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“Occorre mobilitare i capitali privati europei, oggi sottoutilizzati, per finanziare lo sviluppo e contrastare lo squilibrio globale”, spiega l’esperto
Dante Roscini, professore alla Harvard Business School, apre una finestra di scenario sull’evoluzione economica e geopolitica del mondo occidentale. Intervenendo al Forum AIPB 2025, l’accademico ha affrontato con toni schietti e diretti l’attuale quadro americano sotto la seconda amministrazione Trump, definendolo “uno sconvolgimento che sta toccando i valori fondanti del Paese, rendondolo a volte irriconoscibile… verrebbe da dire con Morricone, C’era una volta l’America”. Un quadro segnato da uno “stile imprevedibile” del Presidente, “un approccio senza precedenti, molto aggressivo e ai limiti della legalità”, accompagnato da una comunicazione che si muove quasi esclusivamente tramite social network e da una strategia politica definita nel controverso piano Project 2025.
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Il neo-isolazionismo USA
Le scelte radicali della nuova amministrazione statunitense, ha sottolineato Roscini, hanno già modificato profondamente i rapporti internazionali: “Trump ha deciso di perseguire un certo neo-isolazionismo, con il rigetto di gran parte delle regole che hanno guidato le relazioni internazionali fino a questo momento”. La linea seguita dalla Casa Bianca ha visto il ritiro unilaterale da trattati globali, un drastico ridimensionamento degli aiuti esteri, e l’adozione di “tariffe estremamente più alte di quelle in vigore da decenni, in un esperimento macroeconomico senza precedenti”. Con uno stile provocatorio, Roscini ha ricordato casi simbolici come “i dazi all’isola popolata solo da pinguini”, per enfatizzare quanto l’approccio alle politiche commerciali americane sia divenuto erratico e distaccato dalla logica economica…

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