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Il capoluogo lombardo si conferma tra le dieci città più costose al mondo. Singapore in vetta. E mentre i prezzi per gli Hnwi scendono, cresce l’attenzione alla longevità, sia fisica che finanziaria
Milano si conferma tra le dieci città più care al mondo e diventa sempre più attrattiva per i super ricchi in cerca di residenza, in particolare per quelli in fuga da Londra. È quanto emerge dal Global Wealth and Lifestyle Report 2025 di Julius Baer, che per la prima volta mostra un’eccezionale diminuzione dei prezzi del 2% in dollari e una crescente attenzione da parte dei milionari alla longevità, sia fisica che finanziaria, come fattore chiave nelle decisioni relative al patrimonio e allo stile di vita.
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Prezzi giù. Singapore sempre in vetta
In un contesto di rallentamento dei consumi, tensioni geopolitiche e controversie commerciali, gli high net worth individual, cioè coloro con un patrimonio superiore al milione di dollari, stanno riadattando le proprie priorità. E, per la prima volta dal suo lancio, il report di Julius Baer registra un calo dei prezzi (-2%), tanto più sorprendente in un segmento che tradizionalmente ha sempre superato la crescita media dell’inflazione. Colpa soprattutto del costo dei beni, arretrato in media del 3,4%, mentre i servizi sono diminuiti solo leggermente (-0,2%). Resta comunque altamente competitiva la classifica delle città più costose al mondo per gli Hnwi, con Singapore salda al primo posto, seguita da Londra. Chiude il podio Hong Kong, mentre si registrano movimenti significativi altrove: Bangkok e Tokyo guadagnano entrambe sei posizioni e Dubai continua la sua ascesa.
Milano decima e sempre più attrattiva per gli Hnwi
Milano si conferma al decimo posto nella Julius Baer Lifestyle Index 2025, subito dopo Parigi (9°). Tra le città europee è superata anche da Londra (2°), Monaco (4°) e Zurigo (5°), ma si mantiene al di sopra di città come Francoforte (19°) e Barcellona (15°). Il report evidenzia poi come l’Italia stia cercando attivamente di attrarre milionari. E lo dimostrano proprio gli sforzi “altamente pubblicizzati” del capoluogo lombardo per sedurre residenti di alto profilo. Se da un lato, flat tax e altre agevolazioni fanno da richiamo, dall’altro le riforme fiscali introdotte dal governo Labour nel Regno Unito hanno ridotto l’appeal della capitale britannica, facendo emergere la città meneghina come una delle destinazioni privilegiate per l’elite globale.
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La rivincita dell’area Emea
A livello regionale, le città dell’area Emea sono tornate a occupare un posto di rilievo nella classifica globale, rappresentando più della metà delle prime dieci posizioni. Londra guida dal secondo posto, mentre Monaco e Zurigo guadagnano entrambe una posizione, piazzandosi rispettivamente quarta e quinta. Dubai è salita di cinque gradini, raggiungendo il settimo posto e consolidando il suo ruolo di concorrente credibile tra i tradizionali centri della ricchezza. Milano e Francoforte mantengono le loro posizioni, mentre Parigi scende leggermente. Johannesburg rimane in fondo, nonostante alcuni aumenti di prezzo. Secondo gli analisti di Julius Baer, l’andamento dei prezzi nell’area Emea è stato complessivamente moderato, con i prezzi in valuta locale che sono rimasti stabili o sono addirittura diminuiti in città come Zurigo. L’aumento più significativo nella regione si è registrato a Parigi, dove l’incremento dei costi per viaggi e hospitality ha portato a un balzo del 5% su base annua. Anche l’istruzione privata a Londra ha subito un’impennata, trainata da recenti cambiamenti legislativi.
