Il carovita di agosto scende allo 0,2% su base mensile e al 1,9% in termini tendenziali. Dinamica simile anche in Spagna. Per gli analisti, crescono le chance di un nuovo tagli ai tassi da parte dell’Eurotower
Rallenta ancora l’inflazione tedesca ad agosto 2024. Secondo la stima preliminare pubblicata da Destatis, i prezzi al consumo della Germania hanno infatti registrato un calo dello 0,1% su mese rispetto al +0,3% del mese precedente. Un dato che risulta inferiore alle stime degli analisti, convinti di assistere a una sostanziale stasi, e supporta l’ipotesi di un altro taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea il mese prossimo.
Su base annuale, la variazione dei prezzi è risultata pari a +1,9%. Si tratta, anche in questo caso, di una rilevazione inferiore sia al +2,3% registrato nel mese precedente sia al +2,1% del consensus. Bene anche l’inflazione armonizzata, che ha registrato una variazione tendenziale del -0,2% a fronte del +0,5% di un mese prima e dello 0% atteso, mentre la componente core (ex beni alimentari ed energetici) scende leggermente al 2,8% dal 2,9%. Su anno si registra un incremento del 2%, contro il 2,6% precedente e al 2,3% atteso.
Raffreddamento pure in Spagna. E presto anche nei salari
Philip Lane, capo economista della BCE
Anche l’inflazione spagnola ha subito un deciso rallentamento ad agosto, scendendo al 2,2% su base annua in scia al calo dei prezzi di carburanti e generi alimentari. Questo tasso, in calo per il terzo mese consecutivo, è inferiore di 0,6 punti rispetto al dato di luglio (2,8%) e porta il carovita del Paese iberico in prossimità del 2% fissato come obiettivo della BCE. “Il raffreddamento dei prezzi in diversi Paesi dell’Unione mette pressione alla BCE affinché tagli nuovamente i tassi il mese prossimo dopo il taglio di giugno”, sottolineano gli analisti. Un’ipotesi, quella di ulteriori sforbiciate al costo del denaro, che trova rafforzamento anche nelle parole del capoeconomista dell’Eurotower Philip Lane. “La crescita dei salari per i lavoratori dell’Eurozona rallenterà in maniera significativa nel 2025 e 2026”, ha detto il banchiere centrale, precisando che il secondo semestre di quest’anno vedrà sì ancora “molti aumenti di stipendio” ma il recupero rispetto all’inflazione “sta ora raggiungendo il suo picco” e il ritmo sarà molto meno rapido nei prossimi due anni.
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