3 min
Nel primo semestre il valore delle operazioni si è attesto a 512 miliardi di dollari. Ma per Bain & Company il settore continuerà a crescere e resterà l’asset class più performante in ogni condizione di mercato
Anche il private equity è stato costretto a scalare la marcia di fronte all’inflazione. Nel primo semestre del 2022 il valore delle operazioni nel mondo si è attesto a 512 miliardi di dollari, con una dimensione media delle operazioni vicina al miliardo di dollari. Ma ora a pesare c’è appunto l’incertezza legata all’andamento dell’indice dei prezzi e alle valutazioni degli asset che sta frenando un settore vicino, nel primo semestre, a registrare il secondo più alto valore annuale di operazioni di buyout dopo il record del 2021.
A fare il punto è un report di Bain & Company, secondo cui anche se le sfide all’orizzonte non mancano, il private equity continuerà a crescere, rimanendo l’asset class più performante in tutte le condizioni di mercato. “Nonostante i crescenti rischi di recessione, e sebbene il settore stia rallentando la sua corsa di fronte all’inflazione – evidenzia Roberto Fiorello, responsabile italiano della practice Private equity di Bain & Company -, l’industria continua ad essere ben posizionata per superare la tempesta ed emergere ancor più forte, anche grazie ai 3.600 miliardi di dollari di liquidità su cui può contare. Senza considerare che, come la storia ci insegna, le operazioni concluse dopo una recessione sono tra le più performanti, offrendo ottimi rendimenti agli investitori”.
Stando al report, negli ultimi due decenni il settore si è affidato in modo sproporzionato all’espansione dei multipli di valutazione per sostenere i rendimenti. Un approccio che non funziona in un periodo di inflazione. Dalla capacità di creazione di valore concreto dei player e da una chiara comprensione di come gestire efficacemente il settore in un periodo di aumento dei prezzi dipenderanno quindi le performance del settore.
“I fondi di private equity dovranno gestire l’attività in modo proattivo per anticipare i cambiamenti. Questo sarà fondamentale per superare questo periodo di turbolenza e trarre il massimo vantaggio dalla ripresa che verrà”, avverte Fiorello.
Per gli analisti, la natura ciclica del settore del private equity implica che l’indebolimento delle condizioni economiche nelle principali geografie metterà a dura prova i dealmaker. E il rallentamento si sta già manifestando, con un indebolimento delle pipeline di operazioni, soprattutto nel settore tecnologico caratterizzato da valutazioni elevate.
Lo studio rileva inoltre che le difficoltà del mercato azionario hanno già avuto un impatto sulle exit, con una contrazione delle Ipo. Il valore globale delle operazioni di buyout ha raggiunto i 338 miliardi di dollari nella prima metà del 2022, con una flessione del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel frattempo, il valore globale delle Ipo, quelle sostenute dai buyout e le altre, si è attestato a 91 miliardi di dollari, in calo del 73% rispetto alla prima metà del 2021. Bain & Company prevede che, considerate le attuali turbolenze economiche, il rallentamento si estenderà probabilmente alle exit in tutti i settori.
Infine, gli esperti indicano anche una serie di conseguenze legate a questi trend: la durata degli investimenti dei fondi è destinata ad allungarsi, mentre gli investitori, in cerca di modi alternativi per guadagnare, potrebbero far crescere il mercato secondario. La raccolta di fondi di buyout, già in forte calo, da 284 miliardi nel 2021 a 138 miliardi di dollari registrati quest’anno, è destinata a contrarsi ulteriormente nel breve termine.
Nonostante queste sfide, però, l’ampia liquidità disponibile, che come si diceva nel 2022 ha continuato a crescere toccando il livello record di 3.600 miliardi di dollari, offre al settore buone opportunità per affrontare il contesto attuale. “Il private equity ha dimostrato di essere resiliente di fronte alle crisi economiche. Si tratta di un’attività ciclica e ci aspettiamo di dover affrontare alcune sfide a breve termine. Tuttavia, nel lungo periodo, siamo convinti che il private equity possa continuare a crescere, rimanendo l’asset class più performante in tutte le condizioni di mercato”, conclude Fiorello.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.