Milano protagonista (anche) grazie al fintech. L’esortazione di Consob e del Comune
17 aprile 2018
di Eugenio Montesano
In un quadro caratterizzato da una crescente integrazione internazionale, lo sviluppo delle industrie di successo deve trainare anche i settori economici e della società che fanno più fatica. Il confronto tra amministrazione pubblica e autorità di vigilanza rivela visioni comuni per il futuro del capoluogo lombardo.
“Dobbiamo essere propulsori, collettori di sviluppo economico, canalizzare investimenti in modo selettivo partendo dalle industrie su cui siamo forti. Ma allo stesso tempo dobbiamo interrogarci su come rimediare alla doppia velocità di Milano, che è sì la città col più basso tasso di disoccupazione in Italia, ma anche noi non siamo riusciti a trasferire il benessere in modo diffuso. Le aree di Milano che vincono – finanza, moda, design, manifattura – devono essere capaci di favorire maggiore inclusione correggendo le diseguaglianze. È questo il tema su questo dobbiamo lavorare”.
Arabella Caporello, direttore generale del Comune di Milano
Lo ha dichiarato Arabella Caporello, direttore generale del Comune di Milano, in occasione della plenaria di chiusura della nona edizione del Salone del Risparmio. La city manager ha spiegato che “gli strumenti della pubblica amministrazione locale non sono numerosissimi per influenzare i macro trend, ma dando impeto al mondo privato stiamo recuperando il gap di capacità e conoscenza” con le altre grandi città europee. “La tecnologia ci sta dando gli strumenti per «leggere» Milano in divenire”.
Lo sviluppo dell’industria italiana del fintech è una delle leve identificate da Caporello come strumentali alla crescita della città: “Cosa possiamo concretamente fare per far si che milano possa diventare una città dove crescono la comunità e le aziende legate al mondo della nuova finanza? Il capitale di tipo venture e seed dedicato al fintech è importante, così come lo è l’elemento di regulation”, che Caporello identifica tuttavia come “più ostativo nell’aspetto sperimentale rispetto ad altri paesi come quello anglosassone, in cui la facilità di sviluppo e di sperimentazione sono elementi che potenziano l’industria”.
Carmine di Noia, commissario della Consob
“La sfida dell’accelerazione del fintech è nuovo paradigma”, ha convenuto il commissario della Consob Carmine di Noia. “La situazione è complessa e tutto cambia a grande velocità: mercati, istituzioni, intermediari, imprese. Ma di certo il tema va compreso e lo sviluppo accompagnato”.
I regolatori, osserva Di Noia, “sono spesso tacciati di lentezza pachidermica”. Ma la Consob si sta muovendo per favorire lo sviluppo dell’industria del fintech in Italia. “Anche la nostra pelle deve cambiare, così come quella dell’industria degli intermediari. L’evoluzione tecnologica va gestita e indirizzata in positivo”, ha spiegato, sottolineando però che “il fintech district a Milano c’è, ma è ancora semivuoto”.
“Blockchain, placing diretto delle securities, tracciabilità di tutte le transazioni, corporate governance, rapporto più stretto tra azionista attuale e potenziale società – non si può trattare l’innovazione vietandola o sanzionandola. Dobbiamo capirla avendo sempre presente il nostro obiettivo ultimo che è la tutela degli investitori”, ha aggiunto Di Noia.
L’autorità di vigilanza ha spiegato di stare affrontando l’innovazione in corso internalizzando competenze lontane dal suo «core business», di cui avvalersi per comprendere i nuovi fenomeni finanziari.
“Stiamo reclutando ingegneri per gestire la transizione delle società verso gli aspetti più innovativi del regtech come la readable machine regulation, che consiste in un insieme di flussi informatici che consentiranno una più facile compliance, da gestire con cautela con una supervisione dell’autorità”.
Anche il Comune di Milano sta reclutando personale specializzato. “Stiamo assumendo 30 ingegneri informatici”, ha confermato Caporello. Questo perché si rende necessario “dotarsi di una diversità di competenze”, ha detto Di Noia. “L’«uomo nuovo» diventa tale potenziando sé stesso con le nuove tecnologie”.
In chiusura, il commissario ha ribadito l’importanza dell’integrazione europea e del rafforzamento del network di regulator cui Consob è indissolubilmente legata e in cui ricopre un ruolo da protagonista. “Si va sempre più verso un’autorità globale, di cui Consob farà sempre più parte grazie all’appartenenza all’Esma, il network europeo delle autorità dei mercati dei singoli paesi. Questo nonostante le grandi resistenze di alcuni stati membri e delle relative autorità di vigilanza”.
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