-AZ FUND Dis EUR, con +12,33% e +6,31%, seguito da BlueBay Gl. Sover. Opp. ZR-USD (Cperf)(AIDiv) $ (+7,45% e 1,82%). Tra gli absolute return, la medaglia doto va invece a DWS Invest Enhanced Commodity Strategy LC Cap EUR, che da inizio 2022 registra un allungo del 31,77%.
David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Global Focused Growth Equity, T. Rowe Price
“Riteniamo che i titoli idiosincratici offrano un solido potenziale di rialzo, anche in questo contesto complesso – afferma David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Global Focused Growth Equity, T. Rowe Price -. Continuiamo ad apprezzare la crescita del settore dei viaggi e del turismo. Abbiamo incrementato le posizioni in titoli dei mercati dei capitali che beneficiano della volatilità del mercato e stiamo cercando di essere attentamente contrarian in alcuni mercati emergenti selezionati, tra cui Cina e Brasile”.
Eiswert mette anche in guardia da alcune aree a suo avviso da evitare: “Ci stiamo allontanando dagli estremi dell’era pandemica nel settore tecnologico, così come dagli estremi di un rally dei prezzi delle materie prime che sembrerebbe insostenibile”.
Sull’azionario frenano Mabrouk Chetouane e Nicolas Malagardis, global market strategy di NIM Solutions (Natixis Im), che preferiscono la cautela visti i “preoccupanti fondamentali” sia sul fronte macroeconomico che microeconomico. “Le probabili conseguenze inflazionistiche della nuova situazione politica ci hanno portato a rivedere al ribasso le nostre proiezioni di crescita per gli Stati Uniti e l’Eurozona – spiegano -. Tuttavia, le aspettative di consenso per la crescita degli utili aziendali nei prossimi 12 mesi rimangono intorno al 9,7% negli Stati Uniti e al 7,8% nell’Eurozona. Riteniamo che queste aspettative siano obiettivamente troppo ottimistiche data la realtà del contesto economico e che, quindi, probabilmente si riveleranno deludenti”.
Per Chetouane e Malagardis, questa divergenza tra gli utili societari e le loro prospettive economiche richiede cautela alla luce della stagione degli utili. “La revisione al ribasso delle prospettive di crescita degli utili per il 2022 dovrebbe continuare in entrambe le regioni. Il calo limitato delle quotazioni azionarie e la mancanza di aggiustamenti degli utili attesi ci porta a concludere che l’aggiustamento delle valutazioni azionarie ha ancora spazio”, avvertono i due esperti.
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