Continua il rally dei titoli di Stato europei, con in testa i Btp dell’Italia del governo giallorosso. Ma per il futuro servono nuove idee da parte della Bce e una politica fiscale europea condivisa e più lasca
James Ringer, gestore parte del team global multi sector di Schroders
“In tal senso, ci aspettiamo che durante il meeting di settembre verrà annunciato un pacchetto di misure” afferma James Ringer, gestore parte del team global multi sector di Schroders. Tuttavia, sottolinea il fund manager, alla luce delle attuali aspettative del mercato “c’è la possibilità che la Bce deluderà i mercati, dato che alcuni policymaker hanno espresso sempre maggiori preoccupazioni riguardo al livello giustificabile di stimolo monetario”.
Investire in obbligazioni governative europee oggi conviene?
Ci sono sicuramente opportunità nel segmento dei titoli di Stato europei per i gestori attivi. La curva dei titoli di Stato europei resta ripida rispetto ad altri mercati principali, creando opportunità di generare extra rendimenti attraverso il carry e il roll-down (che permette di guadagnare sui prezzi, via via che passa il tempo e i rendimenti diminuiscono). Per esempio, restiamo costruttivi sul mercato obbligazionario francese sul lungo termine.
Come investite nei bond governativi della periferia?
Dato che la domanda degli investitori è guidata dai rendimenti, continuiamo a favorire il mercato dei titoli di Stato dei Paesi europei non-core. Siamo stati a lungo sostenitori del debito spagnolo, alla luce della situazione positiva dell’economia a livello strutturale e del contesto politico meno disruptive rispetto ad altri Paesi. Tuttavia, siamo consapevoli del fatto che questo mercato è molto presente nei portafogli e quindi potrebbe essere vulnerabile a cambiamenti nel sentiment degli investitori.
E l’Italia con i suoi Btp, attualmente in fase rally?
L’Italia in confronto è un mercato meno affollato e nonostante il perdurare dei rischi politici siamo pronti a tollerare una certa volatilità di breve termine, viste le valutazioni attraenti e la protezione significativa rappresentata dai rendimenti più elevati di questo segmento.
Quali sono le prospettive dell’economia europea alla luce delle ultime dichiarazioni dei maggiorenti della Bce, e in vista del meeting di giovedì 12?
Stiamo mettendo in discussione l’efficacia di un atteggiamento ancora più accomodante per rilanciare l’economia reale, dal momento che i rendimenti obbligazionari sono già così bassi. Sarà importante vedere che meccanismo di segnalazione sarà utilizzato dalla Bce e se il messaggio di continuo supporto sarà comunicato in maniera efficace.
Il Vecchio Continente entrerà in recessione?
Sta diventando sempre più evidente che la debolezza a cui stiamo assistendo nel settore manifatturiero riflette ampiamente l’indebolimento della domanda esterna, compresa la minaccia di dazi per il settore automobilistico e le prospettive di una Brexit disordinata. Finora, il settore dei servizi è rimasto resiliente rispetto alla debolezza del settore manifatturiero, resta tuttavia il rischio che questa debolezza potrebbe riversarsi anche sull’economia più in generale.
Quali sono i fattori chiave e le sfide principali da qui al 2020? Quali aree del mercato destano preoccupazione?
La politica fiscale sta guadagnando sempre più popolarità tra gli stati membri. Anche se riteniamo che l’azione dei Paesi dell’Eurozona sarà più limitata rispetto ad altri Paesi, vista la mancanza di integrazione fiscale e i limiti a livello di budget, pensiamo che nei casi in cui un allentamento della politica fiscale sarà perseguibile a livello pratico, ciò dovrebbe aiutare a generare un risultato economico positivo. Abbiamo visto diversi segnali di tentativi della Germania di avanzare una risposta fiscale se la situazione economica dovesse deteriorarsi ulteriormente. La natura reazionaria di questa politica potrebbe significare che sarà probabilmente necessario un deterioramento delle condizioni economiche per indurre ad intraprendere azioni significative e riteniamo che questa sequenza di eventi sarà importante per la reazione dei mercati. Un cambiamento significativo delle aspettative sulle politiche fiscali in Europa porterebbe a cambiamenti per l’outlook 2020. Nel breve termine, la preoccupazione maggiore è rappresentata dal fatto che la debolezza in Europa è stata causata soprattutto da venti contrari esterni, quindi ci si chiede se una spinta all’economia domestica possa controbilanciare la debolezza della domanda esterna.
