Secondo il fund manager nel 2021 si sono registrati trend molto chiari sul mercato italiano, che hanno visto singole storie di valore confermare il proprio posizionamento. “Ciò ha consentito al Pharus Basic Fund di rimanere investito in titoli che hanno contribuito positivamente alla performance durante tutti e 12 i mesi”, commenta
Una performance di oltre l’80% nell’ultimo anno conseguita con una percentuale di circa il 55% del portafoglio esposta verso il segmento Euronext Growth Milan (ex Aim Italia). Sono i numeri più significativi che contraddistinguono il momento del Pharus Basic Fund, promosso dall’omonima fund house e gestito da Michele Corno.
“Durante tutto l’arco del 2021 sul mercato italiano si sono registrati trend molto chiari, che hanno visto singole storie di valore confermare il proprio posizionamento, caratterizzandosi per un costante aumento di valore. Ciò ha consentito al Pharus Basic Fund di rimanere investito in titoli che hanno contribuito positivamente alla performance del comparto durante tutti e 12 i mesi”, commenta Corno in questa conversazione con FocusRisparmio.
Quali sono questi titoli?
Michele Corno
Tra i migliori contributori si annoverano Digital Value e Sesa, leader nel settore della trasformazione digitale in Italia. La prima costituisce un punto di riferimento nel panorama IT italiano, offrendo servizi quali cloud, security, IoT, mentre la seconda è operatore di riferimento per servizi non solo di cloud e security, ma anche di data science, customer experience e digital services. Notevole performance ha avuto nell’anno Doxee, piccola multinazionale high-tech leader nell’offerta di prodotti in ambito customer communications management, digital customer experience e paperless. Tra le eccellenze italiane presenti nel fondo troviamo anche Italian Wine Brands, primo gruppo vinicolo privato italiano, con forte propensione all’export, e Salcef, operante nel settore infrastrutturale ferroviario che ha beneficiato del macro-trend relativo agli investimenti infrastrutturali spinti non solo a livello globale, ma anche in Italia, in particolare grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Infine, sempre in Italia, tra i titoli in portafoglio si annovera anche Pharmanutra, leader nella nutraceutica e nel business degli integratori alimentari. Tra i titoli troviamo non solo eccellenze italiane, ma anche europee. Tra queste Capgemini, tra i principali player tecnologici europei nella trasformazione digitale e di business. Nel 2021 nel complesso non si annoverano titoli che hanno registrato performance negative, solo Ferrari ha fornito un contributo flat.
Da cosa deriva la predilezione per l’Italia e più in particolare il segmento Euronext Growth Milan (EGM)?
In Italia troviamo ottime società che presentano buoni tassi di crescita con una valorizzazione interessante. Il segmento EGM rappresenta attualmente circa il 55% del portafoglio, mentre la restante parte è focalizzata sui mercati principali, sia Star che Ftse Mib, con qualche eccezione estera. Inoltre, il segmento EGM nell’ultimo anno ha visto diverse società interessanti quotarsi, e questo ha aumentato la visibilità del settore, ampliando le opportunità di scelta. Non ci sono comunque limiti o vincoli in termini di mercato di riferimento, e la risultante sopra descritta dipende solo ed esclusivamente dal processo di stock picking che attualmente mostra le migliori opportunità nell’EGM.
Quali sono stati i cambi recenti più rilevanti all’interno del portafoglio? In prospettiva quali altri investimenti/disinvestimenti prevedete?
Restiamo convinti che l’azionario sia ancora la migliore asset class in cui investire. Durante il 2021 non vi è stato nessun sostanziale cambiamento del portafoglio, ci siamo piuttosto concentrati sull’aggiustare il peso di singoli titoli già presenti. Abbiamo venduto Ferrari, in portafoglio dal 2016, la quale riteniamo avesse raggiunto valutazioni con minori prospettive al rialzo. Inoltre, abbiamo inserito la neo quotata STAR7, società con grandi prospettive che ha sviluppato un modello di business unico che consente una copertura totale del ciclo di vita dell’informazione di un prodotto e dei suoi processi produttivi, dalla creazione dei contenuti alla traduzione, fino alla loro diffusione, il tutto anche attraverso strumenti innovativi come realtà aumentata e realtà virtuale.
Quali sono turnover e holding period medi del portafoglio?
La strategia di investimento è di lungo periodo, di conseguenza la maggior parte del portafoglio è gestito in modo tale da seguire per diversi anni le società selezionate, beneficiando della loro crescita. L’ holding medio, quindi, è superiore ai tre anni e i numeri dimostrano la bontà dell’approccio, che ha consentito un rendimento annualizzato degli ultimi 10 anni del 18%.
Dal punto di vista dei mercati l’anno è iniziato in maniera interlocutoria. Quali sono le vostre aspettative?
Il percorso di normalizzazione delle politiche monetarie è al momento il focus principale degli investitori. Questo sta contribuendo a una volatilità sui mercati che sta colpendo in particolar modo titoli e settori a più alte valorizzazioni. Questi movimenti sono una conseguenza anche del trading di concetto attualmente di maggior consenso presso gli investitori, focalizzati sulla selezione di titoli con basse valorizzazioni, andando a ricercare quel margine di sicurezza che consente contrazioni di multipli più contenute. L’attuale contrazione ha già portato molti titoli in diversi settori a valutazioni più in linea alle medie storiche. Avendo un approccio di lungo periodo, crediamo che l’andamento dei singoli business e le crescite di utili potranno tornare a guidare la rivalutazione dei titoli nel medio periodo.
Essendo un fondo flessibile absolute return c’è molta autonomia gestionale che può tornare utile in fasi di alta volatilità sui mercati: come vi preparate a gestire eventuali momenti di panico? Con quali strumenti?
La flessibilità del fondo e l’esposizione azionaria variano solo in relazione a cambi strutturali sui mercati o sulle varie asset class di riferimento e in base al ciclo economico. Tendiamo dunque a mantenere le posizioni anche in momenti di sell-off, riposizionando le quote in base alle opportunità che si creano, andando anche in controtendenza rispetto al mercato.
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