Osservatorio BG Saxo: la maggior parte sono uomini tra i 25 e i 54 anni, ma l’8,6% è under 25. E il 42,7% sono donne. Le azioni sono lo strumento preferito. Il broker? Deve educare e ispirare
Uomo, tra i 25 e i 54 anni, con oltre dieci anni di esperienza: è questo l’identikit di chi per i propri investimenti si affida alle piattaforme online. A rivelarlo è l’ultimo Osservatorio Finanza Digitale di BG Saxo, secondo cui continua ad aumentare il numero di giovani che sceglie questa via per mettere a frutto il proprio denaro: il 30,8% ha infatti meno di 35 anni e l’8,6% è under 25. Inoltre, il 42,7% sono donne.
La survey ha coinvolto oltre 2.800 persone nel Nord Italia, dove anche secondo Consob si concentra la maggior parte degli investitori, indagando abitudini, motivazioni, strumenti utilizzati, mercati preferiti e criteri alla base della scelta del broker. È emerso che il 70,2% ha fiducia nel mercato italiano e che il 61% punta ad accrescere il proprio patrimonio, prediligendo azioni, obbligazioni e criptovalute. Oltre 4 intervistati su 10 sostengono, inoltre, di avere investito nel 2024 più dell’anno precedente e ammettono di ricercare un broker che offra loro la possibilità di fruire di contenuti educativi e d’ispirazione per migliorare le proprie capacità.
Gian Paolo Bazzani, ceo di BG Saxo
Dai dati, secondo Gian Paolo Bazzani, ceo di BG Saxo, risulta evidente la volontà degli intervistati di prendere in mano il proprio futuro finanziario e imparare a utilizzare al meglio le possibilità offerte dai mercati. “Allo stesso tempo permangono alcune abitudini dure da abbandonare, come concentrare gli investimenti nel proprio Paese d’origine, tratto che contraddistingue non solo gli italiani ma che è considerato uno dei principali bias di chi investe”, spiega l’esperto. Sottolineando come sia quindi fondamentale “fornire agli investitori strumenti per operare sui mercati con trasparenza e sempre maggiore consapevolezza, supportandoli nel raggiungere così i propri obiettivi”.
Secondo Consob le donne che investono in Italia sono il 22%, mentre stando ai dati dell’Osservatorio è rosa quasi la metà (42,7%) del campione di chi lo fa online. Un chiaro segnale, secondo lo studio, che le piattaforme digitali hanno democratizzato l’accesso agli strumenti finanziari. Inoltre, nonostante la maggioranza (57%) sia costituita da uomini di età compresa tra i 25 e i 54 anni, risulta evidente l’aumento dei giovani. Resta comunque un fatto che a scegliere di investire sia soprattutto chi ha esperienza: il 27,5% segue la borsa da più di dieci anni, il 20% da oltre sei e il 27,1% da 3-5 anni.
Obiettivo: accrescere il patrimonio
Tra le undicimotivazioni per investire, la principale è quella di voler accrescere il proprio patrimonio (61%). Seguono l’intenzione di proteggersi dall’inflazione (41,1%), di poter beneficiare di un cuscinetto finanziario in caso di circostanze impreviste (36,5%) e il voler mettere da parte un po’ di denaro per i figli (22%). Il 44,7% degli intervistati, infine, dichiara di avere investito più nel 2024 che nell’anno precedente, mentre il 37,6% ha replicato l’ammontare del 2023. Quasi un quinto però (17%) afferma di aver investito meno rispetto a dodici mesi prima.
Quanto agli strumenti preferiti, in testa si piazzano incontrastate le azioni (46,6%). Al secondo posto troviamo invece obbligazioni (39,4%), fondi comuni (36%) e criptovalute (30,7%). In crescita anche il mercato degli ETF (17,7%), soprattutto fra giovani. Ma non mancano neppure portafogli gestiti, futures, opzioni, Forex e CFD. In termini geografici, gli investitori sono ancora portati a riporre fiducia nei mercati più vicini: il 70,2% dei rispondenti dichiara di investire in Italia e il 64,2% in Europa. Seguono poi Stati Uniti e Canada (45,2%). La tendenza alla “domesticità” è confermata anche da quel 35,7% che sostiene di considerare la piazza tricolore come la più importante per i propri investimenti.
La survey è stata condotta su investitori residenti nelle regioni del Nord Italia: Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto. Tra queste, la Lombardia emerge nettamente come la regione con la più alta concentrazione di investitori, rappresentando il 41,1% del totale, seguita da Piemonte (17,3%) ed Emilia-Romagna (16%). Quote più contenute si registrano in Veneto (14,6%), mentre Liguria (4,8%), Trentino-Alto Adige (2,4%) e Valle d’Aosta (0,5%) chiudono la classifica con percentuali significativamente più basse. L’analisi si è concentrata sulle regioni settentrionali in quanto il Nord Italia rappresenta l’area più rilevante nel Paese per l’attività di investimento finanziario, con circa il 50% di investitori concentrati in queste regioni, rispetto al 17% del Centro e al 33% di Sud e isole.
Nella scelta di un broker per le proprie operazioni finanziarie, gli investitori preferiscono affidarsi a chi offre la possibilità di fruire di contenuti educativi e d’ispirazione per migliorare le proprie capacità d’investimento: tale parametro è infatti quello che vanta il punteggio più alto (8,2/13). A seguire c’è chi si occupa per i propri clienti della dichiarazione dei redditi e chi offre la possibilità di interfacciarsi con operatori umani (7,9/13). Al terzo posto, con 7 punti su 13, i broker che offrono strumenti e funzionalità avanzate sulla piattaforma, la possibilità di utilizzare una app, servizi digitali di alta qualità. Infine, come in altri Paesi europei, anche da noi sta emergendo la figura dell’influencer finanziario, soprattutto tra i giovani in cerca di notizie e informazioni sul mondo della finanza. La maggioranza, però, preferisce ancora informarsi tramite forme classiche: più dell’80%, infatti, sostiene di non seguire nemmeno un influencer.
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