Guibout (Axa Im): “Per le trimestrali delle banche dati migliori delle attese”
28 maggio 2021
di Sibilla Di Palma
3 min
Secondo l’esperto tra i titoli più interessanti spiccano Intesa Sanpaolo, favorita dalla recente acquisizione di Ubi Banca, e Mediobanca perché meno esposta al rischio Npl
Gilles Guibout, gestore del fondo Axa Wf Framlington Italy di Axa Investment Managers
Il mercato bancario italiano viaggia verso una nuova stagione di consolidamento, dopo le operazioni già concluse di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca e di Crédit Agricole Italia sul Credito Valtellinese.
Perché lo impongono ragioni strutturali, a cominciare dalla necessità di generare economie di scala crescendo di taglia e
riducendo gli organici, per proseguire con la necessità di investimenti ingenti sul fronte della tecnologia e della compliance.
Necessità in grado di superare l’ostacolo dovuto alla mancata proroga della misura che finora concedeva la possibilità di
conversione in credito d’imposta delle imposte attive differite
(Dta) in caso di fusioni.
Operazioni in vista
Tra gli istituti che potrebbero essere oggetto di acquisizioni, Gilles Guibout, gestore del fondo Axa Wf Framlington Italy di Axa Investment Managers, cita in particolare Bpm e Montepaschi.
“Unicredit potrebbe essere il possibile acquirente dell’istituto
senese”. Per l’esperto, in caso di condizioni soddisfacenti per
l’acquirente, l’offerta potrebbe arrivare in tempi brevi. Altrimenti
l’istituto guidato da Andrea Orcel potrebbe prendere in
considerazione Bpm come alternativa. “Quest’ultima è considerata una
preda disponibile a una fusione già da tempo, ma restano da capire
le condizioni di valorizzazione della banca”. Mentre in un’ottica di
più lungo termine per Guibot potrebbero essere soggette ad
acquisizione anche Carige e Banca popolare di Sondrio.
Anche se le tempistiche restano una discriminante decisiva,
considerato l’atteso aumento dei crediti deteriorati in pancia agli
istituti, che renderebbe più problematici i matrimoni nel settore.
Considerate le numerose incognite sul tappeto, al momento Guibot
preferisce puntare su titoli di società candidate a un futuro stand
alone per evitare le oscillazioni dovute alle speculazioni.
“Preferiamo dunque quelle società che hanno già in pancia i benefici
di un consolidamento concluso”. Il riferimento è in particolare a Intesa Sanpaolo, “che approfitta della minore competizione derivante
dal consolidamento di mercato e che sta già beneficiando delle
sinergie con Ubi”. Per l’esperto, tra i titoli interessanti c’è
anche Mediobanca: “Grazie al suo modello di business è infatti meno
esposta ai non performing loans (Npl). È inoltre caratterizzata da
una buona qualità di bilancio e potrebbe approfittare del trend di
consolidamento”.
Il bilancio delle trimestrali
Intanto, dalle recenti trimestrali sono arrivati segnali di
sostanziale tenuta del settore. “I dati sono risultati migliori delle attese, nonostante ci sia ancora un po’ di pressione sul
margine di interesse che è stato controbilanciato da una crescita
delle commissioni per quanto riguarda il fatturato (parte ricavi)”,
commenta Guiboit. “Nel conto economico i risultati hanno soprattutto
beneficiato del miglioramento della qualità del credito e della
riduzione del costo del rischio”. Il primo trimestre dell’anno in
corso, secondo l’esperto, ha anche evidenziato progressi
relativamente alla struttura di bilancio degli istituti. “Un
miglioramento che è stato permesso principalmente dal prolungamento
della moratoria che ha mantenuto basso il costo del rischio”.
In sintesi, “i margini di interesse sono ancora sotto pressione a causa
del ribasso dei tassi. Questo è stato leggermente controbilanciato
dalle commissioni e da buona gestione di costi operativi e costo del
rischio, consentendo alle banche di aumentare e ricostituire in
parte il capitale”, conclude.
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