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Redditività stabile, valutazioni migliori e bilanci solidi permetteranno agli istituti di affrontare le pressioni crescenti. L’attenzione strategica si concentrerà su M&A e AI, ma i rischi non mancano
Nonostante il contesto internazionale turbolento e un’economia europea a rilento, le banche del Vecchio Continente godono di ottima salute ed entrano nel 2026 a testa alta. Grazie a una redditività stabile, al miglioramento delle valutazioni di mercato e ai bilanci solidi potranno infatti affrontare i prossimi dodici mesi partendo da una posizione di forza. Il giudizio arriva dagli analisti di S&P Global Ratings, che nel loro “European Banking Outlook 2026: resilient to mounting pressure” vedono i principali indicatori di credito destinati a rimanere soldi. Le sfide ovviamente non mancheranno e la pressione si farà più intensa, ma l’attenzione strategica si concentrerà su M&A e intelligenza artificiale.
Outlook stabile
I rating di S&P su quasi tutti i principali nomi europei oggetto di giudizio sono investment-grade e il 78% presenta un outlook stabile. La view economica favorevole per l’Europa da parte dell’agenzia supporta infatti le aspettative di un lieve miglioramento della redditività e di una qualità degli attivi complessivamente stabile. Stando al report, gli outlook negativi (10%) tendono a concentrarsi sulle banche più piccole, che si trovano ad affrontare un deterioramento della qualità degli attivi o una redditività ridotta. Quelli positivi (12%), invece, riflettono principalmente i risultati delle ristrutturazioni in corso da parte di diversi grandi gruppi o il buon andamento della redditività rispetto ai competitor. Quanto agli upgrade, per gli analisti il ritmo è destinato a rallentare nei prossimi mesi, dal momento che il miglioramento dei fondamentali dei sistemi bancari dell’Europa meridionale è ormai ampiamente incorporato nei rating.
Pressioni crescenti
Quanto alle sfide, secondo l’agenzia di rating le banche europee dovranno affrontare una pressione crescente per mantenere le promesse in termini di crescita ed efficienza. Per sostenere le attuali valutazioni di mercato, sarà inoltre fondamentale un’esecuzione impeccabile. L’attenzione strategica degli istituti si concentrerà principalmente su due fronti: le operazioni di M&A e l’adozione dell’intelligenza artificiale. Per S&P, fusioni e acquisizioni accelereranno nel 2026 e i principali fattori trainanti saranno le prospettive di crescita economica, le specifiche strutture di mercato e la spinta politica. Con grandi quote detenute da società di private equity o dai governi che potrebbero potenzialmente diventare obiettivi di acquisizione oppure stimolare il consolidamento.
Occhio ai rischi
I principali rischi al ribasso per il 2026 sono invece rappresentati da una crescita degli attivi e da tassi di interesse inferiori alle attese, nonché da potenziali turbolenze di mercato. Le tensioni geopolitiche ancora elevate potrebbero infatti incidere sull’attività di business e sulla fiducia degli investitori, mentre l’instabilità e i profili fiscali o di indebitamento deboli di alcuni Paesi potrebbero influire sull’economia nel suo complesso e sulle condizioni di finanziamento delle banche nazionali attraverso i rischi legati agli spread di credito. Infine, un altro motivo di preoccupazione riguarda la progressiva deregolamentazione. Sebbene un eventuale ridimensionamento delle regole europee sarà probabilmente graduale, secondo l’analista del credito Giles Edwards potrebbe influire sui rating bancari nel tempo se dovesse portare a un significativo deterioramento degli indicatori di bilancio o a una gestione del rischio meno prudente.
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