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Agli investitori retail piacciono sempre di più strategie tematiche ed Etf. E la domanda aumenterà nei prossimi due anni. Boom anche per i prodotti Esg. L’analisi Cerulli Associates
In un periodo in cui l’incertezza regna sovrana, una cosa è sicura: l’appetito degli investitori retail europei per i fondi tematici è destinato a durare. Tanto che la crescita di questo tipo di strategie sta diventando una caratteristica chiave dell’evoluzione del settore dell’asset management del Vecchio Continente, insieme alla predilezione per i prodotti Esg.
La tendenza emerge chiaramente dall’ultimo rapporto targato Cerulli Associates, “European distribution dynamics 2022: uncovering growth opportunities”, che ha coinvolto 142 gestori, con oltre 7 mila miliardi di euro di asset in gestione, stando ai quali lo spazio dei fondi tematici si è rivelato un hub per l’innovazione negli ultimi anni. Merito appunto del fatto che la passione per i fondi comuni di investimento tematici e gli exchange-traded fund sta crescendo rapidamente in tutta Europa.
In particolare, per i gestori patrimoniali i prodotti tematici passivi sono destinati a registrare la crescita maggiore nei prossimi due anni, mentre si ferma al 9,2% la percentuale di chi si aspetta una rapida avanzata (oltre il 10%) anche per quelli attivi. Ben il 36,6% degli asset manager intervistati da Cerulli ritiene che i fondi indicizzati tematici cresceranno rapidamente e il 27,5% è convinto che gli Etf tematici cresceranno a tale ritmo.
“I manager che possono aumentare la loro specializzazione nell’investimento tematico, attraverso strategie passive e attive, saranno in grado di differenziare le loro offerte – sottolinea Fabrizio Zumbo, direttore della ricerca europea al dettaglio e all’ingrosso di Cerulli e autore principale del rapporto -. Questo li aiuterà ad attrarre nuovi capitali, data la domanda prevista per tali prodotti nei prossimi due anni”.
Tematico sì, ma sostenibile
Ma tematico non basta. A fare la differenza per i risparmiatori europei c’è anche un’altra caratteristica: la sostenibilità. Gli investitori al dettaglio in tutta Europa continuano infatti ad aumentare la loro attenzione sugli investimenti responsabili. Nonostante la crescita complessiva e la crescente specializzazione delle proposte Esg negli ultimi anni, alla fine del 2021 la maggior parte delle attività sostenibili europee erano detenute in prodotti di fondi comuni azionari. Ne deriva quindi che i manager possono trovare nuove strade per la crescita migliorando le loro proposte di valore nei segmenti tematici alternativi e sostenibili.
Le criticità però non mancano. Cerulli avverte infatti che la robusta crescita della domanda Esg negli ultimi anni ha portato a crescenti preoccupazioni sulle metodologie utilizzate dai gestori patrimoniali per classificare le loro offerte nell’ambito del quadro del Regolamento sulla divulgazione di finanziamenti sostenibili (Sfdr), entrato in vigore a marzo 2021. La maggior parte dei gestori intervistati per la ricerca ha identificato la limitata disponibilità di dati Esg come una sfida significativa e ha affermato che migliorare la misurazione e la rendicontazione del rischio ambientale, sociale e di governance sarà una priorità assoluta per loro nei prossimi due anni.
Inoltre, diverse autorità di regolamentazione in Europa hanno notato che le richieste dei gestori di classificare i fondi nell’ambito della Sfdr hanno margini di miglioramento. Ne deriva che ai gestori toccherà garantire che i loro prodotti Esg soddisfino le esigenze dei consumatori e che siano conformi alle norme locali ed europee.
“I manager che operano in tutta Europa stanno già lottando con le variazioni tra i mercati in termini di regole e preferenze, comprese le etichette Esg locali – evidenzia Zumbo -. I manager devono garantire che i prodotti Esg siano progettati tenendo conto delle esigenze dei consumatori e della società. Devono combinare il rispetto delle norme locali con gli sforzi per soddisfare le preferenze degli investitori; ad esempio, migliorando la loro rendicontazione sull’impatto o allineando i prodotti con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.
Un impegno necessario, visto che, come sottolinea il rapporto, la crescita della domanda di prodotti Esg non dovrebbe rallentare nel prossimo futuro e proposte di valore specializzate e innovative che includono strategie passive, attive, tematiche e alternative potrebbero portare nuovi flussi dagli investitori europei.
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