Guidato da Davide Elli, coordina 135 miliardi di euro e punta su innovazione, personalizzazione e piattaforme evolute per un private banking sempre più internazionale
Davide Elli, co-general manager e head of Investment Center di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking
C’è una rivoluzione silenziosa nel wealth management europeo. Una trasformazione strutturale che avviene quando i margini si assottigliano, i clienti diventano più sofisticati e la geopolitica cambia il verso ai flussi di capitale. Le istituzioni spesso rispondono in modi diversi. Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking ha scelto di riprogettare il proprio motore d’investimento e metterlo al centro di una piattaforma industriale moderna. Si tratta del nuovo Investment Center, operativo dallo scorso luglio, sotto la guida di Davide Elli.
L’obiettivo è ambizioso: creare una struttura che unisca gestione collettiva, gestioni patrimoniali, ricerca, advisory evoluta e architettura guidata, così da offrire una proposta coerente su tutto il perimetro della divisione private banking, che oggi supera i 400 miliardi di masse. Un ecosistema che si muove con la scala di un grande player europeo (terzo secondo i dati) ma con la flessibilità necessaria per modellarsi sulle esigenze di famiglie, imprenditori e investitori internazionali. L’Investment Center conta 118 professionisti tra Milano e Dublino. “Gestiamo 135 miliardi di euro e deteniamo una leadership consolidata nelle gestioni patrimoniali individuali, con circa 66 miliardi di euro” ricorda Elli. Poi ci sono 51 miliardi di masse gestite in fondi e 17 in prodotti assicurativi. Il condirettore generale e responsabile Investment Center di Fideuram ISPB sottolinea anche come il nuovo assetto sia il punto di arrivo di un percorso iniziato decenni fa. “Questo modello nasce da un’integrazione verticale che accompagna da sempre il private banking”. Una storia che parte dagli anni ’70, continua con la piattaforma Omnia e prosegue oggi con sistemi capaci di integrare fondi, ETF, gestione attiva, passiva e soluzioni assicurative in un’unica architettura aperta.
Il baricentro della neo struttura è la capacità di combinare architettura aperta guidata, advisory avanzata e piattaforme tecnologiche. Una combinazione che consente di rispondere con tempestività ai cambiamenti dei mercati e alle esigenze di una clientela sempre più sofisticata, in Italia e all’estero. Da qui l’importanza di Fogli, la piattaforma che rappresenta la risposta europea agli SMA americani: “Fogli affronta esattamente questo tema, abbassando la soluzione d’investimento e permettendo ai clienti di muoversi in un ecosistema con molte gestioni patrimoniali dedicate”, spiega Elli. Con 25 miliardi di masse, Fogli abilita linee su titoli, ETF e fondi, specializzate per stile o area geografica.
Grande attenzione è dedicata anche all’intelligenza artificiale, considerata una leva essenziale nei processi di analisi. “L’AI genera una rivoluzione straordinaria ed è estremamente utile nel mappare i reporting delle società quotate” afferma, ricordando come l’AI permetta di processare informazioni che un tempo erano inaccessibili in termini di volume e tempo di elaborazione. Nonostante questo, la gestione pienamente automatizzata non è ancora un’opzione: “Non ci sono evidenze empiriche che una gestione totalmente affidata all’AI sia più efficiente”. La personalizzazione rimane dunque il cardine della proposta, supportata da un modello operativo che consente di declinare idee d’investimento in fondi, ETF, gestioni patrimoniali o soluzioni assicurative, fino a immaginare, in futuro, format tokenizzati.
Strategie di portafoglio
Il lavoro del centro investimenti si riflette nei portafogli dei clienti, che negli ultimi anni sono diventati più globali e più esposti all’azionario, con una quota che oggi si aggira attorno al 40%. È un cambiamento che risponde ai trend strutturali: crescita degli utili, innovazione americana, opportunità nei mercati emergenti. “Cogliere i temi di crescita senza un’esposizione internazionale diversificata è difficile” osserva Elli, sottolineando come in molte aree, dagli Stati Uniti al Sudest asiatico, le valutazioni restino interessanti. Un ruolo crescente, ad esempio, lo giocano i private markets, soprattutto per gli investitori più sofisticati. Asset class non liquide, ma ricche di potenziale, che richiedono attenzione e selezione. “Sono bellissime opportunità, ma ci deve essere piena consapevolezza dello strumento” avverte il manager. La distanza con gli Stati Uniti resta ampia: in Europa l’allocazione media si ferma all’1-2%, contro il 4-5% americano.
