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Anche se è sottorappresentata nei portafogli globali, l’asset class si prepara a inaugurare una stagione di crescita. Un ruolo chiave, in questo passaggio, potrà essere giocato proprio dal nostro Paese ma servono supporto normativo e cambio di passo degli advisor. Retention, mass affluent e digitale le chiavi
Le prospettive degli asset alternativi, nonostante un netto cambio del quadro macro-economico, restano tra le più positive fra gli asset del mondo degli investimenti. “Lo scenario inflattivo e gli alti tassi di interesse impatteranno nel breve periodo sul risparmio, ma non è atteso un effetto sulla crescita del segmento nel lungo termine” spiega Daniele Funaro, partner di Bain & Company. Ciò non toglie che le sfide all’orizzonte restino tante: dalla necessità di coinvolgere gli investitori individuali, a quella di spingere sui margini fino alla rivoluzione ecologica e digitale. Una trasformazione, quest’ultima, che potrà offrire importanti opportunità di crescita soprattutto in Italia.
“A oggi gli investimenti alternativi hanno poca penetrazione nei portafogli globali per una serie di fattori industriali, di conoscenza e di accessibilità, oltre che per vincoli regolamentari”, afferma Funaro, che precisa: “Attualmente la ricchezza privata vale circa il 50% del totale ma solo il 16% dell’Aum è alternativo”. Il problema, dal suo punto di vista, sta nel fatto che vengano percepiti come strumenti di diversificazione rischiosi da maneggiare, specie in fase di selezione. Proprio per questo motivo, e soprattutto in virtù del contesto macroeconomico di rialzi dei tassi che si potrebbero riflettere sugli asset reali con impatti anche significativi, è imprescindibile per i distributori selezionare attentamente il prodotto rispetto alla qualità dei sottostanti e in relazione alla fabbrica che li gestisce. Ma non tutto è negativo: un recente sondaggio, condotto dalla società di consulenza, evidenzia che il 44% degli investitori nel mondo pianifica di aumentare l’allocazione verso l’asset class in questione. E un ruolo chiave, in questo passaggio, potrà essere giocato proprio dal nostro Paese, in particolare dalla consulenza e la ragione di ciò si legge nei numeri del mercato domestico.
Stando alla ricerca, gli alternativi cubano sì una quota marginale dei patrimoni italiani, oltre 50 miliardi di euro, ma il loro peso …

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