Mercati, operatori ottimisti: per oltre la metà il primo semestre sarà positivo
Sondaggio Assiom Forex: il 55% prevede rialzi fra il 3% e il 10% da qui a giugno. Euro-dollaro stabile e spread sotto quota 100. La Fed? Taglierà due volte quest'anno
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Le speranze riposte dai mercati sulle trimestrali Usa non sono state deluse, anzi. E così le piazze europee hanno archiviato con il segno più la quarta seduta consecutiva, anche se in frenata rispetto ai massimi di giornata, sulla scia del rallentamento di Wall Street. A ridare ottimismo agli investitori, oltre ai risultati giunti da Oltreoceano, anche il calo dei prezzi del gas, ai minimi da quattro mesi a causa sia dell’ondata anomala di caldo in Europa sia soprattutto del piano che si prepara a mettere in campo l’Ue per contenere i rialzi.
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,93%, stesso risultato del Dax di Francoforte, che ha terminato a 12.766,13 punti. Il Cac di Parigi ha archiviato la seduta con un +0,44% a 6.067,00 punti, mentre è stato più contenuto il rialzo di Londra, con l’Ftse 100 che ha chiuso a +0,25% a 6.937,65 punti. Buona performance infine per l’indice Ibex 35 di Madrid: +0,67% a fine seduta, a 7.607,89 punti.
Per ora quindi l’attenzione dei mercati si è spostata dai timori di una recessione, che comunque in molti continuano a dare per inevitabile, alla buona tenuta delle aziende. Ad aprire le danze era stata venerdì scorso Jp Morgan Chase, seguita lunedì da Bank of America e Bank of New York Mellon, che si sono inserite nella scia delle altre grandi banche e hanno chiuso il terzo trimestre con ricavi in aumento e profitti in ribasso, ma sopra le previsioni.
Poi sono arrivati i numeri di Goldma Sachs, anche questi oltre le attese degli analisti: l’utile per azione del terzo trimestre si è attesto a 8,25 dollari, ben più del consensus di 7,75 dollari e meglio anche dei 7,73 dollari dei tre mesi precedenti.
Certo, si tratta di numeri in deciso calo rispetto a quelli dello scorso anno, ma sufficienti a far scommettere gli investitori sulla solidità delle aziende. L’amministratore delegato di Goldman, David Solomon, ha comunque avvertito che ci sono “buone possibilità” di una recessione negli Stati Uniti e che, per questo, “è il momento di essere cauti”. Positiva, e oltre le stime, anche la trimestrale di Johnson & Johnson.
All’ottimismo generale hanno contribuito poi l’indice Zew relativo alle attese economiche in Germania, che si è attestato a -59,2 punti a ottobre rispetto ai -61,9 di settembre, nettamente al di sopra del consenso degli economisti (-66 punti), e la produzione industriale a stelle e strisce che a settembre è aumentata dello 0,4%, oltre le previsioni di un -0,1%.
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