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Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Il rally del credito investment grade europeo non sembra ancora esaurito, ma la fase più semplice potrebbe ormai essere alle spalle. Se infatti rendimenti interessanti e fondamentali societari solidi continuano a sostenere il comparto, spread compressi e nuove tensioni geopolitiche aumentano le insidie per gli investitori. Secondo Fabrizio Viola, gestore di Generali Asset Management e manager di consolidata esperienza sul mercato obbligazionario, questa contraddizione non cambia la view positiva sull’asset class ma rende decisiva la capacità di selezionare emittenti, settori e scadenze in grado di offrire un adeguato rapporto tra rischio-rendimento.
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Fondamentali solidi, ma la geopolitica resta il principale rischio
Lo scenario di base delineato dal gestore rimane moderatamente positivo. In assenza di nuovi shock esogeni, un graduale allentamento delle tensioni geopolitiche e un atteggiamento meno aggressivo da parte degli Stati Uniti potrebbero riportare i mercati sul sentiero seguito negli ultimi trimestri: crescita economica resiliente, spread creditizi contenuti e rendimenti governativi relativamente stabili. Il principale elemento di incertezza continua però a essere rappresentato dall’evoluzione della situazione in Medio Oriente, con gli sviluppi che coinvolgono l’Iran e il Libano destinati a rimanere sotto stretta osservazione da parte degli investitori. In questo contesto, per Generali AM, mantenere un’esposizione al credito investment grade europeo continua a essere giustificato poiché il potenziale di allargamento dei differenziali appare limitato. La fase, tuttavia, richiede una crescente selettività. “La dispersione tra gli emittenti è destinata ad aumentare”, spiega Viola, “rendendo ancor più rilevante l’analisi fondamentale e la selezione bottom-up dei singoli titoli”. L’assunzione di rischio dovrebbe quindi concentrarsi sulle società in cui le valutazioni compensano adeguatamente le vulnerabilità specifiche.
Cash preferito ai CDS, cautela su auto e Big Tech
Sul fronte del valore relativo, Viola individua maggiori opportunità nelle obbligazioni cash rispetto agli indici di credit default swap (CDS). “Il rallentamento delle nuove emissioni dovrebbe migliorare i fattori tecnici a sostegno del mercato cash”, spiega, “mentre gli indici sintetici potrebbero incontrare maggiori difficoltà nel comprimere ulteriormente i premi per il rischio”. I derivati mantengono comunque un ruolo utile come strumenti di copertura o per sfruttare eventuali fasi di maggiore volatilità. Dal punto di vista settoriale, il comparto finanziario resta quello favorito. Il debito subordinato Tier 2 investment grade, secondo il gestore, offre in particolare un livello di carry interessante a fronte di un incremento contenuto della volatilità rispetto alle obbligazioni senior. Più prudente invece il giudizio sui settori ciclici, dove il premio al rischio viene considerato ancora “insufficiente”. Rimane quindi cautela nei confronti del comparto automobilistico, i cui fondamentali continuano a mostrare elementi di fragilità, mentre il debito emesso dagli hyperscaler tecnologici viene ritenuto poco interessante soprattutto sulle scadenze più lunghe della curva.
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Focus sulle scadenze tra tre e sette anni
Anche sul fronte della duration la view di Viola è ben definita. Il gestore è infatti convinto che il tratto della curva da tre a sette anni continui a offrire il miglior equilibrio tra rendimento corrente e potenziale compressione degli spread, beneficiando anche della forte domanda proveniente dagli investitori orientati verso strategie obbligazionarie a scadenza prefissata. Nel comparto subordinato, invece, il recente rally dei bond corporate ibridi ne ha ridotto l’attrattività relativa. Ecco perché la preferenza di Generali AM ricade su esposizioni verso il credito BBB e il debito Tier 2 finanziario, mantenendo una particolare predilezione per i grandi gruppi assicurativi. “Nel complesso”, conclude il fund manager, “il credito investment grade europeo continua a beneficiare di un contesto favorevole grazie ma la disciplina nella costruzione del portafoglio e la selezione dei singoli emittenti diventano gli elementi chiave per continuare a generare valore”.
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