La fund manager fa i nomi delle aziende in portafoglio con le maggiori prospettive di crescita e cita il Rcep: “L’Asia rimane la regione che esprime la maggiore crescita a livello globale”
Kiran Nandra, head of Emerging market equities management di Pictet Asset Management
Nei primi sei mesi dell’anno i mercati di alcuni Paesi emergenti sono stati fra i protagonisti nel panorama azionario globale. Soprattutto l’area dell’Asia che affaccia sul Pacifico.
“L’Asia rimane la regione che esprime la maggiore crescita a livello globale”, dice a FocusRisparmio Kiran Nandra, head of Emerging market equities management di Pictet Asset Management, che apprezza in particolare due pilastri delle strategie di sviluppo dell’area: da un lato l’impatto dell’agenda della sostenibilità di alcuni Paesi (Cina in testa), dall’altro l’accordo di libero scambio Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep).
Nandra spiega il posizionamento strategico della società sull’area: “Continuiamo a guardare con favore ai titoli finanziari (trasformazione dei risparmi in asset finanziari, richiesta di accesso dei cittadini a servizi finanziari di alta qualità), alle iniziative sostenibili (smart energy, provider di servizi di terze parti) e ad alcuni segmenti della salute e degli industriali”.
Come è cambiato il vostro portafoglio negli ultimi anni e come sarà la prevedibile evoluzione nel futuro?
Non seguiamo approcci top down e costruiamo i portafogli dei nostri clienti titolo per titolo. Il nostro posizionamento settoriale diventa pertanto una conseguenza della nostra selezione dei titoli. Attualmente siamo sovrappesati sui finanziari, sull’informatica e sugli industriali e siamo sottopesati sulle utility energetiche e sui materiali. Negli ultimi 5 anni, abbiamo sovrappesato i materiali, in particolare durante il periodo delle riforme delle imprese controllate dallo Stato in Asia, soprattutto in Cina. In passato abbiamo inoltre sottopesato gli industriali, ma oggi troviamo opportunità bottom up molto interessanti nelle rinnovabili, per esempio. Per il futuro, vediamo opportunità nelle aree collegate alla sostenibilità, nonché nel speciality finance, nella salute e in alcuni sottosettori dei consumi.
Quali sono le tendenze che porteranno la regione asiatica a mettersi in evidenza dal punto di vista geopolitico ed economico?
L’Asia rimane la regione che esprime la maggiore crescita in generale e la regione che ha abbracciato la tecnologia, nel senso che i suoi cittadini hanno fatto i maggiori balzi in avanti rispetto ad altre aree del mondo in termini di conoscenza e utilizzo della tecnologia. Riteniamo che questi fenomeni siano destinati a continuare. Una cosa meno nota è il grande impatto dell’agenda della sostenibilità, con le iniziative green (ad es. l’impegno della Cina per raggiungere la neutralità di carbonio entro il 2060) che hanno un enorme impatto indiretto sulla crescita futura dei settori. L’accordo di libero scambio Rcep continua a unire sempre più la regione, rendendola più competitiva e aumentando il suo peso politico.
Potete parlarci delle vostre principali posizioni in portafoglio e spiegarci perché le avete scelte? Per quali motivi ritenete che abbiano avuto successo?
Country Garden Services è un provider terzo di servizi immobiliari accessori. I fornitori terzi sono più protetti dai cambiamenti di politica economica. Inoltre, con la politica di urbanizzazione, saranno necessari molti più edifici high tech e ciò fa aumentare la domanda per le imprese di questo tipo in grado di gestire e occuparsi della manutenzione degli edifici più sofisticati. Anche Chailease, una società taiwanese attiva nel leasing, rimane una delle nostre posizioni principali. Con le grandi banche domestiche che sono meno disposte o non in grado di fornire finanziamenti specializzati alle piccole e medie imprese, Chailease è riuscita ad affermarsi in questa parte del mercato grazie alle sue oculate politiche di finanziamento e alla forza storica ed esperienza in questa nicchia. SEA è un provider di e-commerce nei paesi Asean. I livelli di penetrazione dell’e-commerce rimangono bassi in tutti i paesi Asean e la società è uno dei più grandi e più affermati nomi in grado di fornire un servizio affidabile ad un gran numero di nuovi clienti.
Qual è il periodo medio di detenzione nel portafoglio? Trattandosi di un’area molto dinamica, qual è il tasso di rotazione dei titoli nel portafoglio?
