In un’economia che peggiora, meglio aumentare la durata finanziaria delle obbligazioni. Secondo gli esperti, il tratto della curva da privilegiare è quello a 3-5 anni, con rendimenti che negli USA arrivano anche al 4,6%
Prima tutti gli esperti stimavano un’imminente recessione in arrivo. Oggi, invece, il consensus generale del mercato è addirittura per un no landing, con i tassi che potrebbero rimane più alti e più a lungo. Ma la verità potrebbe stare nel mezzo, con le principali economie destinate a rallentare, anche se in misura soft.
Francesco Castelli, responsabile Obbligazionario di Banor
Ne è convinto anche Francesco Castelli, responsabile Obbligazionario di Banor, che consiglia di allungare la duration del portafoglio obbligazionario e di posizionarsi sul tratto della curva fra i 3 e i 5 anni per cogliere una doppia opportunità: il rendimento, che viaggia ancora su livelli che non si vedevano da decenni, e la possibilità di guadagni in conto capitale, i quali potrebbero concretizzarsi nel momento in cui le banche centrali decidessero di tagliare i tassi d’interesse.
E, a supporto della sua tesi del rallentamento economico, Castelli rispolvera un indice caduto nel dimenticatoio negli ultimi 15 anni: il Citigroup US Economic Surprise Index: “È un indicatore, creato da alcuni hedge fund manager, che misura l’andamento dei dati macroeconomici rispetto alle attese del mercato. Quando i valori scendono sotto la linea dello zero, come successo in questi ultimi mesi, vuol dire che le condizioni economiche sono peggiori del previsto. Ed effettivamente, dopo aver sorpreso le aspettative al rialzo, oggi l’America sta sorprendendo al ribasso”, spiega Castelli. E aggiunge: “In questo quadro si inserisce anche un’inflazione che sembra tutt’altro che domata, con la componente servizi che rimane su livelli elevati, al 5,3% negli USA e al 6% nel Regno Unito. Questo ci invita a essere prudenti, alleggerendo le azioni in portafoglio e …
Per il gestore della casa, il reddito fisso si prepara a tornare una componente strategica dei portafogli. E i bond a breve termine rappresentano una soluzione efficace per costruire esposizioni poco rischiose. Ma, in tempi di incertezza, servono qualità e pazienza nella selezione delle opportunità
Per il fund manager della casa, geopolitica e megatrend stanno ridefinendo il ruolo dell’asset class nei portafogli. Ma selezione e valutazioni restano centrali. Dalle utility al digitale fino alle small cap e agli EM, il focus resta uno: “Trovare valore dove il mercato non lo ha ancora riconosciuto”
Per Anuj Arora, head of Emerging Market & Asia Pacific Equities di J.P. Morgan Asset Management, il nuovo regime macro impone di ripensare i portafogli: meno duration, più asset reali e catene del valore strategiche
Per il Global head of Investment and Product Strategy di Amundi ETF & Indexing, siamo di fronte a un nuovo equilibrio dei mercati: più selettività sull’azionario americano, crescente interesse per l’Europa e focus sui temi strategici. Intanto l’industria dei passivi continua la corsa grazie a innovazione di prodotto, piattaforme digitali e boom retail
Per David Karni, responsabile portafogli d’investimento di BCC Risparmio & Previdenza, il ritorno della geopolitica è un trend strutturale. Focus su tech americano, autonomia europea ed energia la chiave per interpretarlo. “Ma il vero rischio dalla guerra in Iran sono le elezioni americane”
Per il gestore azionario di Lemanik la crisi energetica produrrà solo effetti temporanei sui prezzi, mentre la politica americana continuerà a sostenere Wall Street in vista delle midterm. Focus ancora sull’AI, ma il focus si sposta sulle società che beneficiano indirettamente del boom di investimenti. In Italia banche nel mirino
Il lancio di una strategia dedicata ai financial bonds insieme ad Algebris punta a cavalcare comparto solido ancora capace di offrire premio di rendimento. Dalla selezione lungo la struttura del capitale al mix AT1- subordinati, ecco la ricetta del responsabile Open Architecture Perrin per costruire valore
Il peso crescente della politica sugli investimenti impone un ripensamento dell’asset allocation. Se gli Stati Uniti restano il principale motore dei mercati, Europa, Asia ed emergenti offrono nuove opportunità. Mentre obbligazioni, credito e asset reali tornano a giocare un ruolo chiave nella diversificazione
Per Viola di Generali Am, il segmento a 1–3 anni continua a offrire rendimenti interessanti. Ma il rischio di crescita ancora sottovalutato e spread già compressi richiedono un approccio selettivo
Per il responsabile ABS della casa, la volatilità e gli effetti della guerra in Iran hanno stravolto il quadro macro. Ma, proprio in questo contesto, l’asset class ha il potenziale per distinguersi nel panorama del reddito fisso. Dal rendimento al fattore stabilità, ecco perché conviene metterla nei radar
Secondo il co-head of fixed income di Morgan Stanley Investment Management, rendimenti ancora elevati e maggiore dispersione tra settori rendono il reddito fisso nuovamente centrale nei portafogli. "Ma servono selezione e flessibilità"
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