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Per sei su dieci l’assegno previdenziale sarà troppo basso. E la percentuale sale al 70% tra chi ha tra i 35 e i 54 anni. Tra le principali preoccupazioni anche le spese mediche e la stabilità economica dei figli. La ricerca di Facile.it
Preoccupati, preoccupatissimi, ma ancora restii a prendere in mano la situazione: gli italiani si confermano inerti di fronte al loro futuro pensionistico, nonostante ne siano angosciati. È quanto certifica un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, da cui emerge che ben 38 milioni di nostri connazionali pensano con apprensione all’entità dell’assegno previdenziale che andranno a percepire, ma che appena il 18% ha investito i propri risparmi per far fronte ai suoi timori.
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Lo studio, basato su oltre mille interviste ad individui fra i 18 e i 74 anni, evidenzia anche altre due preoccupazioni dominanti: le spese mediche impreviste e la stabilità economica dei figli. Tutte problematiche che potrebbero essere risolte attraverso una buona pianificazione finanziaria. “Dei buoni comportamenti finanziari si basano da una parte sul risparmio e dall’altra sull’investimento maturo, consapevole e informato. Avere una corretta pianificazione finanziaria in famiglia è fondamentale, non solo per vivere con serenità il presente, ma anche per avere un maggior controllo sul futuro”, sottolinea infatti Maurizio Pescarini, ceo di Facile.it.
Il futuro post-lavorativo spaventa il 70% di chi ha tra i 35 e i 54 anni
Analizzando le paure finanziarie legate al futuro, lo studio indica al primo posto quella di avere una pensione bassa. Questa preoccupazione è condivisa da quasi sei italiani su dieci, ma è particolarmente sentita tra i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 54 anni, fascia in cui la percentuale arriva a sfiorare il 70%. Segue quella relativa a spese mediche impreviste, indicata dal 47% degli intervistati, ma che arriva al 54% tra gli over 65. Chiude il podio la stabilità economica futura dei propri figli. In questo caso i più spaventati sono i giovani genitori, tanto che nella fascia 25-34 anni la percentuale arriva al 38%.
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Non mancano poi le differenze territoriali. Al Nord si è preoccupati maggiormente per l’importo della futura pensione (con un picco del 63,5% nel Nord-Ovest), mentre la stabilità economica dei figli angoscia di più le famiglie del Sud (area dove la percentuale arriva al 37%). La paura di dover sostenere spese mediche importanti, invece, è condivisa in tutta Italia, anche se appare meno sentita nel Nord-Est del Paese (42%). Le donne, in percentuale, hanno più paure finanziarie rispetto agli uomini (94% vs 90%) e, in particolare, temono la bassa pensione e le spese mediche. Il campione maschile, di contro, è più preoccupato per il futuro economico dei figli.
Polizze vita rivalutabili
L’indagine dedica poi un particolare focus alle polizze vita rivalutabili. Se, da un lato, solo il 19% degli intervistati dichiara di conoscerle bene, dall’altro è emerso che si tratta di prodotti particolarmente apprezzati. Tra chi le conosce, più di uno su tre ne ha sottoscritta una (35%). Tra le caratteristiche più gradite da chi ha scelto questo tipo di prodotto ci sono la garanzia di restituzione del capitale investito (38%), la possibilità di riscatto anticipato (26,5%) e quella di designare il beneficiario anche al di fuori dell’asse ereditario (25%). Quasi un assicurato su quattro, infine, apprezza il fatto che si tratti di polizze esenti dalla tassa di successione.
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