Tiene l’Apac
Singapore rimane la città più costosa al mondo, sottolineando l’importanza continua della regione Asia Pacifica. L’Area ha registrato solo lievi cali dei prezzi, pari all’1% in media, risultando la più stabile tra tutte quelle analizzate. Per quanto riguarda le classifiche, Bangkok e Tokyo hanno compiuto i maggiori balzi, scalando entrambe sei posizioni, rispettivamente all’11° e al 17° posto. Al contrario, Shanghai è scesa dal quarto al sesto gradino. Nella Regione, la spesa per i beni rimane elevata, anche se le preferenze dei consumatori continuano a evolversi. In particolare, il prezzo della tecnologia è diminuito drasticamente (con un calo del 21,4%), mentre i voli in business class sono aumentati del 12,6%. La crescente ricchezza della popolazione Hnwi, unita a un interesse sempre maggiore per la salute, il benessere e le esperienze, continua poi a plasmare i modelli di spesa.
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New York regina
Nelle Americhe, New York mantiene la sua leadership come città più alta in classifica (ottava a livello globale). Miami è salita di due posizioni, raggiungendo il tredicesimo posto, mentre San Paolo e Città del Messico sono entrambe scese. Mentre i prezzi medi dei beni in dollari sono diminuiti, la Regione ha registrato alcuni dei maggiori aumenti nei voli in business class (+39,3%) e nelle suite degli hotel (+17,5%). Questi incrementi hanno spinto significativamente i costi di viaggio e hospitality, che ora risultano essere il 41% più cari rispetto alla media globale. In particolare, gli aumenti dei prezzi in valuta locale sono stati molto più marcati in America Latina, dove Città del Messico e Santiago hanno registrato balzi rispettivamente fino al 16% e al 15%.
Come sono cambiati i prezzi
L’indice 2025 riflette poi tendenze divergenti tra le diverse categorie. Il calo più marcato a livello globale si è registrato nella tecnologia (-22,6%), a seguito di riduzioni su prodotti come i MacBook. Al contrario, i voli in business class hanno registrato l’aumento più significativo (+18,2%), spinto dai cambiamenti nei modelli di business delle compagnie aeree, dalla limitata disponibilità di veivoli e dalla domanda costante per viaggi premium. Anche i costi dell’istruzione privata sono aumentati notevolmente (+5,1%), in particolare a Londra, a seguito delle modifiche all’IVA sulle rette scolastiche private. Gli orologi hanno registrato un aumento del 5,6%, riflettendo la continua domanda di modelli rari e che possano rappresentare un buon investimento.
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Longevità al centro
Lo studio mostra poi profondi cambiamenti negli atteggiamenti e nei comportamenti dei milionari a livello globale. In un contesto di crescenti incertezze, gli Hnwi stanno infatti bilanciando sempre più il desiderio di godersi la vita ora con la pianificazione a lungo termine per il futuro. Un risultato chiave di quest’anno è proprio l’attenzione quasi universale alla longevità. Una quota tra l’87% (Nord America) e il 100% (Apac) degli intervistati vuole infatti adottare attivamente misure per prolungare la propria aspettativa di vita: da uno stile di vita più sano all’esplorazione di interventi all’avanguardia come la terapia genica e i trattamenti criogenici. Contemporaneamente, la longevità finanziaria è diventata una preoccupazione altrettanto importante, con la maggior parte che si dice disposta a modificare le proprie strategie patrimoniali di fronte a un’aspettativa di vita più lunga.
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In quest’ottica, la creazione di ricchezza rimane la massima priorità a livello globale, ma la conservazione del patrimonio ha acquisito maggiore importanza. Soprattutto in Europa e Nord America, dove prevale un approccio agli investimenti più conservativo. Al contrario, gli Hnwi della regione Asia-Pacifico, del Medio Oriente e dell’America Latina continuano ad accettare livelli di rischio più elevati e a diversificare i portafogli in linea con i propri valori personali e le tendenze globali emergenti. Infine, nel complesso il report conferma il continuo spostamento dal consumo materiale verso le esperienze. Mentre la spesa per beni di lusso si è attenuata, la domanda per la ristorazione di alto livello, i viaggi esclusivi e le esperienze su misura rimane elevata. Questo riflette un’evoluzione più ampia nel modo in cui gli Hnwi definiscono il concetto di lusso, ormai sempre più orientato allo stile di vita, al benessere e a esperienze significative, piuttosto che al possesso di beni.
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