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Hsbc: il 79% degli entrepreneur con patrimoni elevati aumenterà la spesa. In media verrà impiegato un quinto del fatturato. Il sentiment resta ottimista e sostiene l’attività di M&A e l’internazionalizzazione
Ben 367 miliardi di dollari. È la cifra mostre che gli imprenditori con patrimoni elevati prevedono di investire nell’intelligenza artificiale nel corso del prossimo anno. Lo rivela il ‘Global entrepreneurial wealth report 2026’ di Hsbc, secondo cui l’intenzione di destinare all’AI un quinto del fatturato è sostenuta sia dall’ottimismo sulle prospettive delle proprie aziende sia dalla convinzione che le nuove tecnologie siano in grado di aprire nuove opportunità di crescita.
Più AI e più dipendenti
La ricerca, condotta a livello globale su oltre tremila imprenditori e founder con patrimoni elevati (Hnw) e molto elevati (Uhnw), mostra che quattro su cinque (79%) intendono incrementare gli investimenti legati all’AI all’interno della propria attività principale, prevedendo di impiegare in media il 21% del proprio fatturato annuo. Questo non si tradurrà in un taglio dell’organico, anzi: quasi la metà (44%) prevede che l’integrazione delle nuove tecnologie porti a un aumento del numero di dipendenti nei prossimi due anni, mentre appena il 23% si aspetta una riduzione. La principale ragione che spinge a potenziare l’utilizzo dell’AI è l’aumento della produttività dei lavoratori (43%). “L’intelligenza artificiale rappresenta il nuovo banco di prova della mentalità imprenditoriale, un ambito in cui founder e imprenditori fanno ciò che sanno fare meglio: trasformare la disruption in opportunità”, afferma Ida Liu, ceo di Hsbc Private Bank. A suo parere, ad avere maggior successo saranno quelli in grado di “combinare investimenti ambiziosi con una capacità di execution disciplinata, utilizzando l’AI per rafforzare la resilienza e cogliere opportunità in tutto il mondo”.
Imprenditori ottimisti nonostante tutto
La propensione ad investire per la crescita si spiega con un radicato sentiment di fiducia che continua a resistere nonostante l’incertezza del contesto economico e geopolitico. Ben il 95% si dichiara infatti positivo sulle prospettive del proprio business e il 90% ritiene che il proprio patrimonio personale aumenterà nei prossimi dodici mesi. Inoltre, sebbene in calo dal 54% del 2025, il 49% continua a dirsi ‘molto ottimista’. Ad avere una visione rosea sono soprattutto le donne Uhnw di età compresa tra i 18 e i 34 anni: tre quarti (74%) di loro ritengono che il proprio patrimonio migliorerà significativamente, contro una media globale del 44%.
Forte attività di M&A e stile internazionale
Da segnalare, poi, come tanto ottimismo stia sostenendo una forte attività di fusioni e acquisizioni. Oltre quattro su cinque (83%) stanno valutando operazioni e circa la metà (52%) intende acquisire un’azienda nel proprio mercato nel corso del prossimo anno. Il 43% punta invece ad espandersi in nuovi mercati. Inoltre, stando al report, gli imprenditori hanno ormai uno stile di vita fortemente internazionale: il 72% risiede in più di un Paese nel corso dell’anno e il 70% prevede di trasferirsi o di aggiungere un’ulteriore residenza in un nuovo Stato nei prossimi dodici mesi.
I timori
Ovviamente le preoccupazioni non mancano. In particolare, un terzo (32%) teme di non trovare il giusto equilibrio tra godere del proprio patrimonio e farlo crescere. I principali crucci finanziari riguardano invece la volatilità dei mercati (31%), l’inflazione (30%) e il rischio di compiere scelte di investimento irreversibili (29%).
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