4 min
Ad affermarlo è una survey di Trade Republic in collaborazione con BVA DOXA, basata sulla ricerca dei professori Michele Raitano e Marco Di Pietro dell’Università La Sapienza. L’evidenza maggiore è la presa di coscienza da parte del 97% campione della necessità di “integrare la propria pensione pubblica”
Mancano pochi mesi al governo per la definizione delle prossime linee guida che vadano a definire la manovra economica per il 2025. Deadline fissata al 20 ottobre. Tra le diverse scelte da fare, bisogna affrontare il nodo pensioni, archiviato ad inizio anno ma adesso ritornato all’attenzione del discorso pubblico e politico una volta archiviate le elezioni europee.
Al netto di ciò che il governo ha in cantiere, gli italiani percepiscono il proprio destino previdenziale in maniera piuttosto tetra. Ad affermarlo è una survey di Trade Republic, sottoposta a un campione di 2000 risparmiatori italiani, in collaborazione con BVA DOXA e basata sulla ricerca dei professori Michele Raitano e Marco Di Pietro dell’Università La Sapienza. L’evidenza maggiore è la presa di coscienza da parte del 97% campione della necessità di “integrare la propria pensione pubblica per vivere dignitosamente dopo la pensione”.
📰 Leggi anche “Previdenza, tre italiani su quattro sono preoccupati“
Una pensione non basta
Lo studio mostra come nonostante la quasi totalità del campione sia cosciente dell’importanza della previdenza integrativa, “il 74% degli italiani prova emozioni negative quando pensa alle proprie prospettive di pensionamento”.
Sempre secondo la ricerca “il 52% degli italiani non ha un fondo pensione complementare, in particolare i disoccupati e chi percepisce redditi più bassi, evidenziando l’iniquità del sistema attuale” che premia, afferma Raitano, chi è già in una posizione lavorativa ed economica stabile.
“L’aumento dell’età pensionabile ha spiazzato la previdenza privata”, continua Raitano. “Alle età pensionabili attuali chi avrà carriere stabili riceverà una pensione pubblica adeguata. Per loro la motivazione a investire nella previdenza integrativa dipende dal contributo datoriale e, soprattutto, dai consistenti vantaggi fiscali, generalmente regressivi. Chi avrebbe invece bisogno dell’integrazione (precari e working poor) non ha risorse adeguate e, dunque, non partecipa alla previdenza integrativa e non beneficia degli sgravi fiscali”. A ritenere, insomma, che la pensione pubblica da soli non possa bastare a garantire un degno stile di vita alla fine della propria carriera lavorativa è il 65% degli intervistati. “Inoltre, gli italiani temono che l’età pensionabile prevista continui ad aumentare ben oltre i 70 anni”.
📰 Leggi anche “Previdenza integrativa, ecco cosa cercano gli italiani“
Integrazione o investimento autonomo
Lo studio evidenzia anche quali strati della società sono più a rischio di trovarsi in condizioni finanziarie sfavorevoli dopo il pensionamento. “Il 68% di chi si trova senza un impiego e il 50% di coloro che attualmente guadagnano meno di 1000 euro al mese non ha alcuna forma di investimento o previdenza complementare” specifica lo studio.
A questo punto il campione si divide fra chi decide di destinare i propri risparmi a un fondo pensione o chi preferisce un investimento autonomo. “Soprattutto le giovani generazioni mostrano una maggiore propensione all’investimento autonomo e in particolare in ETF” fa sapere lo studio. “Gli intervistati di età inferiore ai 34 anni hanno infatti la più alta probabilità di combinare un fondo pensione privato con l’investimento in ETF (44%) e la più alta probabilità di scegliere un ETF invece di un fondo pensione (18%)”, si legge.
Il divario pensionistico resta un punto importante per la nuova legge di bilancio. La ricerca infatti suggerisce che “i costi del sistema pensionistico pubblico, che oggi ammontano al 16% del PIL, sono destinati a crescere sempre di più”.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.