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I fondi di private capital stanno attirando sempre più investitori, anche retail, inducendo le autorità a un maggiore controllo per prevenire potenziali problemi. Tutto questo accrescerà la fiducia
I mercati privati stanno attirando sempre più investitori, anche retail, spingendo le autorità di tutto il mondo ad attuare un maggiore controllo normativo. Questo innescherà un circolo virtuoso che contribuirà a rafforzare la fiducia nei private asset, individuando eventuali problemi prima che si manifestino. Ne sono convinti gli analisti di S&P Global Ratings, secondo cui la maggiore trasparenza sosterrà la crescita nel lungo periodo di questi mercati già in rapida espansione.
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La spinta normativa è già partita
In un report intitolato “Private capital funds: global regulatory push could catch problems before they happen”, l’agenzia di rating mostra come la spinta regolatoria sia già in atto. Nel 2024 e nel 2025, i fondi di private capital, segmento chiave del settore dell’intermediazione non bancaria che rappresenta circa la metà del totale delle attività finanziarie globali, sono stati oggetto di una una serie di azioni normative. Tra queste, la consultazione del Financial Stability Board sulla leva finanziaria delle NBFI negli Stati Uniti; le nuove norme UE sui fondi di investimento alternativi, che introducono miglioramenti nella gestione della liquidità e nella supervisione dei prestiti erogati, e le consultazioni di mercato da parte delle autorità di regolamentazione di Regno Unito, Singapore, Australia e Canada, che hanno rivolto particolare attenzione alla partecipazione degli investitori retail e alla governance dei fondi.
“La rapida crescita di mercati dei capitali privati relativamente opachi ha sollevato preoccupazioni normative in merito ai rischi e alla tutela degli investitori”, spiega Gavin Gunning, sector lead for Asia-Pacific financial institution ratings di S&P Global Ratings. “Una maggiore trasparenza, supervisione e reporting potrebbero rafforzare la fiducia e prevenire potenziali problemi”, rimarca.
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Un patrimonio di 9mila dollari
In effetti, nonostante una persistente mancanza di trasparenza, il patrimonio gestito dal private capital è aumentato vertiginosamente: a livello globale attualmente supera i 9mila miliardi di dollari, cui si aggiungono 3mila miliardi raccolti ma non utilizzati. Questo entusiasmo potrebbe però affievolirsi in caso di perdite, in particolare nel caso di prodotti poco trasparenti. Anche per questo, e vista la crescita del settore dei fondi di private capital, secondo S&P le autorità di regolamentazione hanno acceso i riflettori. Soprattutto alla luce del fatto che la partecipazione del settore retail è cresciuta e che alcuni investitori operano in settori tradizionalmente più rischiosi o di difficile comprensione, come l’immobiliare commerciale o il private equity.
Prevenire i problemi
“I fondi di private equity potrebbero comportare rischi finanziari in caso di shock o recessioni economiche”, sottolinea Gunning. Per questo, secondo l’esperto è probabile che un’ulteriore regolamentazione segua la strada già percorsa per altri settori finanziari dove erano emerse lacune in termini di trasparenza o di altro. Al momento, i mercati privati sono meno normati rispetto alle banche e ad altre istituzioni quotate. Per queste la trasparenza e la vigilanza bancaria si sono infatti notevolmente rafforzate dopo la grande crisi del 2008, abbassando notevolmente il ‘rischio contagio’. Secondo l’agenzia di rating è improbabile che i fondi di private equity necessitino di un quadro normativo così ampio come quello dei titoli quotati o delle banche. La natura del rapporto nei fondi di private equity è infatti spesso tra un general partner e un numero limitato di limited partner, e spesso tende ad essere di tipo ‘buy and hold’.
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Il dilemma delle autorità
Per Thierry Grunspan, credit analysis director for financial institutions ratings negli USA, le autorità pubbliche si trovano quindi di fronte a un dilemma: “Vorrebbero ampliare l’accesso ai mercati privati ad alto rendimento per gli investitori, compresi quelli retail. Solo che, senza la necessaria trasparenza, questi potrebbero essere esposti a rischi che non comprendono appieno”, spiega. Secondo l’agenzia, quindi, molte autorità di regolamentazione cercheranno di trovare un equilibrio tra la definizione di un livello adeguato di trasparenza e altre tutele per chi investe, consentendo allo stesso tempo un libero flusso di capitali laddove vi sia un interesse del mercato per attività alternative finanziate da investitori che in genere cercano rendimenti più elevati.
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