Allo stesso tempo cresce l’attenzione per il tema della longevity, che spinge verso soluzioni previdenziali e assicurative più articolate. “Si può migliorare in comunicazione e consapevolezza il ruolo dei nostri private banker è discutere investimento, protezione e previdenza a 360 gradi” afferma Elli, ricordando come le nuove generazioni siano molto più sensibili al tema della pianificazione futura. Guardando, infine, ai mercati, il condirettore generale mantiene un approccio positivo: “La crescita degli utili negli Stati Uniti è stata del 12% e le attese per l’anno prossimo sono ancora del 10%”. Eppure invita alla prudenza: la forte concentrazione degli indici e la volatilità possono diventare opportunità solo in presenza di una gestione attiva e ben guidata. “La volatilità non è necessariamente negativa: è un segnale di razionalizzazione dei mercati”, conclude.
Le due Authority avvertono i content creator finanziari: dire alle persone in cosa investire non è come promuovere scarpe e orologi. E un disclaimer non vi protegge dalle conseguenze legali
Sarah Holden, senior director di ICI, spiega perché in America il coinvolgimento dei giovani nei fondi comuni supera il 50% contro il 15% dell’Italia. Al centro del divario i piani pensionistici volontari, che rappresentano il principale canale d’accesso agli investimenti e sostengono anche il boom degli ETF
Dall’aggiornamento della 6ª edizione del Rapporto Assogestioni-Censis emerge un dato cruciale: anche tra gli italiani che non manifestano interesse per l’educazione finanziaria, la fiducia nel supporto di esperti resta elevata. Gestione professionale e consulenza si confermano presidi fondamentali
“Occorre mobilitare i capitali privati europei, oggi sottoutilizzati, per finanziare lo sviluppo e contrastare lo squilibrio globale”, spiega l’esperto
All’evento annuale dell’Associazione Italiana Private Banking, l’ex premier rilancia l’urgenza di completare il mercato unico e la centralità della Savings and Investments Union: “Serve un coinvolgimento collettivo immediato per evitare un suicidio economico europeo”
Dall’Osservatorio Sottoscrittori di Assogestioni emerge un’Italia che investe ancora troppo tardi rispetto a Oltreoceano. Tra trend demografici e fragilità occupazionali, tre i sono punti critici individuati dall’industria: educazione, stabilità lavorativa e sviluppo di strumenti su misura delle nuove generazioni
Indagine Sella Sgr: l’83% è preoccupato per l’assegno pubblico, ma solo uno su quattro ha una pensione di scorta. E meno di uno su dieci conosce davvero la propria situazione contributiva
AIPB: il terzo trimestre chiude con AuM in crescita del 4% e segna il miglior risultato dell’anno. Raccolta positiva per tutti i comparti, con i fondi in testa. Riviste al rialzo le stime 2025: +11,2% a 1.398 miliardi
Secondo uno studio Allianz-Bocconi, gli over 50 hanno già metà della ricchezza europea. E la silver economy sta per diventare la terza economia del mondo. Le opportunità per le compagnie assicurative
Ubs: la ricchezza dei Paperoni ha toccato il record di 15.800 miliardi nel 2025. I super ricchi aumentano, ma non in Italia. E i giovani ereditieri guadano a sostenibilità, innovazione tecnologica e iniziative sociali
Il debito pubblico continua a salire, mentre il mercato del lavoro invecchia. Cala la ricchezza delle famiglie, soprattutto tra il ceto medio. Il 60% dei patrimoni nazionali in mano a 2,6 milioni di nuclei
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio