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L’articolo è pubblicato su FocusRisparmio Magazine di luglio-agosto 2022 dal titolo “La grande rotazione”, disponibile in versione digitale al seguente link.
I numeri non lasciano spazio a dubbi: anche l’universo fixed income e sempre più Esg. In attesa dei nuovi passi normativi, attenzione alle riclassificazioni dettate dalla regolamentazione Sfdr. Alcuni esperti non escludono che su parte dei prodotti sarà necessario un passo indietro
La rivoluzione è in corso. Lenta ma costante, la disciplina Sustainable Finance Disclosure Regulation (Sfdr) sta cambiando i parametri della gestione. La normativa Sfdr introduce la standardizzazione della terminologia e rafforza la trasparenza sugli investimenti sostenibili all’interno dell’Unione Europea, portando così avanti il Sustainable Finance Action Plan, con l’obiettivo di eliminare il greenwashing dai prodotti e dalla consulenza finanziaria. La normativa, entrata in vigore a marzo 2021, stabilisce infatti una classificazione dei prodotti finanziari su tre livelli (a gennaio invece è entrata in vigore la tassonomia Ue per identificare le attività sostenibili):
-Art. 6: fondi che non integrano le considerazioni relative alla sostenibilità nella politica di investimento, o non ritengono la sostenibilità un rischio rilevante o infine che non rientrano nei due altri criteri.
-Art. 8: fondi che promuovono caratteristiche legate alla sostenibilità ambientale o sociale ma, non necessariamente, si pongono la sostenibilità come obiettivo principale.
-Art. 9: fondi che si pongono come obiettivo principale l’investimento sostenibile, il che significa che investono solo in società che fanno della sostenibilità una parte fondamentale del loro modello di business.
Trend in espansione
Questa prima fase ha già portato a importanti evidenze come sottolinea Morningstar. Per ora la maggioranza dei fondi esaminati (il 51%) rientra infatti nell’articolo 6, mentre il 47% corrisponde ai criteri dell’articolo 8 e solo una minima parte, il 2%, rientra nei parametri previsti dall’articolo 9. Ma l’aumento della domanda di fondi ed Etf sostenibili e, al contempo, l’incremento dei prodotti e dei servizi finanziari Esg offerti dalle Sgr e dalle società di consulenza (in ultimo anche Broadridge ha lanciato un servizio di analisi Esg ai fini della classificazione Sfdr), sta portando a una sempre più rapida transizione dei fondi verso i fondi art. 8 a scapito dei fondi art. 6. Secondo European Sustainable Investment Funds Study di Morningstar e Zeb voluto dalla Associazione dell’industria dei fondi lussemburghese (Alfi), il patrimonio netto dei fondi sostenibili ha sfiorato, nel 2021, i 2000 miliardi di euro in aumento del 71% rispetto all’esercizio precedente, pari all’83% del patrimonio sostenibile globale.
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E’ possibile leggere l’articolo integrale alle pagine 42-43 di FocusRisparmio Magazine di luglio-agosto 2022, disponibile in versione digitale al seguente link.
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