Resta da sciogliere il nodo delle relazioni commerciali tra Usa e Cina. Che effetti ha quest’incertezza sulla crescita e sul sentiment di mercato in Europa?
Senza dubbio le prolungate tensioni commerciali tra Usa e Cina stanno avendo un impatto negativo sugli investitori e sul sentiment delle aziende, con il settore manifatturiero tedesco che sta particolarmente soffrendo a causa della sua alta correlazione con il commercio globale. Finora, l’occupazione nel settore manifatturiero è rimasta relativamente resiliente, tuttavia una debolezza continuativa in questo settore creerà inevitabilmente venti contrari e qualsiasi calo a livello di mercato del lavoro potrebbe intaccare anche altri settori più significativi e sensibili al consumo. Inoltre, consideriamo anche il rischio che gli Stati Uniti estendano le tensioni commerciali all’Europa. Il settore automobilistico probabilmente sarà considerato come target, pesando ulteriormente sul settore manifatturiero tedesco e su quei Paesi che sono compresi all’interno della sua supply chain. Tuttavia, per i Paesi esportatori, forse la preoccupazione più immediata è la possibilità di una Brexit disordinata.
La società vede nel boom delle emissioni degli hyperscaler un possibile cambio di paradigma per il reddito fisso: mentre le aziende tech finanziano investimenti destinati a generare ricavi, i governi affrontano fabbisogni crescenti legati soprattutto alla spesa corrente
Per il gestore della casa, il mercato obbligazionario è oggi più solido che nell’ultimo decennio. Ma la pressione sul decennale USA e gli spread compressi rendono meno remunerativo il beta. Spazio allora alla selezione, con finanziari e inefficienze di mercato nel mirino
La casa svizzera resta positiva sulle Borse nonostante l’inflazione persistente e l’incertezza geopolitica. Sovrappeso su emergenti, Giappone e banche europee. Sul credito la selezione premia duration breve, high yield e CLO, mentre gli hyperscaler restano fuori dai portafogli. Attenzione anche all’oro
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Prevista una leggera frenata nel secondo semestre rispetto al primo. Hyperscaler e finanza strutturata in testa. Intanto il picco delle scadenze del debito speculativo si è spostato al 2031
Boom di domanda per i tre titoli in valuta Usa emessi dal Tesoro. I gestori: ecco qual è la strategia di Roma e a cosa devono guardare gli investitori europei. Il Treasury? Resta centrale
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
Monica Defend, responsabile dell’Amundi Investment Institute, e Vincent Mortier, cio di Amundi, tracciano la rotta per i prossimi mesi: disciplina, diversificazione e uno sguardo lungo
Secondo Schroders, la struttura stessa degli indici obbligazionari e le inefficienze del mercato del credito stanno spingendo sempre più investitori verso strategie attive. Un cambio di approccio che trae ulteriore forza da un contesto fatto di valutazioni elevate e crescente incertezza macroeconomica
Secondo Edwin Wilches, managing director della società, il segmento offre rendimenti interessanti con elevati livelli di protezione. Ma sconta ancora la diffidenza del mercato. Nella revisione normativa la chiave per rilanciarlo. Intanto focus sulle CLO
Per il gestore della casa, il reddito fisso si prepara a tornare una componente strategica dei portafogli. E i bond a breve termine rappresentano una soluzione efficace per costruire esposizioni poco rischiose. Ma, in tempi di incertezza, servono qualità e pazienza nella selezione delle opportunità
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio