Fed, tutti gli uomini del presidente Warsh
Dal noto venture capitalist della Silicon Valley Marc Andreessen, all’ex governatore della BoE Mervyn King, passando per il Nobel Sargent: ecco chi riformerà la banca centrale Usa
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Le elezioni britanniche sono state ormai archiviate, ma il percorso della Bank of England si è fatto meno chiaro. Per i mercati, infatti, si vanno affievolendo le possibilità che Andrew Bailey e colleghi procedano con il primo taglio dei tassi nella riunione di giovedì 1° agosto. Le probabilità di una sforbiciata di un quarto di punto sono date al 50%, ma cresce il numero degli analisti secondo cui potrebbe essere tutto rimandato al successivo meeting del 19 settembre.
La ragione sta nei numeri: nonostante l’inflazione sia tornata all’obiettivo del 2%, è infatti convinzione diffusa che nei prossimi mesi sia destinata a salire di nuovo a causa di una serie di fattori. Inoltre, la crescita salariale e i prezzi del settore dei servizi, sorvegliati speciali per esplicita ammissione della BOE, continuano ad essere troppo elevati. Se a tutto questo si aggiunge poi il fatto che per settimane i membri dell’istituto centrale di sua maestà hanno mantenuto uno stretto ‘silenzio elettorale’, è quasi ovvio che tra gli investitori prevalga l’incertezza.
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Tra chi vede ridursi le possibilità di un taglio c’è Steven Bell, chief economist Emea di Columbia Threadneedle Investments. Per l’esperto, le attese del mercato che vedono almeno due tagli entro la fine dell’anno rischiano di essere eccessivamente ottimistiche nel breve termine. “La BOE si concentrerà maggiormente sui fattori interni, che riteniamo suggeriscano maggior cautela”, avverte infatti Bell. Il primo e più importante di questi elementi è il forte miglioramento della crescita del PIL del Paese. “Non c’è da stupirsi: l’inflazione è scesa, i redditi reali e la fiducia sono in aumento e, nonostante il clima di sconforto che circonda il governo uscente, gli investimenti delle imprese sono stati forti”, chiarisce. Evidenziando come tutto questo riduca la pressione per un taglio dei tassi. Inoltre, sebbene il carovita abbia raggiunto il target e vi rimarrà per i prossimi mesi, l’esperto fa notare come ciò dipenda in gran parte dagli effetti di base, non da ultimo il crollo delle bollette energetiche delle famiglie.
Bell punta l’attenzione soprattutto sulle preoccupazioni per l’inflazione salariale, dovute all’aumento del 10% del salario minimo in aprile che si è chiaramente ripercosso sulle retribuzioni più in generale e sui prezzi di settori ad alta intensità di lavoro come i servizi. “Penso che scenderà, ma parte oggi da un livello molto alto e il nuovo governo laburista ha già dichiarato che estenderà il salario minimo ai giovani lavoratori, cosa che probabilmente farà salire il livello generale”, mette in guardia. Aggiungendo che brutte notizie arrivano anche dalle bollette dell’energia, con un previsto aumento del 12% del tetto dei prezzi fissato dall’Ofgem a ottobre.
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Infine, secondo l’esperto il bilancio probabilmente si atterrà alle regole fiscali ereditate. Ma con una maggiore spesa finanziata da un aumento delle imposte sul capitale, l’effetto netto sarà probabilmente un aumento della domanda. “Nelle ultime due riunioni del comitato per la fissazione dei tassi della BOE, due dei nove membri hanno votato per un taglio dei tassi. Ritengo che rimarranno in minoranza alla prossima riunione del 1° agosto”, afferma. Sottolineando che, tassi stabili con un’economia in miglioramento nel Regno Unito, contro tassi più bassi e una crescita più lenta all’estero, “implicano che la sterlina continuerà probabilmente a rafforzarsi”.
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