Le consistenze patrimoniali di marzo diffuse da Assoreti mostrano masse in crescita del 9,4% annuo, sostenute dalla crescita dai fondi e dei prodotti assicurativo-previdenziali. Obbligazionari, gestioni flessibili ed ETP guidano i flussi, mentre resta elevata la liquidità detenuta sui conti
Le reti dei consulenti finanziari chiudono il primo trimestre del 2026 con patrimoni in consolidamento e una crescente incidenza del risparmio gestito sui portafogli della clientela. È quanto emerge dai dati di Assoreti sulle consistenze di marzo, che mostrano come le masse del settore abbiano chiuso il mese in crescita del 9,4% a quota 1.003 miliardi di euro. Una fotografia che conferma la progressiva evoluzione del modello di servizio verso i prodotti assicurativo-previdenziali, ma a fronte di una costante rilevanza della liquidità.
Come riporta l’associazione guidata da Massimo Doris, la componente finanziaria e assicurativa-previdenziale del portafoglio è valorizzata a 866 miliardi di euro (+10,5% a livello tendenziale) ed è arrivata a rappresentare l’86,3% del patrimonio totale. Nel dettaglio, il controvalore dei prodotti di risparmio gestito è salito del 9,6% e ha raggiunto i 618 miliardi di euro con un’incidenza del 61,6% sulle masse totali mentre quelli amministrati si attestano a 248 miliardi (24,7%). In salita però anche la liquidità, che ha raggiunto i 137 miliardi di euro (+3,1% anno su anno) e ora incide per il 13,7% sul totale degli asset under management. La quota di portafoglio coperta dal servizio di consulenza con fee specifica si attesta infine a 157 miliardi, con un ampliamento dell’1,1% rispetto a fine dicembre (+16,7%) e un peso del 15,7%.
Più gestito, consulenza evoluta ma anche liquidità
All’interno di questa componente, il risparmio gestito continua a rappresentare la quota principale: 618 miliardi di euro, pari al 61,6% delle masse complessive. E se è vero che il dato trimestrale testimonia un arretramento dello 0,9%, sui 12 mesi il comparto è cresciuto del 9,6%. Gli strumenti finanziari amministrati sono saliti invece a 248 miliardi, in aumento dello 0,2% dal periodo precedente e del 12,9% su base annua, arrivando a pesare per il 24,7% del portafoglio totale. In crescita anche la liquidità detenuta dai risparmiatori, che ha raggiunto i 137 miliardi (13,7% sul totale) e si è così resa protagonista di un incremento tendenziale del 3,1% su base annua. Ma è stata anche l’espansione della consulenza a parcella: la quota di patrimonio coperta da servizi di advisory con fee specifica è infatti salita a 157 miliardi, in aumento del 16,7% e ora rappresenta ora il 15,7% del patrimonio. Secondo Doris, la capacità delle reti di mantenere stabile le masse in una fase di forte volatilità dimostra la “solidità di un modello basato su diversificazione ma anche pianificazione di lungo periodo e rapporto continuativo con il cliente”. Doris ha sottolineato inoltre come, proprio nei momenti di maggiore incertezza, emergano il valore dei professionisti e la capacità di mantenere gli investimenti nel tempo.
Fondi e gestioni: crescono obbligazionari e flessibili
Nel dettaglio del risparmio gestito, i fondi comuni di investimento collocati direttamente risultano valere 277 miliardi di euro: un dato in calo dell’1,3% nel trimestre ma in crescita del 10,9% rispetto a un anno fa, che porta il loro sul patrimonio totale al 27,6%. La volatilità dei mercati ha colpito soprattutto i fondi azionari, protagonisti di una flessione congiunturale del 4,3% a 97 miliardi e che ora rappresenta il 9,7% delle monte masse. Segno più invece per i comparti obbligazionari, sostenuti da una raccolta positiva: il valore della categoria ha infatti raggiunto i 90 miliardi, con un incremento dello 0,7% nel trimestre. Espansione anche per le gestioni collettive flessibili, salite fino a 47 miliardi di euro (+3%) per un incidenza del 4,7% sul dato complessivo, mentre quelle individuali si attestano a 101 miliardi di euro (+0,9% congiunturale e + 9,1% tendenziale). Il comparto continua a mostrare un sostanziale equilibrio tra GPF e GPM: le prime valgono 50,6 miliardi di euro, le seconde 50,5 miliardi.
Assicurativo-previdenziale stabile a quota 240 miliardi
Il comparto assicurativo e previdenziale ha raggiunto i 240 miliardi di euro, con una flessione dello 0,4% nel trimestre ma in crescita dell’8,3% rispetto a marzo dello scorso anno. Una dinamica che fa restare l’incidenza del comparto sul patrimonio totale resta al 23,9%. Particolarmente positivi il dato sulle polizze vita tradizionali, cresciute dell’1,2%, e quello relativo ai fondi pensione, in aumento dell’1,8%. Più debole invece l’andamento delle unit linked e dei prodotti multi-ramo, penalizzati dalle performance negative dei mercati finanziari. Ma il peso delle reti si è rafforzato anche nel mercato degli OICR aperti, con il contributo complessivo che è arrivato a 508 miliardi di euro attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote. L’incidenza sul patrimonio totale di sistema, pari provvisoriamente a 1.329 miliardi, risulta così al 38,3% dal 36,6% di fine marzo 2025.
Titoli di Stato ancora protagonisti nel risparmio amministrato
Nel comparto del risparmio amministrato, i titoli di Stato si confermano la componente più rilevante con 91 miliardi di euro, in crescita del 3,5% rispetto al trimestre precedente e del 12,4% su base annua. Il loro peso sul patrimonio complessivo raggiunge il 9%. I titoli azionari si attestano invece a 72 miliardi di euro, in calo del 3% nel trimestre ma in aumento del 13,3% rispetto a un anno fa, con un’incidenza del 7,2% sul totale. Continua infine l’espansione degliexchange traded product, che raggiungono 26 miliardi di euro. La crescita è del 5,8% nel trimestre e addirittura del 42% su base annua, portando il peso di questi strumenti al 2,6% del patrimonio complessivo.
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