5 min
Nell’intervista doppia ad Andy Sowerby, managing director and head of the International Client Group, e Marco Negri, head of Sales per il Sud Europa della società Usa, temi, strategie e focus prodotto per lanciare l’avventura solista dell’ex Wells Fargo AM
“Differenziazione e soluzioni personalizzate”. Marco Negri ha le idee chiare sulle qualità indispensabili per un asset manager che intenda approcciarsi oggi a nuovo mercato. E non potrebbe essere diversamente vista la sfida che lo attende, cioè mettere al servizio di un nuovo brand giovane il ricco baglio di competenze, conoscenze e risorse che solo una grande azienda può vantare. Sì, perché è lui che sta lanciando Allspring Global Investments in Italia. La casa di gestione nata nel 2021 da una costola dal colosso americano Wells Fargo lo ha infatti scelto come head of Sales per il Sud Europa affidandogli il compito di gestirne lo sbarco nella Penisola. Un incarico che il manager, ex LFDE e Legg Mason, intende interpretare all’insegna della flessibilità e senza precludersi alcun canale o possibilità di business.
“Quello italiano è un mercato sovraffollato e proprio per questo le armi più importanti al nostro arco saranno la capacità di distinguerci dalla concorrenza e l’abilità nello sviluppare un elevato grado di customizzazione per intercettare le esigenze non solo dei clienti ma anche dei potenziali partner”, spiega Negri. Che aggiunge: “Siamo qui per restare”. Una dichiarazione d’intenti dalla quale traspare un approccio intraprendente anche sul lato della distribuzione, da tempo terreno complicato per chi voglia piazzare i propri prodotti nel nostro Paese. “Le dinamiche del mercato sono cambiate enormemente negli ultimi anni ma crediamo di poter interagire positivamente sia sul lato distribuzione e delle reti sia con il mondo wholesale e degli istituzionali”, afferma. Del resto, tiene a precisare, “siamo abbastanza grandi per affrontare questa sfida ma anche abbastanza piccoli per essere sufficientemente flessibili”.
A supportare Negri in questo compito c’è Andy Sowerby, managing director and head of the International Client Group della società americana. Dal suo punto di vista, non c’è una ricetta segreta per il successo ma si tratta di “infondere impegno costante nel soddisfare bisogni e aspettative non solo in termini di rendimento ma anche a livello di qualità e capillarità del servizio, di engagement, di comprensione delle esigenze legate a temi come il cambiamento climatico e la sostenibilità”. Di certo, per il gestore, c’è che un nuovo marchio e una nuova strategia rappresentano un vantaggio anziché un ostacolo: “Presso il pubblico retail è forte la curiosità verso qualcosa che non si conosce mentre consulenti e intermediari vedono come un valore aggiunto poter presentare al cliente un prodotto”. C’è quindi da scommettere che anche su questo effetto novità punterà la società.
Filosofia di gestione
Quanto alle strategie di investimento, la view di Allsprings è ben definita: sarà l’anno dell’income. E questo vale tanto a livello globale quanto per il mercato italiano, che proprio a questo concetto è da sempre fortemente legato. Una convinzione figlia delle mutate caratteristiche nel quadro macroeconomico. “La sofferenza che ha contraddistinto lo scorso anno si rivelerà un’opportunità nel corso del 2023 perché, soprattutto in Europa, avremo finalmente tassi di interesse a un livello molto più investibile e tale da offrire un entry point interessante sull’obbligazionario”, spiega Negri. Che sottolinea l’importanza di questa asset class come strumento per proteggere dalla volatilità e dai rischi di cambio, tasso, valuta. “Con 390 miliardi di dollari investiti nel reddito fisso, ci consideriamo un player di scala e per questo offriamo ai nostri clienti un’ampia gamma di strategie e piattaforme. Al momento puntiamo soprattutto su titoli a short-duration sia in euro che in dollari, sia sul segmento high yield che sull’investment grade, perché crediamo che l’estremo inferiore della curva sia un luogo in cui si può stare relativamente al riparo senza rinunciare al rendimento”, puntualizza Sowerby.
In uno scenario incerto, grande attenzione va poi riposta anche all’area geografica in cui si alloca il capitale. E, da questo punto di vista, sono i Paesi emergenti a rappresentare la migliore opportunità secondo gli esperti della casa di gestione statunitense. Soprattutto nell’ottica di chi opera nel ramo wholesale. “Il probabile deprezzamento del dollaro dopo anni di crescita ininterrotta e la riapertura post-Covid della Cina promettono di innescare una sovraperformance in particolare nel comparto azionario, che presenta valutazioni ben al di sotto della media storica”, spiega Negri. Da qui, due delle strategie della casa per cavalcare il trend: la prima orientata al value, così da garantire rendimento e protezione dai ribassi; la seconda incentrata sul segmento quality growth.
Gestione attiva
Naturalmente, precisano i manager, “i Paesi emergenti sono numerosi, hanno caratteristiche diverse e presentano svariati rischi, per cui vanno approcciati all’insegna dello stock picking”. Ed è proprio il valore aggiunto della gestione attiva di portafoglio un altro tema che sta molto a cuore ai due gestori. “Siamo stati per anni all’interno di un ciclo nel quale l’approccio passivo sovraperformava grazie alla spinta generalizzata di Quantitative easing e accomodamento della Fed. Ora, con la fine delle politiche di sostengo all’economia e la stretta monetaria antinflazione, i fondamentali delle aziende tornato a contare per produrre rendimento ed è proprio in questo spazio che gli active manager possono e devono agire”, chiarisce Sowerby.
Non può inoltre mancare un focus su liquidità e alternativi, due temi che in casa Allspring vengono visti come veri e propri evergreen in chiave diversificazione del portafoglio. “Abbiamo una strategia chiamata ‘Allspring global long-short equity’ che offre un’alternativa liquida long-short con beta dello 0,5% prezzata su base giornaliera. Si tratta di un approccio speculativo pensato per proteggere dai ribassi e ridurre la volatilità generale ma che offre anche un ritorno medio annuo tra 8% e 12%. È stata lanciata nel 2009 e sin dalla recessione vanta un forte trackrecord”, spiegano i due gestori. Che si soffermano anche su un altro prodotto: Global Equity Enhanced Income, un fondo misto equity-income con una sovrapposizione di opzioni progettato per aumentare e rendere più fluido il reddito degli investitori. “Lo strumento investe in un portafoglio di azioni globali ad alto rendimento con un obiettivo annuo di quota di reddito fisso del 6% pagata su base trimestrale”.
C’è, in ultimo, il tema della sostenibilità. Specie in Europa, dove cresce sempre più la necessità per le imprese di decarbonizzare il loro portafoglio di modo da poter raggiungere un rendimento a zero emissioni entro il 2050. Come società abbiamo cercato di intercettare questa esigenza prima di tutto sul fronte obbligazionario e con il nostro staff di ricerca setacciamo il mercato globale alla ricerca di credito investment grade e high yield che sia approcciabile in ottica Esg”, spiega Sowerby. “In particolare”, gli fa eco Negri, “abbiamo lanciato una strategia di credito investment grade basato sulla transizione climatica che è classificata articolo 8 perché siamo più a nostro agio con questo tipo di standard”.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.