Il Private Banking italiano si candida a essere protagonista della Savings and Investments Union con un potenziale di mobilitazione di 85 miliardi di euro fermi in liquidità, con forti effetti su crescita, gettito fiscale e rapporto debito-PIL. E dal XXI Forum dell’Associazione arriva anche la proposta di un Euro Cashback per investire in progetti strategici europei con ricadute positive per le PMI dei Paesi membri
La XXI edizione del Forum AIPB ha rimesso al centro del dibattito il ruolo cruciale del risparmio privato nella costruzione della Savings & Investments Union (SIU), l’iniziativa europea pensata per trasformare la liquidità detenuta delle famiglie in risorse a sostegno della crescita. Il Forum, tenutosi a Milano presso Borsa Italiana, ha riunito i vertici della catena del valore dell’asset&wealth management per affrontare il tema strategico di una più efficace mobilitazione delle risorse finanziarie.
Risparmio privato, una risorsa strategica e l’Italia è in prima linea
Con 4.000 miliardi di euro di ricchezza finanziaria investibile, di cui circa 1.400 miliardi parcheggiati sui conti corrente, l’Italia rappresenta uno degli snodi strategici per il successo della SIU. Secondo le stime del Centro Studi AIPB realizzate in collaborazione con Prometeia, allinearsi agli standard dei Paesi europei più evoluti (Svezia, Danimarca, Finlandia, Belgio) in termini di allocazione permetterebbe di liberare 233 miliardi di euro oggi detenuti in liquidità. Una riallocazione che genererebbe, entro il 2040, 154 miliardi di nuova ricchezza, 64 miliardi di consumi aggiuntivi, 25 miliardi in investimenti e una crescita cumulata del PIL pari a +0,31 punti percentuali.
Andrea Ragaini, presidente AIPB
Andrea Ragaini, presidente AIPB, ha ricordato quindi il peso del nostro Paese nel panorama europeo del risparmio: “L’Italia può e deve ricoprire un ruolo rilevante nella SIU, in quanto rappresenta il 14% della ricchezza finanziaria delle famiglie europee. Le famiglie italiane private possono contribuire in modo decisivo a rilanciare l’economia reale del continente”.
Le proposte AIPB: riforme normative e l’idea di un Euro Cashback
Il Private Banking italiano, con 1.355 miliardi di asset in gestione nel 2025 e una crescita media annua del 7,2% dal 2007, può incidere in modo determinante. Le famiglie Private, pari al 3% dei nuclei italiani, detengono infatti il 36% della liquidità riallocabile. Secondo le simulazioni, al 2040 potrebbero generare il 49% della nuova ricchezza (76 miliardi), il 71% dell’aumento di consumi e investimenti (rispettivamente +45 e +18 miliardi) e il 68% dell’impatto positivo sul PIL (+0,21 punti percentuali).
Per raggiungere questi obiettivi, AIPB ha avanzato due proposte. La prima è di tipo normativo e prevede, tra le altre misure, l’introduzione di una nuova categoria intermedia di investitori tra retail e professionali, in grado di accedere a prodotti di economia reale tramite consulenza qualificata. L’Associazione ha presentato inoltre l’idea di un Euro Cashback: chi sceglie di finanziare progetti privati per infrastrutture strategiche europee (transizione energetica, digitale e difesa), riceverebbe un credito immediato del 30% dell’importo investito, sotto forma di voucher o token digitale finanziato da debito comune europeo. La novità principale è che almeno metà di questo “Euro Cashback” dovrebbe essere reinvestita in azioni di PMI quotate nel Paese di residenza dell’investitore, generando così un doppio vantaggio: più capitali privati per i progetti europei e più risorse per le imprese nazionali.
Il ruolo di asset manager e assicurazioni
Maria Luisa Gota, presidente Assogestioni
Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni, ha sottolineato nel corso dell’evento come la SIU rappresenti una grande opportunità a patto di un impegno nel rafforzare e favorire gli investimenti di lungo termine, in particolare quelli in previdenza complementare. “Il successo della Savings and Investments Union è legato a doppio filo allo sviluppo della previdenza complementare e a come verrà concretizzata la Raccomandazione della Commissione Europea sui Saving Investment Account, che riteniamo debbano essere pensati per essere proposti nell’alveo della consulenza. Ma soprattutto, la previdenza complementare rappresenta uno snodo necessario e indispensabile per dare un boost all’investimento di lungo termine. Assogestioni da tempo porta avanti il dialogo con gli stakeholder istituzionali su proposte concrete per una riforma del secondo pilastro ormai non più rinviabile”, ha affermato.
Giovanni Liverani, presidente ANIA
“Canalizzare il risparmio verso impieghi produttivi è strategico per l’unione e accogliamo con favore i segnali di una volontà politica per fare di più”, ha commentato sul tema SIU Giovanni Liverani, presidente ANIA. “Perché possano essere mobilitati, i risparmi devono trovare prodotti con un profilo che combini nella maniera più corretta le variabili di rischio, durata e rendimento. In tal senso notiamo una forte corrispondenza fra le priorità dell’Unione e l’investimento assicurativo e per questo confidiamo di avere un ruolo centrale in questo progetto comunitario. Ciò che è necessario per la sua riuscita è una combinazione di incentivi fiscali- normativi e di azioni volte a migliorare l’educazione finanziaria dei risparmiatori, oltre, ovviamente, al lavoro svolto dalla consulenza e dal private banking nell’accompagnare le scelte degli investitori”, ha completato.
L’insieme delle proposte e delle riflessioni emerse al Forum, in cui sono intervenuti anche Dante Roscini (Harvard Business School) Enrico Letta (Presidente Arel e Presidente dell’Istituto Jacques Delors) Loredana La Pace (country head Italia Goldman Sachs Asset Management), Giovanni Sandri (country head Italia e head of Southern Europe Blackrock) e Cinzia Tagliabue (CEO Amundi Italia), dimostrano l’attenzione della catena del valore dell’asset & wealth management per rendere la SIU una vera infrastruttura europea per il rilancio della competitività, valorizzando il risparmio come risorsa attiva per lo sviluppo.
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