3 min
Sempre meno gestori sono sovrappesati sul tech mentre aumenta la percentuale di quelli posizionati su titoli ciclici e value europei. Inflazioni e taper tantrum i rischi maggiormente monitorati
La rotazione settoriale vista fino ad oggi potrebbe essere solo l’antipasto di quanto verrà servito nei prossimi mesi fino alla fine dell’anno. Perciò la corsa dei titoli ciclici e value vista finora proseguirà, almeno così la pensano i money manager globali ed europei interpellati da Bank of America in due distinti sondaggi nel mese di maggio.
Portafogli pronti a inflazione e crescita economica
Il pericolo di inflazione c’è e si fa sentire, soprattutto fra i money manager globali per i quali un’impennata dei prezzi è il rischio numero uno da monitorare nei prossimi mesi.
Mancano, invece, timori circa la ripresa economica post-pandemia, data per certa da quasi il 69% dei gestori interpellati da Bank of America nel consueto sondaggio mensile dedicato agli operatori dell’asset management. L’altro grande rischio citato dal 27% degli intervistati è il taper tantrum, ossia il possibile ritiro delle misure monetarie straordinarie messe in campo dalle Banche centrali.
In questo scenario, i fund manager confermano un’asset allocation impostata per rispondere all’aumento dei prezzi: sale la componente di materie prime a discapito dell’azionario – dicono i gestori – soprattutto per i comparti legati al tech mentre salgono le posizioni sui titoli legati al “late-cycle”.
Il fattore d’investimento premiante secondo il consensus dei gestori è ancora il “value” (citato dal 48% dei professionisti contattati da Bofa) ma acquistano slancio anche l’”High quality” e l’“High dividend”. Cala l’interesse per il fattore dimensione “small cap”.
Questa impostazione è confermata anche per quanto riguarda la view sulla sola Europa: i fund manager confermano i rischi d’inflazione e di taper tantrum come i più avvertiti e il 93% di loro si aspetta nei prossimi mesi una crescita delle economie del Vecchio continente.
In Europa spazio al valore
In Europa lo spartito sembra essere lo stesso, ma con la differenza che da questo lato dell’Oceano prevalgono i settori ciclici. La tecnologia rimane il settore europeo più popolare ma perde appeal: con un netto 36% degli intervistati che dichiara di essere in sovrappeso, in calo rispetto al 50% del mese scorso. Al contempo, aumenta la fiducia degli investitori nel rally del value europeo, con il 43% degli intervistati che ha dichiarato che la rotazione del valore continuerà durante tutto l’anno, in aumento rispetto al 26% del mese scorso.
“Siamo d’accordo con questa visione e prevediamo un’ulteriore sovraperformance del 10% per i ciclici rispetto ai difensivi e i value rispetto al growth nei prossimi mesi”, dicono da Bofa.
Il report della banca d’affari conclude dicendo che solo un investitore su dieci si aspetta che le azioni europee raggiungano un picco questo trimestre, con una pluralità che pensa che ci sia spazio di crescita almeno fino al prossimo anno. “Il rally azionario dell’ultimo anno non si è tradotto in timori di bolla – chiosa lo studio –, con solo un 4% netto dei gestori che vede le azioni europee sopravvalutate”.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.