I gestori rimangono ottimisti per i prossimi 12-18 mesi, con Wall Street da preferire all’Europa. Lo confermano le ultime trimestrali delle large cap USA. Oltre all’IA, spazio anche al biotech e all’healthcare in generale
I timori di una possibile recessione e il rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale giapponese (BoJ) hanno infuocato l’estate dei mercati finanziari, che hanno visto letteralmente esplodere la volatilità, come non si vedeva da diversi trimestri. Ma se la veloce riduzione di posizioni a carry sul mercato giapponese innescata dalle scelte della BoJ è stato un evento idiosincratico regionale che ha influenzato le piazze finanziarie solo per alcune sedute, l’incertezza che ruota attorno al futuro delle principali economie, America in primis, continua a tenere sotto scacco le Borse.
Alessandro Tentori, chief investment officer di AXA IM Italia
Il futuro dei mercati finanziari, comunque, sembra tutt’altro che in bilico. Gli asset manager rimangono positivi per i prossimi 12-18 mesi, e “la progressiva riduzione del costo del denaro in un contesto aziendale e macroeconomico ancora solido è un fattore importante alla base del nostro ottimismo”, spiega Alessandro Tentori, chief investment officer Europe di Axa IM, precisando che “ci troviamo di fronte a una normalizzazione della politica monetaria e non, come in altri cicli passati, a una risposta della Feda una recessione”. La soglia di attenzione, in ogni caso, deve rimanere alta, anche perché nel breve la volatilità continuerà a essere protagonista.
Silvia Conti, country head di Baillie Gifford per l’Italia
“L’elevato livello di concentrazione del mercato ci suggerisce di prepararci a fluttuazioni significative nel breve termine”, conferma Silvia Conti, responsabile di Baillie Gifford per l’Italia. “È importante ricordarsi”, aggiunge, “che in periodi di tempo molto brevi la dislocazione tra il prezzo delle azioni e i fondamentali è massima, di conseguenza i prezzi delle azioni non riflettono necessariamente il valore delle aziende”. L’esperta, quindi, conclude: “Solo in periodi di cinque anni e oltre il sentiment del mercato diventa molto meno importante per i rendimenti degli investimenti”…..
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