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I Srep 2025 certificano“posizioni robuste di capitale e liquidità e una forte generazione di utili”. Cet1 2026 invariato, ma è vietato abbassare la guardia. Buch: essenziale completare l’unione bancaria
Solidi, redditizi e resilienti. Gli istituti di credito dell’Eurozona incassano la promozione piena della Banca centrale europea, che ha diffuso i risultati dell’esercizio ‘Srep’ 2025, ossia il Processo di revisione e valutazione prudenziale che serve alla Vigilanza di Francoforte per esaminare i rischi e valutare solidità, governance, capitale e liquidità delle banche dell’Area. La diretta conseguenza è quindi che i requisiti patrimoniali (Cet1) richiesti per il prossimo anno resteranno praticamente invariati all’11,2%. Tuttavia, avvertono dall’Eurotower, non è il momento di sedersi sugli allori o di abbassare la guardia: i rischi geopolitici e macrofinanziari dell’attuale contesto richiedono infatti la massima attenzione.
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Banche robuste
Le 105 banche europee direttamente vigilate, spiegano gli economisti della Bce, presentano complessivamente “posizioni robuste di capitale e liquidità e una forte generazione di utili”. Mostrano infatti un capitale medio ponderato di migliore qualità quest’anno, al 16,1% delle attività ponderate per il rischio (Cet1), un leverage ratio del 5,9% e un coefficiente patrimoniale totale del 20,2%. I buffer di liquidità sono rimasti ben al di sopra del requisito minimo del 100%, con il coefficiente di copertura aggregato (Lcr) al 158%. Inoltre, gli istituti hanno mantenuto un buon accesso ai finanziamenti al dettaglio e all’ingrosso, con un coefficiente di finanziamento netto stabile (Nsfr) medio sostanzialmente invariato al 127%. Quanto alla redditività, questa resta elevata grazie al margine di interesse e agli introiti derivanti da commissioni e provvigioni. Il rendimento annualizzato del capitale su base aggregata, al 9,5% nel quarto trimestre del 2024, è migliorato ulteriormente raggiungendo il 10,1% nel secondo trimestre del 2025. La qualità degli attivi si è confermata solida in tutto il settore, con un’incidenza dei crediti deteriorati (Npl) pari all’1,9%.
Dieci le banche colpite per esposizioni deteriorate
Rispetto all’anno scorso, le nuove misure qualitative adottate dalla Bce sono circa il 30% in meno. Quelle emanate riguardano il rischio di credito (40%), la governance interna (17%), l’adeguatezza patrimoniale (11%) e il rischio operativo (10%). Quest’anno, solo dieci banche, dalle 18 del 2024, sono state soggette a un requisito di capitale aggiuntivo per esposizioni deteriorate con accantonamenti insufficienti. Per sei istituti, il P2R ha incluso un requisito aggiuntivo per la finanza a leva (erano state 9 lo scorso anno). Inoltre, secondo Francoforte, 14 istituti (da 13) hanno presentato un rischio elevato di leva finanziaria eccessiva e, pertanto, è stato applicato nei loro confronti un requisito di secondo pilastro (P2R-LR) per il coefficiente di leva finanziaria.
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Cet1 2026 invariato
Alla luce di questi risultati, i requisiti e la guidance sul capitale Cet1 e i requisiti di secondo pilastro 2026 “restano complessivamente stabili all’11,2% e all’1,2% rispettivamente”, spiega la vigilanza bancaria. Mentre la guidance non vincolante Pillar 2 scende dall’1,3% all’1,1%. Ciò, viene precisato, riflette i risultati della prova di stress di quest’anno, che ha evidenziato perdite più elevate e una migliore capacità di assorbirle in virtù di maggiori profitti, e quindi una minore riduzione di capitale rispetto alla precedente rilevazione condotta nel 2023. Rispetto allo Srep precedente, la Bce ha quindi imposto il 30% in meno di misure qualitative, perlopiù sul rischio di credito e l’adeguata governance e patrimonializzazione.
Attenzione ai rischi geopolitici e macrofinanziari
Francoforte invita comunque tutti gli istituti a fare attenzione ai rischi geopolitici e macrofinanziari. È questa infatti principale priorità indicata negli obiettivi per la Vigilanza per il triennio 2026-2028. Ciò include “garantire che le banche mantengano solidi standard di credito, un’adeguata capitalizzazione attraverso l’attuazione coerente del Regolamento europeo sui requisiti patrimoniali (Crr3) e che gestiscano con prudenza i rischi climatici e naturali”. Il secondo imperativo è assicurare una solida resilienza operativa e capacità Ict. La Bce chiede infatti una gestione del rischio operativo resiliente, per porre rimedio alle carenze nelle loro segnalazioni e nell’aggregazione dei dati, e quindi disporre di sistemi informativi affidabili.
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Buch: essenziale completare l’unione bancaria
Infine Claudia Buch, numero uno della Vigilanza Bce, ha lanciato un appello. “È essenziale completare l’Unione bancaria, in particolare l’assicurazione unica dei depositi”, ha scandito nel corso della conferenza stampa. Le riforme allo studio della Vigilanza sono cruciali secondo la banchiera centrale per mantenere il settore “forte e competitivo in un ambiente sfidante”. E “conservare la resilienza finanziaria e operativa è la migliore risposta alle incertezze e alle sfide della digitalizzazione”. Quanto al mercato unico, secondo Buch “c’è spazio per più Europa”. “Molte regole riguardanti la governance e la solvibilità restano frammentate: l’armonizzazione e la semplificazione attualmente sono due facce della stessa medaglia e l’armonizzazione sostiene l’integrazione e quindi l’efficienza del settore”, ha concluso.
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