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Rispetto alla fine del 2022 sono 76 miliardi in più. I fondi d’investimento restano le partecipazioni preferite, ma gli acquisti si sono concentrati sulle obbligazioni
Ancora in crescita le attività totali dei fondi pensione dell’Eurozona. Nel primo trimestre del 2023 le masse gestite hanno toccato quota 3.212 miliardi di euro, 76 miliardi in più rispetto ai 3.136 di fine 2022. È quanto emerge dalle statistiche della Banca centrale europea, secondo cui sono in aumento anche i diritti pensionistici totali, passati a 2.610 miliardi, con un incremento di 57 miliardi di euro rispetto al quarto trimestre dello scorso anno. Quanto invece alle partecipazioni, si conferma la predilezione per i fondi d’investimento, cui va il 40,4% del totale, seguiti dai titoli obbligazionari con il 27,2% e dalle azioni, che si fermano all’11,6%.
Alla fine del 2022 i fondi pensione dell’area dell’euro contavano 82 milioni di iscritti, in crescita rispetto ai 72 milioni del 2021, di cui 47 milioni attivi, 10 milioni pensionati e 25 milioni differiti.
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Nel dettaglio delle partecipazioni, il valore delle quote nei fondi di investimento è aumentato a 1.297 miliardi di euro, contro i 1.286 miliardi del trimestre precedente. Le vendite nette sono state pari a 2 miliardi mentre le variazioni di prezzo ammontano a 13 miliardi. I titoli di debito detenuti dai fondi pensione europei sono cresciuti a 874 miliardi, dagli 841 miliardi di dicembre 2022, con acquisti netti per 15 miliardi e variazioni di prezzo per 18 miliardi. I portafogli azionari sono passati dai 361 miliardi di euro di fine dicembre 2022 a 373 miliardi di fine marzo 2023. Le vendite nette di azioni si sono attestate a 5 miliardi di euro, mentre le variazioni di prezzo sono state pari a 17 miliardi.
In termini di passività principali, nel primo trimestre 2023 i diritti a prestazioni pensionistiche sono saliti a 2.610 miliardi dai 2.553 del quarto trimestre 2022. In particolare, i piani pensionistici a prestazione definita ammontano a 1.964 miliardi, pari al 75,2% del totale, mentre i regimi pensionistici a contribuzione definita rappresentano il 24,8% con 646 miliardi. Gli acquisti netti di piani a benefici definiti sono stati pari a 7 miliardi, quelli dei regimi a contribuzione definita si sono attestati a 8 miliardi di euro, mentre le variazioni di prezzo ammontano a 42 miliardi di euro.
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