Il tasso di rotazione è relativamente basso per tutto il portafoglio (intorno al 20%-30%), il che si traduce in periodi di detenzione di 3-5 anni. Questo è in effetti un mercato molto dinamico ma, tenuto conto dei molti fattori fuorvianti, è meglio differenziarsi dalla massa. Invece di venire catturati in un trading guidato dal momentum, preferiamo svolgere la nostra ricerca fondamentale e prendere le nostre decisioni d’investimento sulla base della stessa. Ovviamente, vi possono essere momenti in cui effettuiamo più transazioni, ma anche in questo caso seguiamo la nostra analisi fondamentale (ad esempio se il ciclo di una azione si sta invertendo) oppure lo facciamo perché il mercato è «hot» e pertanto i nostri target di prezzo vengono raggiunti prima del previsto. In questo tipo di contesto, restiamo disciplinati riguardo ai nostri obiettivi di prezzo e utilizziamo tali movimenti per uscire dalle nostre posizioni o ridurle di conseguenza.
Di quanto è cresciuto il patrimonio del fondo dal momento del lancio?
Anche se il fondo è stato lanciato nel 1995, Avo Ora ha iniziato a gestire la strategia ad aprile 2011 e, a gennaio 2016, abbiamo inserito anche un senior CPM dedicato per occuparsi attivamente della promozione commerciale del fondo presso la clientela. La combinazione di ottime performance per circa 10 anni e la forte promozione commerciale del fondo per un quinquennio nel contesto della storica esperienza di Pictet Asset Management nei mercati emergenti si sono tradotti in una crescita del patrimonio del fondo da circa 170 milioni di dollari a dicembre 2015 a circa 2,5 miliardi oggi.
**
Alla ricerca di Alpha è la rubrica di FocusRisparmio.com dedicata ai fund manager. Ogni lunedì, con l’aiuto degli esperti del settore, vengono messi sotto la lente i fatti recenti più significativi e gli impatti sui portafogli da essi gestiti con una visione impostata sul medio e lungo termine.
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Per il portfolio manager di Janus Henderson Investors, l’asset class va letta come un universo di società globali, resilienti e spesso ancora sottovalutate rispetto ai competitor. Nel portafoglio entrano finanziari, risorse scarse, AI applicata e una domanda politica cruciale: come l’Europa può tornare a finanziare innovazione e crescita
Il gestore della casa invita alla prudenza sulla parte lunga dei Treasury, dove i rendimenti possono salire ancora di circa 50 punti base. Ma vede avvicinarsi il momento per iniziare ad estendere la duration in Europa. ABS ed emergenti le novità nel credito, con la selezione a fare da spartiacque. E attenzione al boomerang AI
L’asset class sfiora i 300 miliardi di euro e si prepara a un ulteriore ampliamento trainato da USA, energia, e AI. Per il global head of Fixed Income della casa, la compressione dei differenziali rende però decisivi il confronto tra strutture, il posizionamento sulle call e l’analisi bottom-up degli emittenti
Secondo il gestore obbligazionario Anthony Kettle, la dispersione delle valutazioni apre spazi nel credito corporate. Mentre sul fronte sovrano il focus si sposta sull’America Latina. Ma per proteggersi dagli shock, meglio guardare all’azionario
Secondo Sumant Wahi di Man Group il valore si sta spostando verso infrastrutture, software e applicazioni. Tra valutazioni elevate e ruolo crescente della Cina, per gli investitori diventa decisivo distinguere i vincitori dai semplici protagonisti del rally
Per il gestore della casa Fabio Viola, rendimenti ancora interessanti e fondamentali solidi sostengono il comparto. Ma con spread già compressi diventa cruciale la selezione degli emittenti. “Preferenza per finanziari e scadenze da tre a sette anni”
Dopo anni trascorsi ai margini delle strategie di investimento, le economie in via di sviluppo stanno riconquistando la scena. Alla base di questo ritorno ci sono fondamentali più solidi, una minore dipendenza dal dollaro e la ricerca di alternative ai mercati occidentali
Secondo Thomas Christiansen, responsabile della casa per il debito emergente, l’asset class promette di spingere la frontiera efficiente dei portafogli obbligazionari grazie a un bassa correlazione con il quadro macro. “Da Fed e BCE nessun impatto”. E sugli spread niente paura: “Riflettono il miglioramento dei fondamentali”.
Con rendimenti vicini al 6% e default attesi in calo, Columbia Threadneedle vede valore nel credito speculativo del Vecchio Continente. Ma in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e spread compressi, la selettività resta decisiva e le strategie a breve offrono una protezione aggiuntiva contro la volatilità
Per l’ad di Payden&Rygel Italia, Fed e BCE si muoveranno a velocità diverse. Ma rendimenti più alti, dislocazioni sulla curva, cartolarizzati ed emergenti aprono spazi interessanti per chi sa costruire portafogli su misura
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio