Indici in rialzo dopo la vittoria netta del centrodestra alle elezioni italiane. Spread in risalita. Soffrono i titoli di Stato del Vecchio Continente
Giorgia Meloni
Nessuna sorpresa. La schiacciante vittoria della coalizione di centrodestra alle elezioni politiche italiane, con Giorgia Meloni che a breve prenderà il posto di Mario Draghi alla guida del Paese, non spaventa Piazza Affari, che avvia la settimana con gli indici positivi in controtendenza rispetto al resto d’Europa.
Dopo un’apertura in leggero calo, Milano ha subito girato in deciso rialzo per poi riavvicinarsi alla parità intorno alle 13 e chiudere a +0,67%, maglia rosa tra i listini Ue che terminano invece contrastati.
Merito anche del responso netto delle urne che non lascia spazio all’incertezza, nemico numero uno dei mercati. D’altra parte il successo di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia (vincitori rispettivamente con oltre il 26% dei consensi, con l’8,87% e con l’8,28%) è stato perfettamente in linea con le aspettative e, come commentato da molti operatori già prima del voto, non desta grandi preoccupazioni nell’immediato.
Anche lo spread, principale cartina al tornasole del rischio Italia, inaugura il primo giorno orfano di Draghi in rialzo ma senza impennate. A inizio mattinata, il differenziale tra Btp e Bund è salito a 236 punti, contro i 233 della chiusura di venerdì, e ha poi terminato la seduta a quota 242 punti base, toccando in corso di giornata quota 243,8. Il differenziale ha sì superato i massimi recenti di metà giugno toccati sull’onda delle incertezze della Bce per lo scudo antispread, raggiungendo la quota di metà maggio 2020, ma la tensione ha riguardato tutti i titoli di Stato del Vecchio Continente.
Specie nel finale di seduta il nervosismo è cresciuto per tutti i bond, con il Btp maggiormente sotto pressione e un tasso salito al 4,53%, ai massimi dal 2013, livello che nelle ultime sedute sta continuando a correggere, ma che appunto non segnala particolari prese di posizione sul risultato elettorale. Sono infatti i timori di una recessione e quelli per la stretta delle banche centrali a preoccupare in particolare gli investitori.
E a far salire lo spread di tutti i Paesi periferici, Italia in primis, sono state anche le parole della presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha confermato l’intenzione di alzare ancora i tassi nei prossimi meeting. La numero uno dell’Eurotower ha anche aggiunto che “il 2023 sarà sicuramente un anno difficile, molto probabilmente con il primo trimestre a crescita negativa”.
Ancora sotto tiro l’euro che, dopo avere aggiornato minimi da vent’anni sul dollaro in area 0,95, si attesta a 0,9653 dollari contro 0,9724 della chiusura di venerdì.
Intanto, all’estero, grande risalto viene dato al risultato elettorale italiano. Tutta la stampa, quella economica compresa, dedica grande spazio alla vittoria di Giorgia Meloni e della sua coalizione. “La probabile vittoria della destra italiana fa presagire rischi, ma non sbandare nell’estremismo”, titola il Financial Times, con un’involontaria ma perfetta sintesi della reazione di Piazza Affari di questa mattina. “Grande vittoria di Meloni nelle elezioni italiane, per voltare pagina dopo l’era Draghi”, titola invece Bloomberg. Si limita alla notizia infine il Wall Street Journal: “La destra italiana vince le elezioni”
Consob-Cetif: piccole e medie imprese vedono la quotazione come un’opportunità. Ma spesso si trovano a fare i conti con la sottovalutazione del titolo. “Necessario aumentare la presenza di investitori istituzionali e stabilizzare strumenti come Pir ed Eltif”
Consob: record di capitalizzazione a 1.077 miliardi, ma il mercato italiano vale appena il 2% del Pil. Quotate sotto quota 200, cresce il private equity. Anche risparmio gestito e fondi pensione sono di dimensioni contenute
La squadra di Foti prima per volumi di azioni scambiate, quella di Messina vince nei bond. Banca Akros terza in entrambe le classifiche. Il bilancio dei volumi di negoziazione di AMF Italia
Consob: il valore complessivo è cresciuto del 28,8% a circa 1.077 miliardi di euro. Scambi in aumento, soprattutto per i titoli di Stato. Leggera risalita del numero di quotate
Scauri è ottimista sul 2026 dell'azionario tricolore e vede utili in crescita, con automotive e beni di consumo in testa. Nuove fusioni e acquisizioni accenderanno il settore finanziario. I migliori dividendi? Banche e telefonici
Consob: profitti a doppia cifra per gli istituti di credito, mentre frenano le performance delle società non finanziarie del listino. Migliorano i conti per le pmi quotate su Egm
L'associazione per i mercati finanziari in Europa rileva progressi limitati sull’integrazione. E conferma il ritardo di competitività rispetto ai principali hub globali. Migliora l’Italia
Consob: nel primo semestre 2025 il controvalore degli strumenti finanziari detenuti è salito del 3,7% grazie ad azioni, fondi e titoli di Stato. Cresce anche il patrimonio. Utili in calo per Sgr e Sim
Per l’ad della società, Piazza Affari mantiene un potenziale di sovra-performance anche dopo il rally da record. Merito di un contesto politico stabile e di fondamentali solidi. Ma, con l’exploit delle banche ormai alle spalle, meglio settori ciclici e industriali. Dai fondi tradizionali agli alternativi liquidi, la ricetta
Equita: nel 2025 la raccolta è tornata in positivo. E ora le pmi quotate, tra sostegno istituzionale e valutazioni a sconto, potrebbero far da volano alle linee azionarie
Secondo uno studio di AcomeA Sgr, le quotate piccole e medie stanno sovraperformando quelle grandi perché meno esposte agli USA. E continueranno a farlo. Ecco titoli e settori in vetta
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio