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Focus sulla possibilità di affrancamento delle quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che permette l’applicazione di un’imposta in misura ridotta sui plusvalori latenti. A chi si rivolge la disposizione e come funziona
La Legge di bilancio 2023 contiene una previsione riguardante gli investitori che, al 31 dicembre 2022, detenevano in portafoglio quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR). Si tratta dell’affrancamento disciplinato dai commi 112 e 113 dell’articolo 1. Tale misura consente di anticipare il pagamento delle imposte applicando un’aliquota ridotta sui plusvalori che emergono dal confronto del valore delle quote o azioni alla data del 31 dicembre 2022 e il loro costo, simulando una cessione delle stesse.
In particolare, l’investitore, tramite l’esercizio di specifica opzione, può considerare come “realizzati” i redditi di capitale e i redditi diversi derivanti dalla cessione o dal rimborso delle quote o azioni di OICR, a fronte del pagamento di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 14% sulla differenza tra il valore delle quote o azioni alla data del 31 dicembre 2022 e il loro costo o valore di acquisto o di sottoscrizione.
Si tratta di una novità in quanto, in passato, l’affrancamento su opzione che ha riguardato gli strumenti finanziari, quindi anche le quote o azioni di OICR, era stato previsto solo in occasione della riforma del 2011 – che aveva portato all’unificazione dell’aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili ai redditi di natura finanziaria – al fine di permettere il passaggio alla nuova aliquota senza penalizzare gli investitori. Per la prima volta, invece, è previsto un affrancamento articolato come una misura che …

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