Il fund manager sovrappesa l’Italia nel portafoglio di obbligazioni verdi e sostenibili. “Il BTP green è un esempio dell’interesse che l’emissione ha suscitato negli investitori non solo nel nostro Paese”, afferma
Massimo Spagnol, gestore del comparto Generali Investments Sicav (GIS) SRI Euro Green & Sustainable Bond
Nel corso degli ultimi anni il mercato dei green e sustainable bond ha mostrato numeri di crescita a doppia cifra. Le stime di CBI (Climate Bond Initiative) indicano un ammontare di 5mila miliardi entro il 2025.
“L’attenzione e il commitment che mostrano gli investitori a livello globale sono chiari ed esprimono un trend in rapida crescita”, spiega a FocusRisparmioMassimo Spagnol, gestore del comparto Generali Investments Sicav (GIS) SRI Euro Green & Sustainable Bond, un comparto che investe almeno il 70% del patrimonio in emissioni obbligazionarie con obiettivi di sostenibilità (articolo 8 Sfdr) ricorrendo ad analisi che, oltre ai tradizionali criteri finanziari, si arricchiscono di un filtro Esg. L’indice di riferimento è il Bloomberg-Barclays MSCI Euro Green Bond Index.
Cambi recenti e posizionamento attuale
Al momento il posizionamento del portafoglio sovrappesa rispetto al benchmark i Paesi periferici dell’Eurozona, Italia e Spagna su tutti. Per quanto riguarda la posizione sull’Italia, questa è stata recentemente incrementata ad ottobre facendo ricorso alla seconda tranche del BTP green emesso per la prima volta dal Tesoro a marzo 2021.
“Il BTP green e successivamente il primo green bond dell’Unione europea sono due esempi di successo del green market a livello internazionale. Infatti, le statistiche finali del Tesoro indicano che il 46% del BTP green è stato sottoscritto da investitori stranieri, numeri che fanno capire la portata dell’interesse che l’emissione ha suscitato negli investitori non solo nel nostro Paese”, commenta Spagnol.
A livello corporate, attualmente le preferenze dei fund managers del comparto GIS SRI Euro Green & Sustainable Bond ricadono sul settore finanziario. In termini di rating il posizionamento del comparto si colloca tra la singola A e la BBB “assicurando così – spiega Spagnol – quello che consideriamo un maggiore equilibrio fra necessità di rendimento e diversificazione del rischio”.
Opportunità future
Ed è proprio questa combinazione del tradizionale rapporto rischio-rendimento uno degli aspetti più importanti che caratterizza la strategia. “Grazie a questo approccio il comparto è stato in grado di affrontare le turbolenze di mercato di marzo e aprile 2020. Ci sono volute solo poche settimane prima di riuscire a recuperare dal drawdown massimo grazie a una gestione operativa molto efficiente della volatilità”, afferma
“Alla fine del 2020 l’ammontare di carta green è stato pari a 285 miliardi di dollari a livello globale mentre quest’anno si avvia verso una chiusura a 400 miliardi di emissioni sul primario. L’aspettativa per il prossimo anno è di arrivare a 560 miliardi e crediamo che l’Unione Europea possa diventare il player più importante a livello globale in questo mercato”, conclude Spagnol.
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