Wilding e Balls (PIMCO): “Fase favorevole alla generazione di alfa. Duration, credito e mercati emergenti al centro delle strategie”
Tiffany Wilding, north american economist di PIMCO
Il 2026 si è aperto con uno dei contesti più promettenti degli ultimi anni per gli investitori obbligazionari attivi. Dopo una stagione di alti rendimenti e volatilità controllata, la visione di PIMCO, affidata alle voci di Tiffany Wilding, economista della società, e Andrew Balls, Global CIO Fixed Income, è chiara: siamo di fronte a una fase che offre “una rara opportunità di aumentare qualità e liquidità senza rinunciare a potenziale di rendimento analogo all’azionario in una fase in cui le valutazioni di quest’ultimo hanno raggiunto livelli estremi”. Secondo i due esperti, “l’obbligazionario è conveniente rispetto all’azionario in questa fase”. E in particolare, dopo il riprezzamento successivo alla pandemia, “i rendimenti di partenza dell’obbligazionario di alta qualità restano interessanti, e forniscono una base sulla quale i gestori attivi possono puntare a costruire portafogli con potenziali rendimenti del 5%–7%”.
In termini geografici, la view è a favore di un’esposizione diversificata a livello globale. “Prediligiamo un portafoglio diversificato con esposizioni in varie regioni su diversi sentieri economici e monetari che comprendono i mercati sviluppati nonché mercati emergenti selezionati”. Tra le aree di maggiore interesse per la duration figurano gli Stati Uniti, “che possono concorrere a fornire copertura ai portafogli rispetto a un potenziale rallentamento sul mercato del lavoro o volatilità dell’azionario legata all’IA”. Meno entusiasmo invece per l’Europa, mentre sul fronte inflation-linked resta l’interesse per i Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS). Spazio anche alle…
Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
Con rendimenti vicini al 6% e default attesi in calo, Columbia Threadneedle vede valore nel credito speculativo del Vecchio Continente. Ma in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e spread compressi, la selettività resta decisiva e le strategie a breve offrono una protezione aggiuntiva contro la volatilità
Per l’ad di Payden&Rygel Italia, Fed e BCE si muoveranno a velocità diverse. Ma rendimenti più alti, dislocazioni sulla curva, cartolarizzati ed emergenti aprono spazi interessanti per chi sa costruire portafogli su misura
Per il gestore della casa, il reddito fisso si prepara a tornare una componente strategica dei portafogli. E i bond a breve termine rappresentano una soluzione efficace per costruire esposizioni poco rischiose. Ma, in tempi di incertezza, servono qualità e pazienza nella selezione delle opportunità
Per il fund manager della casa, geopolitica e megatrend stanno ridefinendo il ruolo dell’asset class nei portafogli. Ma selezione e valutazioni restano centrali. Dalle utility al digitale fino alle small cap e agli EM, il focus resta uno: “Trovare valore dove il mercato non lo ha ancora riconosciuto”
Per Anuj Arora, head of Emerging Market & Asia Pacific Equities di J.P. Morgan Asset Management, il nuovo regime macro impone di ripensare i portafogli: meno duration, più asset reali e catene del valore strategiche
Per il Global head of Investment and Product Strategy di Amundi ETF & Indexing, siamo di fronte a un nuovo equilibrio dei mercati: più selettività sull’azionario americano, crescente interesse per l’Europa e focus sui temi strategici. Intanto l’industria dei passivi continua la corsa grazie a innovazione di prodotto, piattaforme digitali e boom retail
Per David Karni, responsabile portafogli d’investimento di BCC Risparmio & Previdenza, il ritorno della geopolitica è un trend strutturale. Focus su tech americano, autonomia europea ed energia la chiave per interpretarlo. “Ma il vero rischio dalla guerra in Iran sono le elezioni americane”
Per il gestore azionario di Lemanik la crisi energetica produrrà solo effetti temporanei sui prezzi, mentre la politica americana continuerà a sostenere Wall Street in vista delle midterm. Focus ancora sull’AI, ma il focus si sposta sulle società che beneficiano indirettamente del boom di investimenti. In Italia banche nel mirino
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