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L’outlook di gennaio 2026 mette in guardia: più indicizzazione significa più capitale europeo a finanziare l’economia americana e più dipendenza da infrastrutture e proxy advisor USA. Ricetta: “quality at the right price” e ricerca proprietaria per riprendere controllo sull’allocazione
BDL Capital Management apre la view di gennaio 2026 concentrandosi sulla gestione passiva, sostenendo che il settore sta spostando capitale e capacità di allocazione lontano dall’Europa. Oggi la gestione passiva, si legge nell’outlook della società, pesa oltre il 50% del risparmio gestito collettivo e il mercato degli ETF è dominato da pochi player che controllano buona parte del settore.
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L’Europa non fa crescere l’Europa
BDL ricorda che i fondi europei destinano ormai il 40% alle azioni statunitensi (contro il 15% del 2009) e che gli Stati Uniti rappresentano il 70% dello MSCI World. Risultato: più cresce l’indicizzazione, più il capitale europeo finanzia l’economia americana. Gli effetti di mercato, nella loro lettura, sono altrettanto rilevanti. Gli indici pesati per capitalizzazione reinvestono i flussi in modo meccanico, con un’allocazione pro-ciclica che tende a comprare ciò che è già salito, aumentando concentrazione e rischio di “bolle”. Nel 2025, le “AI Big 10” arrivano al 39% del mercato USA.
L’ora di un reset
Inoltre, BDL sottolinea l’influenza crescente delle raccomandazioni di voto di advisor statunitensi (ISS e Glass Lewis) e la centralità di indicatori e dati, inclusi quelli ESG, gestiti soprattutto da operatori USA. Da qui l’invito a un “reset” per gli asset allocator: passare dalla Strategic Asset Allocation, centrata sulla performance relativa e “ostaggio del benchmark”, a un Total Portfolio Approach orientato a obiettivi di performance assoluta, scelte rischio/rendimento e più attenzione alla liquidità.
Sul piano operativo, la risposta passa dal ritorno alla selezione titoli. La disciplina dichiarata è “quality at the right price”: buon modello di business (crescita profittevole, barriere all’ingresso, bassa leva e free cash flow ricorrente), management solido e prezzo “giusto”. A supporto, BDL enfatizza un lavoro di ricerca proprietario: nel 2025 indica 315 incontri con il management e 140 expert call, oltre a conferenze e visite on-site. Insomma, per tornare competitiva, l’Europa deve recuperare controllo sull’allocazione del capitale e ridurre la dipendenza dai benchmark.
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