L’outlook per il 2021 di Axa Investment Managers vede la Cina guidare il rimbalzo del pil globale con gli Stati Uniti al seguito
Alessandro Tentori, direttore investimenti di AXA Investment Managers Italia
Dopo un 2020 vissuto fra gli alti e bassi delle Borse e dell’economia reale in quasi tutto il mondo, le prospettive per il prossimo biennio sono più incoraggianti.
Così la pensa il team di economisti di Axa Investment Managers che prevede un forte rimbalzo del pil mondiale nel 2021 (+5.2%) e una altrettanto vigorosa crescita nel 2022 (+4.1%).
Lo ha spiegato Alessandro Tentori, Cio di Axa IM Italia, in una conferenza con la stampa durante la quale ha sottolineato il differenziale di crescita che ci sarà fra le diverse aree geografiche: “Traspare una crescita oltre le attese negli Stati Uniti (+4.6%), che grazie a interventi fiscali e monetari molto mirati sono riusciti in parte a contenere gli effetti negativi della pandemia su consumi e investimenti. Meno vibrante la crescita nel Vecchio continente (+3.7%), che però sulla scia degli investimenti strutturali del programma Next Generation EU (Ngeu) dovrebbe accelerare nel 2022 con un +4.4%”.
Per l’Italia, spiega l’esperto, una crescita leggermente superiore al 4% sia nel 2021 che nel 2022, ma “restano le problematiche legate alla crescita potenziale molto contenuta”.
Axa assegna una nota di merito alla Cina, che dal +2.3% stimato per quest’anno è prevista in forte accelerazione a +8% e +5.5% nel biennio successivo.
In sintesi, nella visione globale di Axa si può parlare di un forte rimbalzo di tutte le economie, che però potrebbe non essere sufficiente per chiudere il gap di reddito apertosi nelle economie avanzate con lo shock negativo del Covid19. Quest’ultimo, spiega Tentori, continuerà a essere un tema importante sia per le politiche economiche che per gli investitori e la gestione dei fondi, almeno fino alla seconda metà del 2021 quando è prevista chiarezza sulla reale capacità di fermare l’epidemia con il vaccino.
“L’altro tema molto importante è l’indebitamento, tema che però non viene ancora sentito in maniera negativa dagli investitori. Ovviamente, si tratta di un tema per il lungo periodo che richiamerà forzatamente l’attenzione dei policymakers se e come dovessero presentarsi delle falle nelle equazioni di sostenibilità”, sottolinea il manager della casa d0investimenti.
Maggior equilibrio nei portafogli
Sul lato dei mercati domina – secondo Axa – l’effetto benefico della iper-liquidità iniettata dalle banche centrali, sia in termini di propensione al rischio che di ricerca dello yield in eccesso. Per Tentori “lo scenario macro richiede una sintesi tra portafogli della old economy e quelli adatti al lockdown da Covid, esercizio che già adesso si manifesta in un ribilanciamento tra settori growth e settori value. Dal nostro punto di vista, questo aggiustamento è più che dovuto, dopo l’impennata delle valutazioni relative di comparti come software applications e biotecnologia durante periodo di lockdown. Al contempo rimango convinto che il trend di digitalizzazione sia destinato a durare fino a quando non verrà rimpiazzato da una nuova tecnologia dirompente. Anche sul lato gestioni, quindi, stiamo lavorando per costruire dei portafogli che siano robusti a questa nuova sintesi tra growth e value. Per quanto riguarda il fixed income, i temi rimangono essenzialmente quelli della seconda metà del 2020, cioè gestione attiva del rischio di spread e di duration. Il nostro focus per il biennio 2021/2022 sarà su high yield, sui mercati emergenti e sulla Cina. Resta da capire l’esposizione alle valute, dove il dollaro sembra orientarsi verso livelli di 1.25 contro l’euro, anche se il tema del differenziale di tasso è esaurito e gli investitori sono sbilanciati su posizioni corte sul biglietto verde”.
Il peso crescente della politica sugli investimenti impone un ripensamento dell’asset allocation. Se gli Stati Uniti restano il principale motore dei mercati, Europa, Asia ed emergenti offrono nuove opportunità. Mentre obbligazioni, credito e asset reali tornano a giocare un ruolo chiave nella diversificazione
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