Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Luglio – Agosto 2021 |
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La crescente contribuzione alla crescita mondiale del gigante asiatico e l’apertura del mercato onshore ai capitali internazionali sta determinando un forte aumento dell’allocazione da parte degli investitori
La crescita dell’allocazione ad asset cinesi è una tendenza ormai visibile ed in accelerazione anche per quanto riguarda le scelte degli investitori italiani. Ne abbiamo parlato con Luca Giorgi, head of iShares and Wealth di BlackRock Italia, con focus specifico sul comparto reddito fisso.
Da un punto di vista di sviluppo prodotti e di osservazione delle dinamiche della domanda, notate una prevalenza della gestione attiva sulla passiva o viceversa? Il mercato obbligazionario cinese è approcciabile in entrambi i modi?
Luca Giorgi, head of iShares and Wealth di BlackRock Italia
Nell’ultimo anno abbiamo osservato una crescita esponenziale dell’interesse degli investitori verso strategie focalizzate sul mercato cinese. L’aumento delle tensioni geopolitiche è destinato a persistere, un trend che gli investitori devono soppesare attentamente prima di scegliere di investire; per chi investe, i bond cinesi onshore in particolare hanno dimostrato di essere delle buone scelte specialmente in concomitanza con alcuni recenti episodi di risk off. È difficile affermare se gli investitori italiani abbiano una preferenza per i prodotti attivi o indicizzati in quanto vengono utilizzati con scopi diversi. Se si cerca un’esposizione tattica e si ha bisogno di uno strumento estremamente liquido ed efficiente, allora un ETF potrebbe rappresentare la scelta più ovvia.
Al contrario, per allocazioni a lungo termine e high conviction, affidarsi all’esperienza di un gestore attivo potrebbe essere la scelta migliore. Sicuramente, l’accesso al mercato obbligazionario cinese è ancora complesso per la maggior parte degli investitori, quindi utilizzare un fondo, che sia attivo o indicizzato, può semplificare notevolmente il processo. Guardando anche ai risultati in termini di flussi raccolti durante la prima metà dell’anno dai nostri due prodotti di punta, il BGF China Bond Fund e l’iShares China Bond UCITS ETF, è difficile rilevare una forte tendenza.
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I mercati emergenti si sono trasformati da asset class relativamente omogenea a un insieme di mercati nazionali altamente differenziati, influenzati da fattori politici, economici e strutturali specifici
Nel nuovo outlook quinquennale, la casa di gestione descrive il passaggio a un nuovo paradigma economico. Ecco come AI, riconfigurazione delle catene globali e ritorno degli investimenti fisici ridisegnano lo scenario macro
Il nuovo country head Italia della casa indica nel cliente il fulcro della strategia tricolore. E individua in private reti, banche e distribuzione istituzionale i canali di crescita. Dalla tecnologia alle strategie quantitative, tanti i motori dell’offerta. Ma sull’azionario serve un nuovo approccio: “Europa ed EM pronti al sorpasso sugli USA”
Dopo una stagione di sottoperformance, l’azionario EM ha avviato un recupero che il gestore Alison Shimada ritiene possa essere pluriennale. Valutazioni più contenute, dividendi, buyback e una maggiore centralità dell’Asia nella catena dell’AI sostengono il quadro. Ma volatilità e geopolitica impongono gestione attiva
La casa svizzera resta positiva sulle Borse nonostante l’inflazione persistente e l’incertezza geopolitica. Sovrappeso su emergenti, Giappone e banche europee. Sul credito la selezione premia duration breve, high yield e CLO, mentre gli hyperscaler restano fuori dai portafogli. Attenzione anche all’oro
Secondo gli Institutional Investor Indicators di State Street, agosto conferma uno scenario favorevole agli asset rischiosi. Tech sempre in testa, mentre prosegue la rotazione dal reddito fisso verso la liquidità
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Geopolitica frammentata, convergenza tra mercati pubblici e privati, intelligenza artificiale ancora senza un padrone: il report CAIA ‘The World Rewired’ fotografa una trasformazione senza precedenti
Materie prime, petrolio e rendimenti reali da record proiettano il Paese sotto i riflettori degli investitori. Ma l’economia domestica arranca, il deficit pubblico brucia l’8% del PIL e a ottobre si vota
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
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