In occasione della festa per il 25 anni della casa di gestione, annunciato il passaggio di consegne tra Walter Sperb ed Ergys Luga. Ecco l’outlook sugli investimenti dei fondatori. Che guarda ancora alle azioni
Cambio della guardia per Flossbach Von Storch, che non smette di puntare sull’azionario. Il più grande gestore indipendente della Germania, con asset under management per 60 miliardi di euro, ha infatti reso noto che Walter Sperb lascerà la guida della branch italiana a Ergys Luga. Una comunicazione fornita a margine dell’incontro per i 25 anni della società, durante il quale l’investment view è stata illustrata direttamente dai due fondatori: Bert Flossbach e Kurt von Storch.
Ergys Luga, il nuovo country head per l’Italia di Flossbach von Storch
Stando a quanto annunciato, il passaggio di consegne si concretizzerà il primo giungo 2024: quel giorno l’attuale head of Sales Italy del gruppo prenderà infatti il ruolo che è stato finora di Sperb. Dal canto suo, l’ex manager Credit Suisse non uscirà dalla compagine aziendale ma continuerà a far valere la propria esperienza quarantennale in qualità di capital market strategist per il team tricolore. “La Penisola rappresenta un mercato strategico per il nostro business”, ha detto Luga, che ha sottolineato come il 20% del patrimonio in capo alla società sia gestito per conto di clienti esteri. In Flossbach Von Storch dal 2019, la sua leadership promette di rendere più capillare l’offerta locale della casa: per nove anni è infatti stato in forze a Candriam, dove ha fatto esperienza nello sviluppo della distribuzione di fondi presso gli istituzionali e le reti bancarie del nostro Paese.
Approccio di lungo periodo
Mai cercare di battere un indice. Questo il mantra recitato alla stampa da von Storch, che ha spiegato come la società tedesca non guardi al breve termini ma cerchi sempre di generare rendimenti adeguati sul lungo periodo. Una filosofia ben incarnata, per il co-fondatore, proprio dal più grande fondo della gamma di casa: la strategia flessibile Multiple Opportunities. “Nelle fasi di mercato azionario positivo, può rimanere indietro rispetto al mercato”, ha illustrato, “ma nei periodi di ribasso riesce a contenere le perdite e registrare numeri sopra la media”. Si tratta, insomma, di un investimento che punta a “sfruttare i rendimenti potenziali su scala globale e far dormire tranquilli gli investitori nei momenti di turbolenza dei mercati”.
A spiegare il posizionamento dell’azienda in termini di asset class è stato invece l’altro Flossbach. Dal suo punto di vista, l’aumento delle aspettative rispetto sul quadro macro porta con sé anche il rischio di ribassi ma ciò non precluderà agli investitori azionari di lungo termine la possibilità di incassare rendimenti del 6-7% annuo. “L’era dello stock picking è tutt’altro che terminata”, dichiarato. Poi ha aggiunto: “Se guardiamo all’alta concentrazione di indici come quelli americani, possiamo subito capire quanto sia importante diversificare e scegliere attivamente i titoli più interessanti”. Per quanto riguarda i bond, è opinione del dirigente che titoli di Stato come BTP e Bund a dieci anni siano in grado di offrire ritorni maggiori rispetto ai rischi reali”. Da non scordare poi l’oro, che resterà un elemento centrale della strategia.
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