3 min
Il piano strategico 2025 prevede una crescita organica continua anche attraverso m&a e una migliore distribuzione. E assicura efficienza operativa e rendimenti per gli azionisti
Crescita degli utili, nuove operazioni di m&a e rendimenti per gli azionisti. Finalizzata l’acquisizione di Lyxor a fine 2021, Amundi non si siede sugli allori e va avanti (come dimostrato dalle recenti manovre su Anima) nella sua strategia di espansione. Il piano strategico al 2025 del primo asset manager europeo, e tra i primi dieci al mondo con masse in gestione per oltre 2.000 miliardi di euro, parla chiaro: il focus è l’asset management e l’obiettivo una crescita organica sostenuta che consolidi la sua leadership nel settore.
Dopo aver raggiunto o superato i target del piano precedente, il gestore francese conta quindi di mettere a segno un aumento del 5% annuo dell’utile netto, di mantenere l’efficienza operativa con un rapporto costi/ricavi sotto il 53% (una volta realizzate tutte le sinergie relative a Lyxor) e di offrire rendimenti interessanti per gli azionisti grazie a un pay-out ratio uguale o superiore al 65%, ovvero circa 3 miliardi di euro di dividendi ordinari cumulativi.
Il capitale in eccesso dovrebbe raggiungere quota 2 miliardi di euro nel 2025 e il management prevede che vengano utilizzati per nuove acquisizioni o che siano in parte redistribuiti agli azionisti.
In particolare Amundi intende proseguire sulla strada dell’m&a, con l’obiettivo di rafforzare la distribuzione, attraverso nuovi partner, l’accesso a nuovi mercati ed aree geografiche, e di aumentare le competenze e accelerare l’implementazione di tecnologia e servizi. Il gruppo scrive infatti di voler diventare punto di riferimento in materia di investimenti responsabili e ad affermarsi come un importante fornitore di tecnologia e servizi in tutta la catena del valore del risparmio.
“La nostra ambizione per Amundi è rafforzare la nostra leadership globale nell’asset management. Rafforzeremo la nostra crescita organica in tutto il mondo grazie alla nostra esperienza diversificata nella gestione patrimoniale e alle nostre capacità di tecnologia e servizi emergenti. Coglieremo le opportunità di acquisizione per sfruttare il nostro solido track record di consolidamento e accelerare il nostro sviluppo”, assicura il ceo Valérie Baudson.
D’altra parte, nel piano l’asset management viene definito un settore in crescita, nonostante il contesto attuale altamente incerto, con rischi geopolitici e venti contrari macroeconomici. Per il management di Amundi permangono infatti tendenze di sostegno significative a lungo termine che guideranno la crescita del settore della gestione patrimoniale: il divario di risparmio previdenziale di una popolazione che invecchia, l’aumento della liquidità accumulata dai risparmiatori, il continuo fabbisogno di finanziamento della transizione energetica e l’aumento della classe media in Asia.
“Amundi è ben posizionata per cogliere queste opportunità e intende essere vincente in un panorama in evoluzione grazie alla sua portata globale, alla credibilità negli investimenti responsabili, alla competenza nell’intera catena del valore del risparmio, alle capacità digitali, nonché alla sua portata, efficienza ed esperienza di fusioni e acquisizioni”, si legge nella nota.
Dunque si prevede una crescita in tutti i segmenti clienti (distributori terzi, reti di partner e clienti istituzionali), sfruttando l’intera gamma di competenze, dalla gestione attiva a quella passiva, passando per i real asset. Tutto questo, grazie a un rafforzamento della leadership in Europa, a un consolidamento negli Stati Uniti e alla conquista dell’Asia, dove Amundi conta di diventare un top player.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.