Nella lettera agli azionisti, il manager boccia il protezionismo: “La soluzione non è abbandonare i mercati ma espanderli”. E mette in guardia gli USA sul dollaro. Ottimismo sull’Europa e sui mercati privati
Larry Fink, ceo di BlackRock
“Il protezionismo è tornato con forza” e c’è più “ansia” che mai per l’economia. Così il fondatore e ceo di BlackRock, Larry Fink, descrive l’attuale contesto internazionale nella sua lettera annuale agli azionisti. Ventisette pagine per diecimila parole in cui non compare alcun riferimento esplicito all’operato del presidente USA Donald Trump (mai citato), ma che contengono una serie di alert difficilmente ignorabili anche dalla Casa Bianca, a partire da quello sul dollaro. Ma non solo. Il documento, che viene pubblicato dal 2012 ed è sempre molto atteso dagli investitori, tocca diversi temi cruciali, come la ripresa dell’Europa, l’importanza crescente dei mercati privati, le pensioni. E si sofferma in modo particolare sulla necessità di una democratizzazione degli investimenti, che per il manager soprattutto in Europa può passare dagli exchange traded fund.
Quanto agli USA, il numero uno del più grande asset manager al mondo, ricorda che lo status del dollaro come valuta di riserva globale “non è garantito per sempre”. Se il Paese non saprà gestire i suoi conti pubblici, è infatti possibile che il biglietto verde debba cedere lo scettro. E non ad un’altra valuta sovrana, ma al Bitcoin o ad altri asset digitali. Finora, infatti, l’America ha potuto trarre vantaggio dalla forza della sua moneta, ma adesso l’enorme deficit federale e il debito pubblico mettono a rischio tale solidità. Su protezionismo nei rapporti commerciali e tensioni internazionali, il manager si limita invece a rimarcare che “il capitalismo ha funzionato, ma non per un numero sufficiente di persone” e che “la soluzione non è abbandonare i mercati ma piuttosto espanderli”. “Più investimenti. Più investitori. Questa è la risposta”, scandisce.
Democratizzare gli investimenti: la via degli ETF
Secondo Fink, la cui società gestisce la bellezza di 11.550 miliardi di dollari dei risparmiatori di tutto il mondo, i mercati dei capitali possono aiutare più persone a sperimentare la crescita e la prosperità create dal capitalismo. Gli exchange traded fund, in particolare, hanno il pregio di facilitare l’espansione di una cultura dell’investimento, così da aiutare più individui a raggiungere i propri obiettivi finanziari. Questo, fa notare, vale soprattutto per l’Europa, dove i risparmiatori che mettono a frutto il loro denaro sono ancora una minoranza. “I nuovi investitori che iniziano a entrare nei mercati dei capitali, spesso lo fanno tramite ETF, e in particolare tramite iShares”, evidenzia. Aggiungendo che nel Vecchio Continente BlackRock ha avviato collaborazioni “con operatori affermati e diversi nuovi player, tra cui Monzo, N26, Revolut, Scalable Capital e Trade Republic”, proprio “per ridurre le barriere all’investimento e costruire una cultura finanziaria nei mercati locali”.
Fink si mostra anche ottimista sulla situazione del Vecchio Continente e ricorda che la sua società gestisce 2.700 miliardi di dollari per conto di clienti europei, compresi circa 500 piani pensionistici che supportano milioni di persone. Il manager cita quindi l’analisi dell’ex presidente BCE ed ex premier italiano, Mario Draghi, e afferma che “l’Europa si sta svegliando”. “I policy maker con cui parlo, e parlo con molti di loro, ora si rendono conto del fatto che gli ostacoli normativi non si rimuoveranno da soli. Devono essere affrontati. E il potenziale è enorme”, assicura.
Mercati privati al centro
A proposito di potenziale, per gli investimenti ma anche per la crescita economica, il manager ricorda quanto BlackRock abbia saputo rinnovarsi, rimanendo al passo con le esigenze in evoluzione dei clienti. Negli ultimi quattordici mesi, la società ha infatti acquisito Global Infrastructure Partners (GIP) e Preqin e ha annunciato l’acquisizione di HPS Investment Partners, in linea con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai mercati privati per un maggior numero di investitori e offrire più scelta. “I clienti sono sempre stati al centro della nostra strategia, e abbiamo investito intenzionalmente per servire l’intera gamma delle loro esigenze. Abbiamo costruito una piattaforma di asset management e fintech differenziata completamente integrata sia nei mercati pubblici che privati”, illustra. Alla base di queste mosse strategiche, per Fink c’è la crescente discrepanza tra la domanda di investimenti e il capitale disponibile proveniente da fonti tradizionali. “I mercati dei capitali possono aiutare a colmare tale divario”, conclude.
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