Oltre il 20% del patrimonio dell’ente previdenziale è allocato in asset alternativi, con un piano in crescita e un’attenzione maggiore agli investimenti nazionali
Fabio Lenti, direttore investimenti di Cassa Dottori Commercialisti
Nel portafoglio della Cassa Dottori Commercialisti (CDC), la componente alternativa ha assunto un ruolo sempre più rilevante. In un contesto di tassi variabili e mercati volatili, la Cassa guarda con convinzione ai mercati privati come leva di diversificazione e di sostegno all’economia reale. “Valutiamo quelle opportunità di investimento che tutelano il patrimonio degli iscritti nel rispetto della propria missione e che riescano a generare buoni rendimenti”, spiega Fabio Lenti, direttore investimenti di CDC. In questo senso asset class come private equity, private debt e infrastrutture rappresentano “una finestra alternativa agli strumenti tradizionali, in un periodo storico in cui questi ultimi non sempre si sono rivelati efficienti sotto il profilo rischio-rendimento”. Avviato oltre dieci anni fa, il programma di investimenti nei mercati privati è oggi pienamente integrato nella strategia di portafoglio: “nel 2024, inclusa la componente immobiliare, gli investimenti nei mercati privati rappresentano oltre il 20% del patrimonio misurato a NAV mentre gli impegni assunti tendono a convergere verso il peso strategico pari a circa il 25%”, sottolinea Lenti. Tramite fondi alternativi chiusi, nazionali e internazionali, CDC sostiene oltre 300 aziende italiane tra PMI e progetti infrastrutturali, pari a circa il 20% del totale dei progetti finanziati. Un impegno che testimonia, nelle parole del direttore investimenti, “la viva attenzione che CDC già rivolge all’economia reale e al sistema Paese”. L’esperto aggiunge poi che, nel recente aggiornamento del benchmark strategico di lungo termine, la Cassa “ha valutato con particolare attenzione l’eventualità di poter incrementare ulteriormente la già consistente quota di investimenti sul mercato italiano”, per contribuire in modo più incisivo allo sviluppo dei capitali domestici e delle filiere produttive.
La crescita della componente alternativa nel portafoglio della Cassa è frutto di una strategia di medio-lungo periodo che coniuga stabilità e rendimento. “Nel 2024 i nuovi investimenti in tali asset class sono stati di oltre 200 milioni, che in termini di valorizzazione sul portafoglio esistente hanno rappresentato un incremento di circa il 9% rispetto al 2023”, evidenzia il manager. Complessivamente, “gli investimenti in asset alternativi, inclusa la componente immobiliare, rappresentano a fine 2024 oltre 2,7 miliardi, pari a oltre il 21% del patrimonio della Cassa”. Il programma di private markets, giunto a una fase di maturità, è oggi gestito con un approccio di pacing dinamico, che prevede la possibilità di reimpiegare i flussi derivanti dalle distribuzioni dei fondi detenuti per mantenere stabile il livello di esposizione. “Questa modalità di gestione”, spiega Lenti, “supportata da un processo di monitoraggio e di stima del pacing atteso dei richiami e delle distribuzioni, permette di mantenere nel lungo termine un’allocazione in linea con i pesi target previsti dal benchmark strategico, garantendo una diversificazione a livello di strategia, di gestore e di vintage dei fondi in portafoglio”. Per il 2025, il budget di CDC include investimenti in tutte le principali asset class dei mercati privati (private equity, private debt, infrastrutture e immobiliare) con una quota già destinata “a opportunità con focus domestico” e con la possibilità, sottolinea, di “destinare ulteriori impieghi al supporto dell’economia reale italiana”, qualora si presentassero opportunità coerenti con la missione dell’ente di previdenza.
Un modello equo e trasparente
In un settore complesso e frammentato come quello dei private markets, la qualità del processo di selezione è cruciale. “Orientarsi nei mercati privati risulta piuttosto complesso e occorre attingere a diversi canali e fonti allo scopo di ricercare una copertura quanto più ampia possibile del mercato dell’offerta e un adeguato livello di trasparenza nell’operatività”. CDC ha adottato un modello di selezione ‘equo e trasparente’, basato su un portale interno in cui le società di gestione, nazionali e internazionali, possono presentare prodotti e strategie di investimento. A supporto, “un database interno e una mappatura periodica del mercato fornita da un advisor esterno specializzato” consentono di accedere a uno spettro di opportunità ampio e rappresentativo. “Un patrimonio crescente quale il nostro necessita di un processo di selezione sempre più strutturato, ma allo stesso tempo fluido”, afferma Lenti. Il processo parte “dal rispetto del programma di asset allocation e dalla definizione di un budget di investimenti annuale”, ma resta aperto a valutazioni “di natura tematica”, purché allineate al profilo di rischio-rendimento perseguito. Il direttore investimenti sintetizza così la filosofia gestionale della Cassa: “il modo migliore per orientarsi all’interno dei mercati privati è seguire un processo di selezione solido e trasparente ma con la flessibilità di cogliere nuove opportunità purché siano ritenute valide e allineate alla nostra mission”. Disciplina, trasparenza e attenzione all’economia reale sono insomma i tre pilastri su cui CDC costruisce la propria strategia. L’obiettivo? Garantire rendimenti sostenibili per gli iscritti e contribuire, al tempo stesso, alla crescita del sistema produttivo italiano.
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