CONTENUTO SPONSORIZZATO A CURA DI INVESCO
3 min
Una ricerca Invesco mostra che la vera barriera agli investimenti non è l’accesso ai mercati, ma la fiducia necessaria per passare all’azione
Negli ultimi anni il settore del risparmio gestito ha compiuto enormi progressi nel rendere gli investimenti più accessibili. ETF, piattaforme digitali, onboarding semplificati e costi sempre più contenuti hanno abbattuto molte delle barriere che in passato limitavano l’accesso ai mercati. Eppure una quota significativa della ricchezza delle famiglie continua a rimanere ferma in liquidità.
Secondo una recente ricerca di Invesco condotta su 6.000 risparmiatori e investitori in Italia, Germania e Regno Unito, il problema non sembra più essere la possibilità di investire, ma la decisione di farlo. Nell’ultimo decennio, le famiglie dei tre Paesi analizzati hanno rinunciato a oltre 1.000 miliardi di euro di potenziale crescita del patrimonio lasciando i propri risparmi in liquidità invece di destinarne almeno una parte agli investimenti.
Il dato forse più interessante riguarda le motivazioni che frenano il passaggio all’azione. Tra i risparmiatori interessati a investire, il 53% indica la paura come principale ostacolo, mentre il 40% cita la mancanza di conoscenze e solo il 23% la mancanza di capitale. Un risultato che invita a riconsiderare alcune convinzioni diffuse nel settore: spesso il problema non è ciò che le persone sanno o possiedono, ma il livello di fiducia con cui affrontano le proprie decisioni finanziarie.
La ricerca identifica due dimensioni fondamentali della fiducia. La prima riguarda la fiducia nelle proprie capacità: la convinzione di poter comprendere i mercati, prendere decisioni consapevoli e affrontare eventuali errori. La seconda riguarda la fiducia nel sistema finanziario: la percezione che istituzioni, mercati e operatori agiscano in modo trasparente e nell’interesse degli investitori. Quando una o entrambe queste dimensioni vengono meno, aumenta la probabilità che il risparmiatore rimanga in attesa, rinviando continuamente la decisione di investire.
Un’altra evidenza rilevante riguarda il ruolo delle informazioni. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, aggiungere contenuti educativi non sempre aiuta. I risparmiatori con minore fiducia nelle proprie capacità si dichiarano spesso già sopraffatti dalla quantità di informazioni disponibili. In questi casi il rischio è che più contenuti generino maggiore incertezza anziché maggiore consapevolezza.
Per l’industria questo significa che la prossima fase di crescita potrebbe non dipendere tanto dall’ulteriore miglioramento dell’accesso agli investimenti, quanto dalla capacità di trasformare l’interesse in azione. La consulenza può svolgere un ruolo centrale in questo percorso, aiutando i clienti a interpretare il rischio, contestualizzare la volatilità e costruire la fiducia necessaria per investire nel lungo periodo.
La ricerca suggerisce inoltre che non esiste un unico profilo di risparmiatore. Le barriere cambiano in funzione della fiducia individuale e delle esperienze personali. Per questo motivo approcci standardizzati rischiano di essere meno efficaci rispetto a strategie che tengano conto delle diverse esigenze comportamentali dei clienti.
La conclusione è chiara: dopo aver reso gli investimenti accessibili, il settore si trova di fronte a una nuova sfida. Il vantaggio competitivo non sarà determinato esclusivamente dalla capacità di offrire soluzioni efficienti, ma anche dalla capacità di aiutare i risparmiatori a superare le barriere psicologiche che li separano dall’investimento. In altre parole, il prossimo decennio potrebbe premiare gli operatori che sapranno trasformare la fiducia in partecipazione ai mercati e accompagnare un numero crescente di persone nel passaggio da risparmiatori a investitori.
Scopri di più: Turning access into action | Invesco Italia
Rischi di investimento
Il valore degli investimenti e qualsiasi reddito fluttueranno (questo potrebbe essere in parte il risultato delle fluttuazioni del tasso di cambio) e gli investitori potrebbero non riottenere l’intero importo investito.
Informazioni importanti
Questo articolo è a puro titolo informativo ed è destinato esclusivamente ai clienti professionali in Italia. Non è destinato e non può essere distribuito o comunicato ai clienti al dettaglio. Dati al 19/08/2026, salvo diversa indicazione.
Pareri e opinioni sono basati sulle attuali condizioni di mercato e sono soggetti a modifiche.
Il presente documento costituisce materiale di marketing e non deve essere interpretato come una raccomandazione a comprare o vendere nessuna specifica classe d’attivo, titolo o strategia. I requisiti normativi che necessitano l’imparzialità delle raccomandazioni d’investimento/di strategia d’investimento non sono quindi applicabili, né costituiscono un divieto alle contrattazioni prima della pubblicazione.