Aipb: crescita del 14,1%. Merito dell’effetto mercato (+6,3%), della raccolta (+4,5%) e dei cambiamenti organizzativi (+3,3%). Continua la ricomposizione dei portafogli verso l’amministrato. L’asset mix privilegia i fondi comuni
Che per il private bankingitaliano il 2024 sarebbe stato da incorniciare era chiaro già a giugno, quando in sei mesi erano state superate le previsioni per fine dicembre. Ora c’è però la conferma ufficiale: l’anno scorso si è chiuso con un nuovo recorddi masse in gestione a quota 1.257 miliardi di euro, in aumento del 14,1% rispetto al 2023, pari a 156 miliardi. Il balzo, che ha fatto ampiamente superare le attese fissate a 1.242 miliardi, è il risultato di una serie di fattori positivi. Primo fra tutti l’effetto mercato, che contribuito con 69 miliardi (+6,3%), seguito a stretto giro dalla raccolta netta, in crescita a 49 miliardi (+4,5%), e poi dai cambiamenti organizzativi, che hanno avuto un impatto positivo per 37 miliardi (+3,3%). Lo certificano i dati consuntivi rilevati dall’Ufficio Studi dell’Associazione Italiana Private Banking (Aipb).
Andrea Ragaini, presidente di Associazione Italiana Private Banking
“Un’industria che cresce sa intercettare i bisogni ed è in grado di fornire risposte adeguate: il private banking prosegue il suo trend di crescita grazie al connubio di questi elementi che poggiano su un modello di consulenza patrimoniale in grado di supportare i clienti nella pianificazione e nella protezione dei loro progetti di vita”, commenta il presidente di Aipb Andrea Ragaini. Che sottolinea come la consulenza professionale stia diventando sempre più centrale in un contesto di bassa natalità e di un’aspettativa di vita sempre più lunga ed attiva. “La fiducia degli investitori nel valore degli investimenti è la leva per favorire la crescita della ricchezza private, anche con uno sguardo al ‘dopo di noi’: uno dei compiti dell’industria sarà quello di supportare i clienti in questo percorso, indicando la strada verso scelte filantropiche in grado di creare valore artistico e sociale per il Paese”, aggiunge.
Segno più in tutti i trimestri
Ogni periodo dell’anno ha contribuito positivamente all’incremento delle masse: +6,3% nel primo trimestre, +2,2% nel secondo, +3,3% nel terzo e +1,7% nel quarto. Nella seconda metà dell’anno i risultati in crescita sono stati guidati sempre dalla raccolta netta (+9 miliardi nel periodo luglio-settembre e +11 da ottobre a dicembre) e dall’effetto mercato (rispettivamente +22 e +10 miliardi). Seguono i cambi perimetro avvenuti solo nel terzo trimestre (+9 miliardi).
Il 2024 del private banking
Raccolta del private banking per prodotto durante il 2024. Fonte: Aipb
Quanto ai portafogli, lo scorso anno è proseguita la ricomposizione verso l’amministrato (+0,6% in termini di asset mix sul 2023) che, assieme al gestito (+0,2%), ha guadagnato peso a scapito della raccolta diretta (-0,3%) e dei prodotti assicurativi (-0,5%). L’andamento positivo dei mercati ha sostenuto tutti i comparti, soprattutto la raccolta gestita (+8,7%), mentre l’amministrato ha registrato la miglior performance di raccolta netta (+6,6%). I cambi di perimetro intervenuti nell’anno hanno invece inciso soprattutto sui flussi diretti (+7,3%). Anche in questo caso, l’analisi trimestrale della composizione dei portafogli testimonia una sostanzialmente stabilità.
Nel quarto trimestre la crescita è stata trainata dalla raccolta diretta (+3,6%) e dai prodotti assicurativi (+3%). Il comparto diretto ha beneficiato maggiormente dei flussi netti (+2,6%), mentre l’assicurativo dell’effetto mercato (+1,4%). L’amministrato è rimasto pressoché stabile (+0,3%) ed è l’unico ad aver ottenuto un contributo negativo dalla raccolta netta (-0,7%). Il gestito è cresciuto moderatamente (+1,4%), nonostante l’impatto negativo derivante dai cambi di perimetro (-1,2%). Infine, i prodotti. In chiusura del 2024, l’asset mix privilegia i fondi comuni d’investimento, che rappresentano il 22,9% del totale e hanno messo a segno una crescita dello 0,9% sul 2023. Seguono la liquidità, con una quota del 13,3% (-0,2%), e le gestioni patrimoniali individuali, con il 12,3% (-0,8%). I prodotti obbligazionari pesano complessivamente per il 22,1%, segnando una leggera crescita rispetto all’anno prima quando erano al 21,7%. Stabili invece sia l’azionario (11,1% contro l’11,3% del 2023) sia i prodotti assicurativi (19,5% contro 19,1%).
Nove su dieci nutrono preoccupazioni riguardo agli investimenti nel settore. E sull’utilizzo per le scelte di portafoglio, emergono diverse resistenze. L’Investor Survey 2026 di Janus Henderson Investors
Le consistenze patrimoniali di marzo diffuse da Assoreti mostrano masse in crescita del 9,4% annuo, sostenute dalla crescita dai fondi e dei prodotti assicurativo-previdenziali. Obbligazionari, gestioni flessibili ed ETP guidano i flussi, mentre resta elevata la liquidità detenuta sui conti
Secondo un’indagine di Capital Group, flessibilità e diversificazione sono le nuove priorità degli istituzionali, che continuano a fuggire dai bond USA. Solida la domanda di private credit, mentre sale il ricorso alla gestione attiva
Indagine Moneyfarm: circa il 59% degli investitori conosce l’esistenza del documento, ma solo il 39,5% riesce a reperirlo e solo il 34,1% lo comprende. Sale la quota di chi ne ha discusso con il consulente
Scalable Capital: il 77% degli asset è investito in exchange traded fund, la quota più alta nella Ue. E il 90% dei piani di accumulo è costruito su questi strumenti. Nei prossimi dodici mesi si prevedono circa 1,2 milioni di nuovi clienti (+50%)
Il trasferimento intergenerazionale della ricchezza ridisegnerà prodotti e modelli distributivi. Ma per gli operatori le sfide non mancano, a partire dalla necessità di rinnovare la consulenza. Dalla head of Client Group Italy della casa la ricetta per superarle
Studio Deloitte: i primi tre driver di scelta sono il rendimento atteso, la sicurezza rispetto a un prodotto finanziario tradizionale e la qualità della consulenza ricevuta
Dal rafforzamento del ruolo dell’ESMA ai gruppi europei di gestione, il confronto al Salone del Risparmio tra istituzioni e industria sul nuovo pacchetto UE
Indagine CNP Assicura e AIFIn: solo il 10% si sente preparato per una vita lunga e uno su due teme che avrà bisogno di assistenza. Ma il 56% non ha mai sentito parlare delle polizze Long Term Care
Studio Bcg: nel 2025 gli aum sono saliti dell’11%, ma l’80% dell’incremento dei ricavi è arrivato dall’effetto mercato. "La vera partita ormai si gioca su distribuzione, tecnologia e relazione col cliente”
Grande successo per l’evento ideato da Assogestioni: oltre 20.200 partecipanti tra visitatori in presenza e utenti streaming su FR|Vision. Al centro dell’ultima giornata, l’alfabetizzazione finanziaria. Dal 6 all’8 aprile 2027 la prossima edizione
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio