L’apertura della kermesse di European Financial Planning Association Italia pone al centro il ruolo degli advisor per sottrarre i risparmiatori alle dinamiche di breve termine. E scatta la fotografia di un settore tutt’altro che in crisi
Scardinare i meccanismi della finanza comportamentale assumendo il ruolo di “architetto delle scelte” e aiutando i propri clienti ad “alzare lo sguardo”. È questo lo sforzo cui è chiamato il consulente finanziario in una stagione di complessità e preoccupazioni come quella che gli italiani si ritrovano ad attraversare oggi. A delineare i termini della sfida è stata la giornata inaugurale di EFPA Meeting 2024, la convention organizzata ogni anno a Firenze da European Financial Planning Association Italia per mettere al centro l’industria dell’advisory e i suoi protagonisti. Nell’edizione di quest’anno, intitolata “Wysiati” in un chiaro riferimento al bias cognitivo di cui parlò lo psicologo Daniel Kahneman, gli addetti ai lavori si sono infatti confrontati sui nuovi ruoli che i professionisti degli investimenti dovranno assumere per evitare che i risparmiatori prendano decisioni basate sulle informazioni nella loro immediata disponibilità. Un tema strettamente collegato anche al problema della transizione demografica.
Una professione cruciale e tutt’altro che in crisi
Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano
Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente di EFPA Italia Nicola Ardente, che ha introdotto il tema della rassegna e fornito alcuni numeri sull’industria della consulenza nel nostro Paese. Il numero due dell’associazione si è soffermato in particolare sulle 11.500 certificazioni rilasciate, a sottolineare come quella dell’advisor sia un professione tutt’altro che in crisi a livello di attrattività. Ardente ha poi letto alcuni passaggi della lettera scritta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ricordato come il motore di un sistema economico solido e competitivo sia rappresentato proprio dalla capacità dei professionisti della finanza di approfondire le proprie competenze e instaurare un rapporto personale con i propri clienti.
Italiani “addormentati”. Anche negli investimenti
Giorgio De Rita, segretario generale del Censis
La plenaria è poi proseguita con un dialogo sul consulente come figura in grado di portare il risparmiatore oltre i meccanismi della finanza comportamentale di cui troppo spesso tende a rimanere preda. Un tema che è stato affrontato da Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, e Ruggero Bertelli, ordinario di Economia e Mercati Finanziar presso l’Università degli Studi di Siena. Se da un lato il sociologo ha lodato la capacità di adattamento degli italiani, popolo in grado di superare meglio degli altri i momenti di maggiore difficoltà, dall’altro non ha lesinato critiche sulla loro tendenza a rimanere “addormentati” di fronte alle tante sfide poste dal presente: a partire da una crisi demografica che, a suo dire, ha già ridotto di un terzo i lavoratori under 25 e promette nel giro di qualche decennio di assottigliare fortemente anche la platea dei giovanissimi. “L’anno scorso i risparmi privati del nostro Paese hanno battuto il record di 5mila miliardi ma quello che continua a preoccuparci è la scarsa propensione a fare investimenti”, ha spiegato, sottolineando come questo cortocircuito sottenda la difficoltà a prender atto degli aspetti problematici di oggi. Parole condivise da Bertelli, che in questa stessa chiave ha interpretato la tendenza registrata l’anno scorso a comprare enormi quantità di BTP e altri titoli pubblici: “Si tratta di un comportamento figlio del desiderio di sentirsi sicuri di fronte al crescere dell’inflazione”. L’accademico si è dunque detto convinto che la preferenza per la liquidità vada smantellata in quanto costituisce un freno decisivo anche allo sviluppo del tessuto produttivo nazionale.
È proprio in un simile contesto che il professionista degli investimenti è chiamato ad assumersi un ruolo chiave. E per riuscirci, hanno convenuto i due esperti, deve impegnarsi nella direzione di far “alzare lo sguardo” ai suoi clienti. “È vero che proprio l’advisory sarà tra i settori a beneficiare di più della transizione demografica”, ha spiegato ad esempio De Rita, “ma occorre comunque che ogni operatore si assuma l’onere di spostare il focus della platea dal risparmio all’investimento e qundi dal breve al lungo termine”. “Bisogna agire come moltiplicatori del risparmio”, ha aggiunto Bertelli, che ha concluso il confronto parlando del consulente come di un vero e proprio “architetto delle scelte”.
Alla tavola rotonda dell’ANCP Financial Forum di Bologna, Sandrini (Amundi SGR), De Luca (Gamma Capital Markets) e Cesarano (Sella SGR) spiegano dove si nascondono i rischi dietro gli indici e come difendere i portafogli
Accenture: una compagnia su due sta sviluppando casi d’uso in diverse funzioni aziendali. E il valore dell’intermediazione si sta spostando verso la consulenza. La sfida? Passare dalla sperimentazione alla scala
Nasce un polo da 55 miliardi di masse gestite in nome dell’integrazione, della collaborazione e delle sinergie fra le due banche. L’operazione, soggetta alle autorizzazioni di legge, avrà efficacia da febbraio 2027
Ovb Holding: il 43% (60% dei giovani) la usa regolarmente o occasionalmente, ma la fiducia è limitata. E tre su quattro chiamano il professionista per passare all’azione. Il futuro della consulenza? Per i risparmiatori è ibrido
La società combinata sarà tra i primi dieci operatori globali nell’azionario e nel reddito fisso a gestione attiva e nei mercati privati. Londra la sede principale fuori dagli USA
Sei ragazzi italiani su dieci sono certi i risparmi non basteranno, ma appena il 20% si è affidato a un secondo pilastro. E nel resto del mondo il quadro non cambia. Marchetti (Fineco): “Scuola, digital e consulenti per cambiare le cose”
Durante la seconda giornata del FeeOnly Summit 2026 i vertici di OCF, Nafop, Assonova e AssoSCF fotografano una categoria giovane e in crescita, frenata da un vincolo normativo. Sul tavolo anche il vuoto lasciato dagli sportelli bancari e il rebus intelligenza artificiale
Oltre cento società, quasi mille professionisti, 30 miliardi di masse nelle mani dei consulenti fully independent. Questi i numeri presentati al FeeOnly Summit 2026 di Verona
Il patrimonio finanziario mondiale è salito dell’8,6% a quota 268.400 miliardi di euro. La crescita tricolore è stata del 7,4% grazie a una nuova composizione del risparmio sempre più orientata ai mercati. Allianz: i portafogli dettano il ritmo
Secondo i dati del Raisin Money Confidence Index 2026, l’Italia è ottava su 11 Paesi. Per il 54,7% delle famiglie il taglio del costo della vita è la priorità. E il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico
Secondo la Ing Global Investment Survey, tre su quattro investono già o sono disponibili a farlo. Aumenta la consapevolezza che lasciare i soldi fermi sia un rischio, ma pesano la paura delle perdite e la complessità degli strumenti
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio