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Secondo lo studio di Ivass, nel 2025 premi a 162 miliardi e solvency ratio al 273%. Il Vita è cresciuto del 7,3%, trainato dalle polizze con finalità di investimento. “Dal risiko bancario impatti significativi”
Patrimonio e redditività in miglioramento, meno investimenti in titoli di Stato nazionali e una sfida ancora tutta da vincere: quella delle polizze catastrofali. È un settore in ottima salute quello che emerge dalla relazione annuale dell’Ivass sulle assicurazioni italiane, che nel 2025 hanno rafforzato la propria solidità e incrementato ulteriormente impieghi e raccolta premi. Questa si è infatti complessivamente attestata a 162,2 miliardi di euro, pari al 7,2% del Pil, di cui il 73,1% nei rami Vita e il 26,9% nei Danni, mentre l’indice medio di solvibilità ha raggiunto il 273%, in aumento rispetto al 259,4% del 2024.
Le polizze d’investimento trainano il Vita
Lo scorso anno il comparto Vita, che rimane la componente maggiore del mercato assicurativo italiano, è cresciuto del 7,3%, raggiungendo i 121 miliardi. L’offerta si orienta in misura prevalente sulle polizze vita intera (54,8%), seguite dalle forme miste (31,2%). A spingere la crescita nel 2025 sono state soprattutto le unit-linked, legate all’andamento dei mercati finanziari, aumentate da 31,5 a 37,4 miliardi. Nel primo trimestre 2026 la produzione vita si è attestata a 31,6 miliardi, in leggera riduzione (‐1,2%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Sportelli bancari e postali restano il principale canale distributivo, seguiti da agenti assicurativi (23,7%) e consulenti finanziari (17%). È poi proseguita la discesa del rapporto tra riscatti e premi (di 10 punti percentuali, al 67%), dopo i valori molto elevati raggiunti nel 2023. La redditività del comparto è aumentata, il risultato di esercizio è salito a 6,7 miliardi e il roe al 14,6%.
Cala il peso dell’Rc auto, sale quello di property e salute
La raccolta è cresciuta anche nel Danni, dove prosegue una graduale ricomposizione. Il risultato di esercizio è aumentato da 4,5 a 4,9 miliardi e il il Roe ha raggiunto il 13,3%, trainato dal contributo dei rami diversi da quello Rc auto, per il quale Ivass e Antitrust sono pronte a una riforma. Il peso di quest’ultimo, pari a oltre il 50% dieci anni fa, è oggi poco superiore al 40%, mentre una quota analoga fa capo nel complesso ai comparti della protezione della salute e delle proprietà. Quanto alla raccolta, la crescita è stata robusta, con premi per circa 50 miliardi di euro (+6,4 rispetto al 2024), ma non uniforme. L’auto ha messo a segno un +5,1%, con il premio medio che sale del 4,3%, mentre il numero dei veicoli assicurati (38 milioni) registra una lieve flessione. Per i restanti segmenti i flussi sono di poco superiori a 30 miliardi (+7,9%) e il maggiore dinamismo si rileva nel property (+10,3%) e nel salute (+7,7%). In quest’ultimo comparto, il ramo malattia è quello che cresce di più (+11,6%); nel property, invece, sono incendio/catastrofi naturali a mettere a segno un’accelerazione importante, anche grazie all’introduzione dell’obbligo di copertura. Tuttavia, nonostante questo tipo di polizze sitano passate dalle 290mila di luglio 2025 alle 700mila di aprile 2026, la copertura completa resta ancora un miraggio, considerato che le imprese in Italia sono circa 4,5 milioni.
Meno titoli di Stato italiani in portafoglio
Quanto agli investimenti, il presidente dell’Ivass, Paolo Angelini, ha spiegato che a fine 2025 ammontavano a 1.100 miliardi, 300 dei quali a fronte di contratti vita in cui il rischio è sopportato dagli assicurati. Gli impieghi con rischi a carico delle compagnie, cioè i restanti 800 miliardi, “restano concentrati nei titoli di Stato, sebbene in un quadro di progressiva diversificazione in favore degli emittenti pubblici esteri”, ha sottolineato. Le esposizioni complessive verso il mercato del private credit sono invece in crescita, ma restano contenute: 25 miliardi a dicembre scorso, il 2,5% circa del totale degli investimenti.
Potenziamento della vigilanza contro le minacce cyber
Sul fronte vigilanza, l’attività dell’Ivass si è concentrata sul fenomeno delle polizze dormienti, portando al recupero di 2,7 miliardi di euro per i legittimi beneficiari: a marzo 2026 le compagnie hanno segnalato il diritto al pagamento per 70.538 posizioni. Intanto l’Authority, come ha rimarcato Angelini, in coordinamento con la Banca d’Italia sta “integrando la propria attività di vigilanza in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, di fronte a una “evoluzione rapidissima” dei modelli avanzati di intelligenza artificiale con una “straordinaria capacità” di individuare vulnerabilità nei sistemi informatici. Tali modelli AI, ha precisato, preziosi per le imprese e le istituzioni interessate a rafforzare le proprie difese, al tempo stesso “consentono di potenziare i cyberattacchi condotti da organizzazioni criminali e attori ostili”. Dalle verifiche recenti sulle compagnie, ha quindi messo in guardia il presidente, è emersa in più casi “una carenza di risorse specializzate, sia nella gestione delle infrastrutture informatiche sia nelle funzioni di controllo”. Secondo l’Ivass, è inoltre necessario aumentare l’attenzione anche sui numerosi fornitori di servizi informatici cui le compagnie delegano attività importanti o essenziali: a questi soggetti, infatti, fa capo il 75% delle segnalazioni di incidente cyber che l’Ivass ha ricevuto da imprese e intermediari nel 2025.
Dal risiko bancario impatti significativi
Infine, Angelini ha toccato il tema del risiko bancario, che nelle ultime settimane ha subito una decisa accelerazione. “Pochi giorni fa sono state annunciate importanti operazioni di aggregazione che coinvolgono primari istituti bancari e assicurativi, destinate a produrre impatti significativi sui modelli di attività, sugli assetti partecipativi e di governo societario”, ha affermato il numero uno dell’Authority, garantendo un’analisi approfondita “al fine di verificare l’esistenza dei necessari presupposti prudenziali”. “Abbiamo avviato la collaborazione con le altre Autorità coinvolte nei processi autorizzativi: soddisfatti i criteri alla base delle autorizzazioni, il giudizio sulle operazioni spetterà alle dinamiche di mercato”, ha concluso.
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