3 min
Tra crescita delle emissioni corporate e azzeramento del greenium, l’anno che sta per concludersi ha segnato la consacrazione delle obbligazioni sostenibili. Che nel 2022 continueranno a correre
Che il 2021 sia stato l’anno dei green bond è ormai innegabile. A certificarlo sono i numeri forniti dalla Climate Bonds Iniziative, secondo cui le emissioni verdi sono aumentate del 46%, dato approssimato per difetto visto che l’anno non si è ancora concluso, per un totale di 435 miliardi di dollari contro i 297 miliardi del 2020.
E le prospettive sono più che mai solide, grazie alla discesa in campo dell’Unione europea e all’ulteriore implementazione di regolamenti come l’Sfdr e la tassonomia dell’Ue che contribuiranno a modellare sempre di più questo mercato. Così, stando alle previsioni degli esperti NN IP, il 2022 non solo vedrà Stati Uniti e mercati emergenti farsi largo tra i protagonisti, ma farà anche registrare una crescita del mercato globale delle obbligazioni green, social e sustainability di 1,1 trilioni di euro, raggiungendo una dimensione totale di 2,9 trilioni di euro.
Il boom dei green bond in tre grafici
Se la palma di asset class del 2021 va dunque ai green bond, ad essere in forte crescita è in realtà tutto l’universo della finanza sostenibile. Secondo Olivia Albrecht, global head of Esg di Tcw, lo spaccato del mercato del debito, dove emerge evidente la crescita abbondante di obbligazioni verdi, è sintomatico proprio di una svolta sostenibile che appare ormai compiuta.
Per dimostrare tale evidenza la Albrecht usa appunto i numeri. Il primo grafico è relativo al valore dei titoli di debito in circolazione etichettati come Esg, che a fine settembre 2021 è arrivato a circa 2.300 miliardi di dollari. “I bond legati a obiettivi sostenibili nel terzo trimestre del 2021 sono cresciuti del 43% sull’anno precedente”, sottolinea.

Debito ESG (miliardi di dollari)
Fonte: Bloomberg, Morgan Stanley
L’esperta di Tcw punta poi l’attenzione sul cosiddetto ‘greenium’, il green bond-premium, cioè il premio per le obbligazioni verdi, che a suo parere sta scomparendo dalle obbligazioni societarie europee. “Un secondo grafico mostra che il flusso di offerta nel mercato ha aiutato a correggere gli squilibri di domanda e offerta che negli anni precedenti hanno messo pressione sul pricing dei green bond – osserva -. Di conseguenza, il ‘greenium’, che nel grafico è espresso negli spread negativi, si sta riducendo in relazione alle obbligazioni non legate alla sostenibilità”.

Differenziale di rendimento tra bond ESG e bond non sostenibili (in punti base)
Fonte: AFME
Infine, la Albrecht fa notare la crescita particolarmente sostenuta per le emissioni corporate e governative sostenibili. “Nel terzo grafico – chiarisce – si può quantificare l’emissione di bond legati alla sostenibilità (o Slb, sustainability-linked bond), aumentata di ben 7,4 volte nel 2021 rispetto all’anno scorso e già arrivata a 25.800 miliardi di dollari”.

Emissioni ESG per tipo di emittente (miliardi di dollari)
Fonte: Bloomberg, Morgan Stanley
Questi bond, a detta dell’esperta Tcw, rappresentano una grande opportunità per la crescita nel settore, ma devono essere analizzati attentamente e su base continuativa per garantire che gli obiettivi di sostenibilità siano solidi. “Analizzando lo spaccato del 2021, sappiamo che nel terzo trimestre di quest’anno le emissioni corporate di questa tipologia sono cresciute del 68% su base annuale, mentre quelle governative e sovranazionali sono cresciute del 55% rispetto al 2020”, conclude.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.