Banche, così l’Agentic AI cambierà l’industria finanziaria (e la consulenza)
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Nel suo intervento al XXI Forum AIPB, Enrico Letta è tornato a puntare i riflettori su un tema cruciale per il futuro dell’Europa: il ruolo del risparmio privato nella costruzione di un mercato dei capitali realmente integrato, profondo e competitivo. Un progetto strategico che, per l’ex presidente del Consiglio e oggi presidente dell’Institut Jacques Delors, deve avere l’ambizione di superare le frammentazioni attuali. “Fino a due anni fa questo tema era completamente fuori dai radar. La competitività europea non era il cuore dell’attenzione delle scelte dei leader e delle istituzioni europee. Oggi è diverso”, ha affermato Letta, sottolineando come l’urgenza sia emersa anche grazie al lavoro svolto da due recenti rapporti comunitari, quello redatto da Mario Draghi sulla competitività e quello sul Mercato Unico che porta la sua firma.
“L’integrazione del mercato unico è assolutamente fondamentale per recuperare competitività. Perché di fatto noi siamo un’economia unita solo sotto certi profili, siamo 27 piccole unità frammentate in molti altri settori, principalmente nel settore dei mercati finanziari”, ha evidenziato Letta, indicando con chiarezza la priorità: completare ciò che manca, con coraggio e determinazione politica. In questo contesto nasce la proposta di spingere con forza sulla Savings and Investments Union, che secondo Letta deve differenziarsi nettamente dalle iniziative del passato per puntare in maniera molto più diretta sul supporto all’economia reale.
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Il nuovo approccio punta a offrire strumenti concreti ai risparmiatori e ad aumentare l’attrattività degli investimenti in Europa, attraverso la creazione di prodotti d’investimento adeguati, l’introduzione di incentivi, e il rafforzamento del legame tra finanza e sviluppo. “Si parte da una constatazione: il finanziamento dell’economia in Europa è ancora molto, troppo bancocentrico. Negli Stati Uniti l’origine primaria dei risultati economici risiede nella forza dei mercati finanziari e nella capacità di spingere sull’innovazione, con investimenti ingenti grazie agli investimenti privati che da noi invece non sono così rilevanti”, ha detto Letta, che nel suo intervento ha anche rilanciato il ruolo strategico del private banking. “Il private banking, la vostra comunità, gioca un ruolo assolutamente fondamentale. È il mondo che più di tutti ha la flessibilità e la capacità di relazionarsi direttamente con il risparmiatore e orientarne le scelte”.
Letta ha poi sottolineato una notizia importante, finora rimasta sottotraccia nel dibattito pubblico: “L’ultimo Consiglio europeo ha indicato una data, il 2028, prendendo un impegno preciso a completare le parti restanti del mercato unico. Questa è una buona notizia”. Ma ha subito aggiunto: “La cattiva notizia è che di questa decisione non si è accorto quasi nessuno, tranne la cerchia ristretta degli addetti ai lavori. La mia valutazione è che non si arriverà al risultato se non ci sarà un coinvolgimento collettivo e tutti dobbiamo adoperarci in tal senso”.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Letta ha rilanciato con forza il tema del legame tra risparmio e crescita, ammonendo sui rischi derivanti dall’attuale configurazione dei flussi di capitale: “La chiave è trovare la giusta modalità per coinvolgere i risparmiatori per evitare che i capitali europei vadano in larghissima parte negli Stati Uniti, come continua ad accadere. Altrimenti avverrà una sorta di suicidio economico collettivo che noi europei, per colpa della nostra frammentazione, stiamo compiendo”.
Chiaro il riferimento all’insufficienza di un approccio fondato unicamente sugli investimenti pubblici per finanziare i grandi progetti comuni continentali, dalla transizione energetica alla difesa.
Infine, un appello diretto al mondo della finanza e a chi opera ogni giorno a contatto con i risparmiatori: “Spero che il vostro lavoro, quello che voi fate quotidianamente, possa far passare questo messaggio. Abbiamo davanti tre anni per riuscire a rendere realtà questo cambiamento strutturale indispensabile per la nostra competitività sullo scacchiere globale”, ha concluso Letta.
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